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Elezioni comunali 2020, ''Autonomia'', ''Europa'' e ''Identità''. Isolazionismo finito, Lega tagliata fuori e il Patt torna a strizzare l'occhio al centrosinistra?

I vertici delle Stelle alpine redigono un documento (all'interno in forma completa) per chiarire un futuro che guarda fino alle prossime provinciali. I paletti per un dialogo sembrano stringenti più per il carroccio che per gli ex alleati. "Differenziarsi dalle visioni dei partiti nazionali e in antitesi ai partiti centralisti, nazionalisti, anti europeisti e a quei leader nazionali che vedono nel Trentino una terra di conquista"

Di Luca Andreazza - 06 dicembre 2019 - 05:01

TRENTO. Le parole chiave sono "Autonomia", "Europa" e "Identità", questo quanto emerge dalla Giunta esecutiva del Patt nel vertice serale di giovedì 5 dicembre. Le Stelle alpine vogliono riportare il Trentino a essere "un laboratorio politico originale e non omologato a dinamiche nazionali", si punta e ci si appella a tutte quelle forze e movimenti che "mettono al primo posto la salvaguardia, la tutela e il miglioramento della nostra Autonomia e dei valori popolari e civici della nostra terra differenziandosi dalle visioni dei partiti nazionali e ponendosi in antitesi ai partiti centralisti, nazionalisti, anti europeisti e a quei leader nazionali che vedono nel Trentino una terra di conquista".

 

Insomma, se non è una definitiva chiusura alla possibile alleanza con la Lega in vista dell'appuntamento elettorale per le comunali del 2020 a Trento, ormai poco ci manca. Intanto il Patt incassa il passaggio, a livello regionale, di Carlo Vettori, ormai ex leghista altoatesino, ma soprattutto si colloca: una forza politica di centro, ma la stagione dell'isolazionismo sarebbe finita e se proprio deve trovare sinergie e terreno comune per preparare un programma di governo, sembra preferire non guardare al centrodestra.

 

Dopo la presa di posizione nei mesi scorsi di Marchiori (Qui articolo) e più recentemente di Dallapiccola (Qui articolo), i paletti per un dialogo, questa volta messi nero su bianco, sembrano stringenti più per il carroccio che per gli ex alleati. Un Trentino a trazione Lega che sembra appiattirsi sulle indicazioni di Roma, quando non viene superata dal governo nazionale (bonus bebè e abolizione del ticket sanitario), così come appare muoversi esclusivamente lungo le direttrici impartite da Matteo Salvini: i meme sui social sembrano banalità, ma sono ormai la cartina tornasole della macchina propagandistica salviniana (Qui articolo), senza dimenticare la retorica della conquista. 

 

"Il Trentino non può cedere alle logiche nazionali - si legge nel documento - ma deve dimostrare la propria responsabilità di autogoverno con la capacità di prendere le decisioni migliori per il proprio futuro. Autonomia che va fatta crescere sia nelle competenze che nella conoscenza e nella percezione della sua importanza nella popolazione". 

 

Il Patt sembra intanto tendere la mano agli amici di un tempo, poi si vedrà. Anche perché si guarda sul lungo periodo: i patti devono essere chiari, un percorso in grado di portare un'eventuale coalizione alle elezioni provinciali del 2023. E se nei Comuni e territori più piccoli, le sezioni agiscono come meglio credono per il bene del partito, i centri più grandi devono lavorare in sinergia e gli schemi devono essere definiti. 

 

Ecco, infatti, che arriva un'altra novità dal vertice: pieno mandato a Simone Marchiori, il quale in qualità di segretario, prende il timone delle operazioni: la voce delle Stelle alpine è una sola, la sua. In questa fase è il frontman del gruppo. A lui il compito di operare nel solco di quanto deliberato dalla Giunta di partito: titolarità e responsabilità dei rapporti con le altre forze politiche e con gli organi di informazione

 

Nella sconfitta delle ultime provinciali, il Patt in "isolamento" è riuscito a dimostrare di esserci, ma ora punta a ricostruire qualcosa di più ampio, si gettano già le basi per il futuro. "Il Partito Autonomista - prosegue il documento - si appresta ad affrontare le elezioni comunali con la consapevolezza che il Trentino, per poter funzionare al meglio, deve trovare il giusto bilanciamento fra i piccoli centri e le città principali, che devono essere ugualmente valorizzati. Questo non può significare una mera parificazione (peraltro irrealizzabile) fra la valle più distante da Trento e il capoluogo stesso. Si tratta, però, di garantire a ogni territorio la possibilità di sviluppare le proprie vocazioni, incentivando i punti di forza con la consapevolezza che il 'sistema Trentinopuò funzionare solo se le singole articolazioni sono al giusto posto e con il giusto peso. In tal senso i Comuni, cellula fondamentale dell’Autonomia, devono essere messi in grado di operare senza balzelli o complicazioni inutili, ma anche di cooperare e collaborare, garantendo loro sostegno anche economico".

 

C'è anche spazio per un'analisi. Il tema è quello della sicurezza, mai sottovalutato ma dove forse il Patt e l'allora centrosinistra autonomista si è troppo crogiolato nella statistiche a livello nazionale. Qui si vive bene, ma non bisogna illudersi perché "Se la sicurezza è una percezione dei cittadini, dobbiamo uscire dalla logica che il 'Trentino è un’isola felice rispetto al resto d’Italia' per affrontare e risolvere le cause più profonde di un malessere che rischia di minare la stabilità di una terra che è al vertice di tutti gli indicatori riguardanti la qualità della vita". 

 

I punti forti restano, poi, il legame con la Svp e l'Euregio, quindi si vuole rimarcare il valore dell'integrazione europea, un'Europa dei popoli e delle Regioni. "L’integrazione e la collaborazione europee costituiscono il valore aggiunto e la garanzia per le terre autonome come il Trentino che, in qualità di territori di confine, rappresentano un insieme virtuoso di influenze e culture". La politica dei due forni sembra alle spalle, il Patt strizza l'occhio, ora però sono gli altri a dover rispondere per poter avviare i tavoli delle trattative, il numero di Marchiori è in rubrica.

 

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