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Taglio dei parlamentari, Futura: ''Siamo contrari, riduce la rappresentanza. Non basta diminuire le 'poltrone' per aumentare la competenza''

Il 20 e il 21 settembre oltre alle elezioni amministrative si voterà anche per il referendum confermativo sulla riforma costituzionale che taglia il numero dei e delle parlamentari della Repubblica. Futura: "Favorevoli alla sobrietà politica questa riduzione non garantisce affatto una migliore efficienza"

Pubblicato il - 21 agosto 2020 - 11:47

TRENTO. “Invitiamo tutte le persone ad informarsi. Siamo sempre stati favorevoli alla sobrietà della politica tuttavia la posizione del direttivo e di buona parte degli aderenti è contraria a questa riforma costituzionale”. Questa la posizione di Futura in merito al referendum che ci sarà tra poche settimane.

 

Il 20 e il 21 settembre, infatti, si andrà a votare per le elezioni amministrative ma anche per il referendum confermativo sulla riforma costituzionale che taglia il numero dei e delle parlamentari della Repubblica.

 

“Futura – viene riportato in una nota - invita innanzitutto i cittadini e le cittadine a informarsi bene sul quesito referendario, a conoscere la modifica della Costituzione proposta e quindi a recarsi alle urne con consapevolezza per esprimere la propria scelta. Come sappiamo questo referendum è valido con qualsiasi percentuale di affluenza: allora conta ancora di più andare a votare per far sentire la propria voce”.

 

Il movimento che vede in Provincia i consiglieri Paolo Ghezzi e Lucia Coppola, spiega di essere sempre stato favorevole alla sobrietà politica e crede che sia importante una riduzione dei costi , appoggiando la semplificazione burocratica e lo snellimento delle procedure. Invoca, inoltre, una nuova responsabilità degli eletti e delle elette che dovrebbero dare un buon esempio dentro e fuori le istituzioni. “Siamo contro i privilegi – spiegano - del ceto politico, trattamenti di favore che alimentano il populismo”.

 

Tuttavia la posizione è quella di contrarietà a questa riforma costituzionale.

 

“Invitiamo pertanto a votare no alla consultazione referendaria. No perché il drastico taglio dei e delle parlamentari (al Senato dovrebbero passare da 315 a 200; alla Camera da 630 a 400) produce un’irrisoria diminuzione della spesa ma riduce pericolosamente la rappresentanza e il rapporto tra eletti/e ed elettori/elettrici: ci sarà un senatore/senatrice per ogni 300.000 abitanti. In questo modo il Parlamento si delegittima ulteriormente e si allontana dal territorio”.

 

Per Futura non basta tagliare le “poltrone” per aumentare la competenza e la serietà degli eletti e delle elette: “questa riduzione non garantisce affatto una migliore efficienza” viene spiegato.

 

La contrarietà deriva anche dal fatto che con la legge elettorale vigente, “una maggioranza relativa (ma minoranza nel Paese) potrebbe avere i numeri per cambiare a piacimento la Costituzione e sostanzialmente per garantirsi “pieni poteri”. Una deriva che non ci possiamo permettere”.

 

“La Costituzione – conclude Futura - non può essere soggetta a trattativa tra i partiti per formare un Governo. Comprendiamo anche le posizioni di chi pensa che questa riforma sia soltanto il primo passo per ulteriori miglioramenti. Tuttavia una vera riforma della Carta Costituzionale deve essere maggiormente condivisa e non può scaturire da un’ondata di anti politica pericolosissima per la nostra democrazia”.

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