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Il taglio dei parlamentari è legge, il Trentino Alto-Adige perde quattro deputati

Alla Camera si è votato il disegno di legge costituzionale fortemente voluto da M5s. I deputati passano da 630 a 400, i senatori da 315 a 200. Modifiche anche ai collegi elettorali: cambia il rapporto numerico di rappresentanza sia alla Camera sia al Senato

Di Arianna Viesi - 08 ottobre 2019 - 20:07

TRENTO. Il Parlamento ha votato definitivamente il taglio di deputati e senatori. Oggi alla Camera il voto finale sul disegno di legge costituzionale, approvato a larghissima maggioranza – 553 voti a favore, 12 contrari e 2 astenuti. I deputati passano, così, da 630 a 400. I senatori da 315 a 200. Taglio anche ai seggi dei deputati e dei senatori eletti all'estero che scendono, rispettivamente, da 12 a 8 e da 6 a 4.

Il disegno di legge sancisce anche il ridimensionamento del numero dei deputati in regione (da 11 a 7). Immutato il numero di senatori eletti nei collegi uninominali (sei a livello regionale, tre per il Trentino e tre per Bolzano).

 

La "riforma Fraccaro", dal nome del sottosegretario alla presidenza del consiglio, modifica anche i collegi elettorali: cambia infatti il rapporto numerico di rappresentanza sia alla Camera dei deputati (1 deputato per 151.210 abitanti, mentre oggi era 1 per 96.006 abitanti) sia al Senato (1 senatore per 302.420 abitanti, mentre oggi era 1 ogni 188.424 abitanti). Se la legge dovesse entrare effettivamente in vigore, l'Italia diventerebbe uno dei grandi paesi europei con il parlamento più piccolo in proporzione alla popolazione: un parlamentare ogni 151 mila abitanti circa contro uno ogni 100/110 mila di Regno Unito, Francia e Germania. 

 

La riforma è stata fortemente voluta dal M5s, insieme agli alleati del Partito Democratico, di Italia Viva e di Liberi e Uguali, ma anche dai maggiori partiti di opposizione: Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Hanno votato contro, tra gli altri, i parlamentari di +Europa e Noi con l’Italia. L'approvazione del provvedimento è arrivata dopo un acceso dibattito tra i parlamentari. Molti di loro, infatti, pur avendo dato parere positivo, ne hanno criticato forma e modalità.

 

Trattandosi di una riforma costituzionale, la proposta avanzata da M5s è stata approvata due volte alla Camera e due volte al Senato. Durante le tre votazioni precedenti la riforma era stata votata da M5s e Lega, alleati nella precedente maggioranza, mentre il Pd aveva espresso parere contrario. L’approvazione del disegno di legge era stata, però, una delle principali condizioni poste dal Movimento per appoggiare il Conte bis. Durante il dibattito che ha preceduto il voto, le opposizioni hanno quindi criticato duramente la condotta del Pd, giudicata opportunista e incoerente.

 

La legge, in quanto riforma costituzionale, non entrerà subito in vigore.  Nei tre mesi successivi alla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, potrebbe infatti essere richiesto un referendum confermativo da parte di un quinto dei membri di una delle due camere, di 500 mila elettori oppure da cinque consigli regionali.

 

Secondo i numeri diffusi dal Movimento, i risparmi saranno di circa 100 milioni l'anno, 500 a legislatura. Questi numeri, però, sono diversi da quelli rilevati dall'Osservatorio dei Conti Pubblici, secondo il quale il taglio dei parlamentari farebbe risparmiare 57 milioni all'anno e 285 ogni legislatura. 

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