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“La riforma elettorale che riduce i parlamentari è una boiata pazzesca” Valcanover lancia i comitati per il no al referendum

L’avvocato e storico militante radicale ne ha per tutti: dal Partito Democratico “servile”, all’amico Giachetti "prima getta il sasso e poi nasconde la mano”, fino ad arrivare alla riforma costituzionale “che rafforza i partiti a discapito della rappresentanza”

Di Tiziano Grottolo - 17 ottobre 2019 - 21:24

TRENTO. Non usa mezzi termini l’avvocato e storico militante radicale Fabio Valcanover per definire la riforma che prevede il taglio dei parlamentari e, parafrasando l'impiegato Ugo nel film “Il secondo tragico Fantozzi” la apostrofa come “una boiata pazzesca”.

 

Nei giorni scorsi, con larghissima maggioranza (553 voti a favore, 12 contrari e 2 astenuti), è stata approvata in via definitiva la riforma che ridurrà il numero dei parlamentari. La Camera dei Deputati passerà dunque da 630 a 400 seggi, mentre il Senato avrà solo 200 scranni rispetto ai 315 di prima (QUI per sapere cosa cambia per il Trentino).

 

La modifica, che peraltro prende il nome del trentino Fraccaro, è stata votata dal Movimento 5 Stelle Partito Democratico, Italia Viva e Liberi e Uguali, ma anche dalla maggior parte delle opposizioni come Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Contrari solo alcuni parlamentari in particolare quelli di +Europa e Noi con l’Italia-Udc.

 

La legge però non entrerà subito in vigore, dal momento che si tratta di una riforma costituzionale potrebbe essere richiesto un referendum confermativo. Per arrivare a questa soluzione dovrà verificarsi almeno una di queste condizioni: che a farne richiesta sia almeno un quinto dei membri di una delle due camere, 500mila elettori, oppure cinque consigli regionali.

 

È proprio in questo senso che arriva l’esortazione di Valcanover per la creazione, anche in trentino, dei comitati che si battano per respingere al mittente questa riforma.

 

Nel mirino dell’avvocato, che alle ultime elezioni è stato candidato con +Europa di Emma Bonino, finiscono anche il Partito Democratico tacciato di servilismo ma anche l’amico Roberto Giachetti reo di aver votato a favore della riforma salvo poi attivarsi subito per raccogliere le firme per il referendum. “Gettano il sasso e poi nascondono la mano – attacca Valcanover – questa sciagurata legge riduce la rappresentanza e fa aumentare le spese elettorali”.

 

Secondo la posizione del radicale questa riforma è nata dal richiamo populista al risparmio: “Ma allora aboliamo tutto così accantoniamo più soldi – sottolinea in maniera sarcastica – ci stiamo avviando verso un’inevitabile riduzione dei collegi che comporterà una svolta elitaria delle campagne elettorali, dove partiti e persone saranno chiamati a spendere più soldi”.

 

Ricapitolando, senza un’adeguata riforma elettorale, con il taglio dei parlamentari si verranno a creare dei collegi molto grandi ma in questo modo gli elettori avranno meno possibilità di conoscere e controllare i candidati che comunque continueranno ad essere scelti dai vari partiti.

 

Al contempo, tutto ciò costringerà i vari movimenti politici, e i candidati stessi, ad investire somme sempre più ingenti per le pubblicità elettorale (QUI un esempio trentino).

 

“Siamo di fronte una modifica che rafforza i partiti a discapito della rappresentanza – conclude Valcanover – meglio essere impopolari sul momento, cassando una riforma che fa leva esclusivamente sulla pancia delle persone, ma che nei fatti è quanto di più antipopolare ed elitario si possa immaginare”.

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