Comunali, l'Upt guarda al centro e al dialogo col Patt. Cavazzani: ''Il futuro sindaco? Una donna della società civile per un nuovo governo della città, senza voltarci a destra"
Continua la discussione nei partiti politici in vista delle elezioni comunali del prossimo anno. L'Upt già da tempo ha aperto un dialogo con il Patt e guarda al polo di centro come un'occasione per una nuova politica per il governo della città. "In questi anni i problemi sono arrivati soprattutto dai personalismi. Serve tornare in mezzo alla gente"

TRENTO. Si al dialogo con un polo di centro che abbia però “veramente valori e principi centristi, popolari e autonomisti e che sappia ridisegnare un'idea nuova di gestione della cosa pubblica che non può arrivare da chi oggi è al governo in Provincia”. Continua nel centrosinistra il confronto in vista delle prossime elezioni comunali. Tra chi vede un eventuale polo di centro come alleato c'è il coordinatore cittadino dell'Upt Andrea Cavazzani.
L'Unione per il Trentino presidia l'area di centro della coalizione che fino ad oggi ha guidato il Comune di Trento. Una cosa sembra però essere chiara: con la destra “non s'ha da fare”.
Cavazzani, i contatti già ci sono ma cosa pensate del polo di centro lanciato dagli autonomisti?
Ricreare un polo di centro sulla città di Trento ha un senso. Però non deve essere un'arma di ricatto nel momento del ballottaggio. Con gli autonomisti ci sono contatti e ci piacerebbe che fosse un nuovo laboratorio per sviluppare idee popolari e centriste che ad oggi sembrano mancare nel panorama politico.
Ma l'Upt è pronto a lasciare il centrosinistra per entrare a far parte di questo polo di centro?
No, noi vogliamo governare la città di Trento in una coralità di espressioni politiche con una rinnovata componente centrista, popolare e legata al territorio. Dobbiamo tutti avere in mente che occorre smettere di litigare e solo in questo modo si potranno prendere delle scelte che vanno nella giusta strada per rispondere a tutte le esigenze dei cittadini.
Il Patt ha parlato anche di sottoscrivere un contratto.
Possiamo dire che sembra essere diventata una moda a livello nazionale. Non ci vedo comunque alcun problema. Quello che deve essere fatto è ragionare sui temi che sono davvero importanti per il futuro di Trento. E un contratto in politica non può porre dei limiti sul futuro di una città.
Come stanno andando gli incontri nel centrosinistra per le amministrative?
Stiamo portando avanti dei tavoli programmatici. Negli incontri inizialmente c'era anche il Patt poi purtroppo ad un certo punto ha deciso di non venire più. Ci stiamo confrontando su temi importanti per Trento puntando lo sguardo in avanti. C'è molta voglia di partecipare e questo è fondamentale. Ci confrontiamo su tematiche riguardanti la mobilità, l'inclusione sociale, la sicurezza, il contrasto alla solitudine degli anziani oltre ovviamente ad un argomento importante come quello della sicurezza. Parallelamente già da luglio come Upt ci troviamo quasi ogni lunedì in sede per degli incontri aperti dove si discute e si fissano i punti importanti su svariati temi.
Non possiamo però nascondere i tanti problemi che ha avuto in questa legislatura il centrosinistra. Come mai?
Io credo ci siano stati troppi personalismi. Ognuno ha pensato troppo alla propria posizione personale e il sindaco è stato costretto a diversi rimpasti. Il centrosinistra deve tornare veramente tra la gente e questo negli ultimi anni è mancato. Mi auguro che la prossima legislatura possa portare tutti con i piedi per terra. I cittadini vogliono giustamente essere coinvolti nelle scelte e ascoltati.
Ed esiste un identikit del futuro sindaco?
Non vedo per niente una brutta idea che il candidato possa essere scelto dall'area di centro. E' importante poi che provenga dalla società civile, che conosca l'amministrazione pubblica e che abbia la capacità di tenere assieme diverse sensibilità. Un'utopia? Noi vogliamo provarci tutti assieme e magari potrebbe essere finalmente l'occasione per un sindaco donna.













