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Gottardi (La Civica): ''Patt alleato del centrodestra a Trento, ma all'opposizione in Provincia? Non sarebbe scandaloso''

L'assessore traccia anche un primo bilancio: "Il ricordo va naturalmente a Rodolfo Borga. Questo è un percorso intenso e dopo un ascolto preliminare molto approfondito delle esigenze di territori, associazioni di categoria e tessuti economici, siamo alla fase della proposta. La Provincia non deve essere percepita come avversaria, ma come partner per migliorare"

Di Luca Andreazza - 01 novembre 2019 - 05:01

TRENTO. "Se il Patt fosse partner di un eventuale governo a Trento ma continuasse a fare opposizione in Provincia? Non ci vedrei nulla di scandaloso", queste le parole dell'assessore Mattia Gottardi, che aggiunge: "Non è in atto una interlocuzione tra gruppi provinciali ma a livello di territori. Un altro aspetto è quello che ci deve anche essere compatibilità tra persone. Poi ovvio che si parla del capoluogo e allora tutto assume una rilevanza diversa, ma un matrimonio in piazza Dante non deve essere automatico".

 

Tra le forze politiche che si preparano alla prossima tornata elettorale per le amministrative c'è anche La Civica, definita fin da subito un'evoluzione di Civica Trentina, anche se i consiglieri comunali hanno mantenuto il vecchio simbolo. "Una scelta legittima - continua l'assessore - fino a maggio 2020 è possibile continuare così, poi però giuridicamente come movimento non può più esistere. Si vedrà, le porte non sono ovviamente chiuse per nessuno".

 

La Civica si muove, naturalmente, nel solco di quella coalizione di centrodestra che è riuscita a strappare per la prima volta nella storia la Provincia al centrosinistra. "Certo - dice Gottardi - ci siamo messi fin da subito a operare in continuità rispetto a quanto riteniamo di esprimere e partecipiamo ai diversi tavoli in vista delle amministrative. Non poniamo veti a nessuno e il dialogo plurale ricalca quello che c'è già a livello provinciale".

 

Un centrodestra che ammicca al Patt e viceversa, tutto in attesa di definire i vari perimetri di azione, anche se la sensazione che resta forte è quella della corsa al centro delle Stelle alpine. Poi in caso di ballottaggio si vedrà, ma la situazione è fluida e non si può escludere nulla. Intanto gli autonomisti hanno trovato un accordo in quel di Brentonico, mentre a Rovereto si schierano con il centrosinistra. 

 

"Il Patt - spiega l'assessore - come quasi tutte le forze politiche ragiona e lavora su più livelli. E' un partito plurale al suo interno e molto simile a tante altre realtà che non impongono schemi tassativi, le segretarie avvallano i diversi percorsialmeno che non siano in netta contrapposizione a determinati valori. La dinamica insomma è doppia e prima di ogni chiamata alle urne si aprono i confronti. Le sezioni, i circoli e i gruppi si confrontano con gli altri attori del territorio: sarebbe sbagliato il contrario. Soprattutto nelle realtà più piccole conta molto il portato personale, forse più dell'appartenenza a qualche schieramento. Ricordo anche che a Lavis il Patt è andato con il centrodestra, quando le Stelle alpine erano al governo con Dellai".

 

Resta però che un'alleanza per il capoluogo potrebbe spostare qualche equilibrio. "La scala è più ampia - evidenzia Gottardi - un accordo per Trento non è necessariamente il preludio a un cambio di prospettive in Provincia. Ora il Patt in piazza Dante ha fatto una scelta e si comporta in modo legittimo e corretto da opposizione, poi non è compito mio definire se la decisione è identitaria o block frei. Comunque, non vedo nulla di scandaloso se si arrivasse a un'alleanza per palazzo Thun, mentre continua a restare minoranza provinciale".

 

La Civica è ufficialmente nata in luglio, ma fin da subito ha cercato di muoversi per contare nelle valli. "Non abbiamo un'interfaccia nazionale - continua l'assessore - quindi non sempre e comunque possiamo ritrovarci in qualche contenitore di coalizione nazionale. Ci muoviamo nell'ambito del centrodestra, ma non necessariamente dobbiamo essere per forza presenti con il simbolo: i candidati e i riferimenti vicini al nostro partito ci sono un po' ovunque, poi valutiamo in base alle esigenze dei singoli territori. 

 

Un primo bilancio da assessore? "Il ricordo va naturalmente a Rodolfo Borga. Questo - spiega l'assessore - è un percorso intenso e dopo un ascolto preliminare molto approfondito delle esigenze di territori, associazioni di categoria e tessuti economici, siamo alla fase della proposta. Ora siamo impegnati con il Consiglio delle autonomie per revisionare il fondo perequativo, ma anche per mettere mano all'obbligo delle gestioni associate. Posso poi contare sulle solide e preparate professionalità nelle strutture amministrative per gli approfondimenti tenici, mentre mi aiuta anche l'esperienza maturata da sindaco. Per tematiche e linguaggio, questo assessorato rappresenta una continuità anche se in ruolo diverso".

 

Le finanze pubbliche, però, sono in contrazione. "La prospettiva è quella della difficoltà per quanto riguarda le risorse - conclude Gottardi - ma nei momenti di 'crisi' si possono trovare opportunità e soluzioni. Mi preme far percepire inoltre la Provincia non come un avversario dei Comuni, ma quale partner al servizio per lavorare meglio. Cerco di essere propositivo e laico, senza ideologie e senza fare screening di presunte o reali appartenenze politiche. Voglio ragionare con un amministratore quale punto di riferimento di un territorio: una piazza non è di destra o di sinistra, ma utile alla comunità, questo è il punto di partenza".

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