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Prevale l'autofinanziamento e il volontariato, ma quanto spendono i partiti per la campagna elettorale?

Alcuni partiti fanno pagare ai singoli candidati, altri gestiscono collettivamente i costi di stampe e volantini. Ecco nel dettaglio, partito per partito, l'investimento sul 4 marzo

Di Donatello Baldo - 24 febbraio 2018 - 19:15

TRENTO. Forse non nei toni, ma nelle finanze la campagna elettorale trentina sembra piuttosto sobria. Grandi spese per i partiti non ce ne sono, e chi decide di investire un po' di più sulla scommessa dell'elezione lo deve fare di tasca propria. 

 

I piccoli partiti e i 5 Stelle si affidano esclusivamente al volontariato e all'autofinanziamento mentre gli altri impegnano qualche soldo in più, anche se dalle sedi nazionali non arriva niente se non i manifesti con il simbolo senza però i 'faccioni' dei candidati, questi sono a carico dei singoli.

 

Forza Italia è il partito che spende meno di tutti: zero. "Tutte le spese sono sostenute dai candidati nei collegi - spiegano gli azzurri - e dal nazionale arrivano solo i manifesti con il simbolo e con la scritta 'Vota Forza Italia'".

 

Poche spese anche per Fratelli d'Italia, soltanto 1.200 euro, ma il loro candidato nel collegio Andrea de Bertoldi spenderà personalmente nella sfida contro Franco Panizza, e anche quest'ultimo metterà i suoi soldi per raccogliere voti.

 

Il Partito Democratico fa un'altra cosa: anticipa le spese per i candidati e in caso di vittoria l'eletto si impegna a versare al partito la parte che gli compete. "In totale - spiegano i dem - a fine campagna la spesa sarà di 20 mila euro per ogni collegio", quindi 10 mila euro a candidato.

 

La Lega Nord afferma che su tutto il territorio spenderà tra i 10 e i 12 mila euro. L'importante, per la legge, è che tutto sia rendicontato. Per questo, nel caso il candidato decida di finanziarsi la propria campagna personalmente, dev'essere aperto un conto corrente in cui entrate e uscite sono registrate. 

 

La stessa legge fissa il limite a poco più di 50 mila euro per ogni candidato, una cifra che nei collegi trentini non sembra sia raggiunta da nessuno. Grandi eventi, cene con centinaia di persone e feste in discoteca quest'anno non sembrano in programma.

 

Il Movimento 5 Stelle, nel complesso, non arriverà a spendere nemmeno 5 mila euro. "Per ora sono transitati circa mille euro sul conto - spiegano i grillini - e alla fine della campagna si arriverà a tre, forse quattro mila euro".

 

"Le nostre spese - spiegano - sono limitate alla stampa dei manifesti e al pagamento delle sale usate per la campagna elettorale. I nostri candidati non hanno aperto conti correnti perché non è nostro costume fare campagna elettorale personale su radio e Tv".

 

Ai 5 Stelle arriva il materiale prestampato dal nazionale, volantini e manifesti generici, ma di finanziamenti diretti nemmeno l'ombra. "Volontariato e autofinanziamento - affermano - sono i due nostri pilasti per sostenere la campagna elettorale". 

 

Volontariato e autofinanziamento anche per Liberi e Uguali. "Abbiamo fatto un'associazione apposita - spiegano - su cui confluiscono i soldi raccolti tra gli iscritti e i simpatizzanti. Le uscite sono gestite unitariamente perché la campagna elettorale è di tutti, non del singolo candidato". La spesa totale approssimativa è di meno di 10 mila euro.

 

La palma di chi spenderà meno sembra andare a Potere al Popolo e a Casa Pound. La lista di sinistra per tutti e sei i candidati sui collegi uninominali di Camera e Senato investirà 1.200 euro. Niente più: "E nessun candidato potrà usare soldi propri perché la nostra campagna elettorale è collettiva". 

 

La lista di destra spenderà suppergiù la stessa cifra, circa mille euro. "Si tratta di autofinanziamento - spiegano i militanti - e questo dimostra che per fare politica serve impegno, dedizione e non rimborsi faraonici". 

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