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| 27 ott 2019 | 05:01

Cia: ''Il Patt? Una doppia anima, difficile governare a Trento e trovarli all'opposizione in Pat. Il centro? Mi sembrano più delusi per mancate poltrone che uniti per visione''

In vista delle amministrative del 2020 Agire riparte dalla coalizione di centrodestra che ha vinto le elezioni provinciali. "Le parole chiave devono essere collegialità e rispetto, anche quando i voti presentano forbici diverse. Le nostre scelte non vengono portate avanti per convenienze o semplicemente per far fuori quelli che c'erano prima: cambiamento significa avere un progetto"

Cia: Il Patt? Una doppia anima, difficile governare a Trento e trovarli all'opposizione in Pat

TRENTO. "E' chiaro che si prosegue nel solco di quanto avviene in Provincia, ma serve un confronto". Così Claudio Cia, leader di Agire, che aggiunge: "Il movimento non può contare quanto i numeri della Lega, però è necessario un dibattito alla pari per l'impegno dell'attività politica che portiamo avanti in piazza Dante".

 

Si pensa alle prossime elezioni amministrative del 2020. "Speriamo che qualunque scelta venga fatta con trasparenza e che sia il risultato di un percorso collegiale e rispettoso di tutti i partiti in campo - aggiunge Cia - anche quelli più piccoli. Ovviamente guardiamo con interesse a tutte quelle proposte che sono alternative alla sinistra. Il centrosinistra non c'è più, tutto si è polarizzato e le ultime scelte del sindaco di Trento evidenziano come l'asse per quanto riguarda l'attuale consiglio si sia spostato più a sinistra".

 

Si riparte da quella coalizione che è riuscita a vincere le elezioni provinciali in ottobre. "Il punto di partenza è certamente quello - prosegue il leader di Agire - ma serve dialogo. Le parole chiave devono essere collegialità e rispetto, anche quando i risultati numerici dei voti presentano forbici diverse. Le nostre scelte non vengono portate avanti per convenienze o semplicemente per far fuori quelli che c'erano prima: cambiamento significa avere un progetto, venire riconosciuti nella costruzione e nella conduzione di un programma".

 

Il rapporto con il centrodestra resta forte, Cia è stato tra i primi e principali sostenitori di Maurizio Fugatti in qualità di candidato presidente, anche quando ci sono stati alcuni tentennamenti in coalizione, ma nonostante questo Agire sarebbe rimasto scottato all'ultima chiamata alle urne di Borgo. E per questo non si può escludere nulla, soprattutto in politica.

 

"A Borgo - evidenzia Cia - siamo stati scottati. Abbiamo portato un contributo importante, mentre la Lega non è stata brillantissima e non abbiamo raggiunto il ballottaggio. Nonostante questo abbiamo dovuto lasciare spazio al candidato del carroccio e siamo venuti a conoscenza di tutto dai giornali. Inutile nascondere che si tratta di un brutto messaggio, soprattutto per i ragazzi e le ragazze che si sono impegnati molto per portare alla coalizione un buon risultato. Chiediamo di essere riconosciuti maggiormente. Per le prossime amministrative serve maggiore chiarezza prima per non trovare tutto già confezionato a giochi fatti. Sarebbe poco rispettoso delle forze politiche: siamo coerenti e partecipiamo convinti alla coalizione, ma con autonomia di pensiero e libertà di azione".

 

La Lega e le Stelle alpine dialogano parecchio. Il Patt guarda alla costruzione di un centro, anche se un po' tutti sembrano tirarli per le giacchetta. Agire apre o chiude? "Noi siamo disponibili a dialogare con tutti, solo gli arroganti o gli ignoranti non parlano con le altre forze politiche. Se però l'area di centro - dice - nasce esclusivamente in contrapposizione alla Lega per isolare il carroccio, allora i presupposti e le basi mi sembrano deboli, un progetto poco credibile senza grandi novità. In questo momento mi sembra che confluiscano nel progetto solo quelle figure che sostengono l'attuale sindaco di Trento, ma provengono da un'esperienza di delusione personale per essere stati rimossi da ruoli o per non aver raggiunto determinati incarichi istituzionali. Un discorso di poltrone, più che di visione". 

 

Il carroccio, in caso di alleanza, chiederebbe coerenza al Patt nei maggiori centri, così come piazza Dante. "La sinistra - conclude Cia - mi sembra un po' smarrita in vista delle comunali, anche se presenta figure di spicco e di spessore, come Giorgio Tonini per equilibrio, coerenza e rispetto delle istituzioni. Vedo invece una doppia anima nelle Stelle alpine: c'è una corrente che esclude un percorso con la Lega e un'altra invece possibilista. Mi sembra che si vada verso una corsa a tre poli e serve tanta chiarezza. Le elezioni nel capoluogo, così come quelle di Rovereto, avranno riflessi anche sulle provinciali del 2023. In caso di ballottaggio il centro cosa intende fare? Appoggiare il Partito democratico? E se invece sostiene il centrodestra a quale tornaconto? Mi sembrerebbe difficile governare a Trento con le Stelle alpine, che però restano all'opposizione in Provincia. Il nostro movimento è convinto del centrodestra, ma serve dialogo e, ripeto, tantissima chiarezza".

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