Comunali Trento, dialogo tra Pd e M5S, Maestri: ''Serve partire dai programmi''. Maschio: ''Parliamo con tutti ma con la Lega nulla da condividere ''
Per il Partito democratico, Upt e Futura serve una coalizione ampia per le elezioni comunali del prossimo anno. Coppola: "Partiamo dai punti che ci accomunano per costruire qualcosa assieme''. Cavazzani: "Il dialogo deve partire dai programmi e dai contenuti". Il Patt, intanto, ha già iniziato le "sue consultazioni" con le varie forze politiche

TRENTO. L'accordo che si sta costruendo a livello nazionale tra il M5S e il Pd potrà essere ripetuto anche a livello locale magari in vista delle comunali del prossimo anno? Sembra di si. A farlo intendere sono gli stessi partiti che stanno governando il capoluogo. Per il momento nessuno si vuole esporre molto ma i contatti ci sono già stati con un punto di partenza comune: prima di parlare di nomi parliamo di temi, programmi, di cosa ha bisogno la nostra città, di un'azione politica nuova che non sappia di stantio.
L'idea a cui si sta lavorando è quella di costruire una coalizione ampia che si possa contrapporre al centrodestra a guida Lega che punti a temi che riguardano l'ambiente, il lavoro e i diritti. D'altronde nel M5S, dopo quello che è successo a Roma, sembra essere caduto il tabù che imponeva al movimento di non avere alleanze per governare pur non rinunciando in alcun modo ai propri temi e alle proprie battaglie.
A spiegarlo bene è Andrea Maschio, uno dei tre esponenti del Movimento 5 Stelle in consiglio comunale a Trento. “Avevamo chiesto di recente la possibilità di entrare in una coalizione per le prossime elezioni comunali di Trento ma quello che è successo supera questo problema e ritengo che dobbiamo avere mani libere di poter ragionare con tutte le forze e non solo con le civiche”.
Ovviamente i confini per il dialogo, spiega l'esponente dei 5 Stelle, ci sono. “Possiamo parlare con tutti tranne che con la Lega. Con questo partito non vogliamo avere nulla a che fare sia a livello locale che provinciale”. Si quindi al dialogo con il centrosinistra e con le civiche ma la scelta verrà presa comunque nei meetup. “Abbiamo già programmato una riunione prossimamente e lì avvieremo la discussione” precisa Andrea Maschio che sottolinea come l'eventuale confronto con le altre forze politiche debba in ogni caso partire dai programmi.
Sulla stessa linea, pur mal digerendo l'accordo di governo tra il Pd e il M5S, anche il consigliere provinciale Filippo Degasperi, un pentastellato che possiamo dire della prima ora che si era già detto contrario ad una avventura di governo nazionale con il Partito Democratico. “Ritengo possibile che ci sia un accordo tra il M5S e il Pd per le prossime comunali a Trento ma questo non significa che io sia d'accordo. Non avrei mai fatto un governo come quello che stiamo vedendo ma facendo parte di un movimento mi adeguo alle decisione che arriva dall'organizzazione”. E' evidente, spiega il consigliere pentastellato, che le decisioni arrivate da Roma avranno degli effetti anche a livello locale.
“Quello che è stato fatto a Roma prima con la Lega e ora con il Pd hanno in qualche modo liberalizzato qualsiasi tipo di iniziativa anche sul territorio. Non sarebbe concepibile che determinate situazioni ci fossero a Roma e poi a livello territoriale si mettessero veti” spiega Degasperi.
Libertà di manovra quindi a 360 gradi che non si ferma solo al Pd e alla Lega ma anche ad altri “partiti territoriali” tiene a precisare Filippo Degasperi che, come fatto anche dal collega di partito Maschio, sembra però chiudere la porta alla Lega. “Con la Lega l'approccio nei nostri confronti dopo l'inizio di legislatura – spiega - preclude qualsiasi ipotesi di collaborazione. Tagliano sulla sanità, portano avanti politiche fiscali che da tempo critichiamo per non parlare di quello che hanno fatto con il comitato faonistico e i grandi carnivori. La Lega si pone con una direttrice divergente e non si può certo collaborare”.
Critico ma con la “speranza di qualche redenzione” invece il rapporto con il Pd e il centrosinistra. “Da questa parte politica ho trovato spesso molta ipocrisia su temi che ci contraddistinguono. Avevamo portato una mozione per riaprire il confronto sulla Translagorai e il Partito democratico ce l'ha bocciata ma dopo cinque mesi è il segretario del Pd della Val di Fiemme a chiedere l'apertura del discorso. Oppure parlano di scuola pubblica e poi finanziano le scuole private. Collaborare così è difficile ma c'è sempre la speranza di redenzione”.
Nessun problema al dialogo con il Movimento 5 Stelle in vista delle comunali di Trento dal Partito democratico a patto che “si parta dai programma e dai contenuti per capire se si riesce a costruire qualcosa assieme” spiega la segretaria Lucia Maestri. “Dobbiamo costruire una coalizione larga e per farlo occorrere costruire un programma molto forte ragionando tutti assieme”. La segretaria del Partito Democratico rivendica l'autonomia territoriale e quindi nessun obbligo a fare governi fotocopia. “Le convergenze con il M5S – spiega – le possiamo trovare sui contenuti e non su schemi fatti ad altri livelli istituzionali. Ci sono delle grammatiche diverse”.
Maestri definisce poi un “atto di coraggio e responsabilità” la decisione del Pd di andare al Governo del Paese. “E' un governo nato per il bene dell'Italia e potrà funzionare se c'è da parte di tutti un atto di umiltà e di assunzione di responsabilità”.
Ad essere entusiasta di un possibile accordo tra il centrosinistra e il M5S per la città di Trento è Lucia Coppola di Futura e appartenente ai Verdi. “Le differenze certamente ci sono – ha spiegato – ma è importante che ci sia un governo come quello che stiamo vedendo nascere in queste ore per togliere terreno ad una formazione come la Lega che stava portato tutto il Paese alla sfascio”.
Per costruire un progetto in vista delle comunali, ha spiegato Coppola, “Serve partire dalle cose che ci accomunano, dai dati di uguaglianza. In questo si può inserire il progetto portato avanti da Futura, ampio e plurale. Noi siamo un soggetto aperto e allo stesso tempo anche con diverse sensibilità come quelle dei Verdi. Un progetto di questo tipo può anche incoraggiare quella parte dei 5 Stelle a riappropriarsi di temi sui quali sono nati, come quelli ambientalisti, ma che assieme alla Lega non trovavano spazio”. Si quindi ad un dialogo comune. “Bisogna lavorare per una coalizione ampia e per l'unità portando un progetto che parli di lavoro, aiuti alle classi sociali più deboli, ambiente e diritti”.
A parlare di programma e considerare questo anche un punto di partenza per un futuro dialogo con i pentastellati è l'Upt con il coordinatore cittadino Andrea Cavazzani. “Noi come Upt – spiega – stiamo parlando con tutti. L'unico muro che abbiamo è quello verso destra. Il M5S è sicuramente uno dei soggetti con cui dialogare e fare eventualmente un fronte comune per costruire qualcosa e risolvere i problemi della città”.
Stessa linea anche quella portata avanti dal Patt che con il capogruppo in consiglio comunale Alberto Pattini e altri colleghi di partito ha già avviato alcuni incontri con le diverse forze politiche per conoscerne le sensibilità. “Il 21 luglio abbiamo incontrato anche i 5 Stelle ed è fondamentale che in questa fase ci sia un dialogo verso le altre forze poltiche. L'importante è ragionare per il bene della città”.













