Contenuto sponsorizzato
| 01 ott 2019 | 10:38

Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia vogliono cambiare (di nuovo) la legge elettorale con un referendum

Depositato ieri il quesito per il referendum abrogativo della quota proporzionale della legge elettorale. Il senatore Calderolli attacca: “C’è paura di perdere il seggio”, ma per molti esperti il dispositivo verrà giudicato inammissibile dalla Consulta

Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia vogliono cambiare (di nuovo) la legge elettorale con un referendum
di Tiziano Grottolo

ROMA. Roberto Calderolli il padre del “porcellum” ha deposito ieri, in Corte di Cassazione, il quesito per proporre un referendum sulla legge elettorale che chiede di abrogare la parte proporzionale del Rosatellum.

 

Solitamente per poter presentare un referendum abrogativo, bisogna raccogliere almeno 500mila firme oppure incassare il sostegno di almeno 5 consigli regionali, quest’ultima è la strada scelta dalla Lega che ha ricevuto l’appoggio di ben 8 consigli regionali: Veneto, Sardegna, Lombardia, Friuli, Piemonte, Abruzzo, Liguria e Basilicata, tutte regioni governate dal centrodestra.

 

Secondo Calderolli la proposta di legge trae ispirazione dal sistema anglosassone, un maggioritario puro: “Chi vince va a governare – chiosa il senatore – in questo modo si tornerebbe a bipolarismo o tripolarismo”.

 

Questo progetto trova il sostegno convinto di Lega e Fratelli d’Italia, meno sicuro l’appoggio del partito di Silvio Berlusconi che spinge affinché venga mantenuta una quota di proporzionale.

 

Sul quesito però alcuni costituzionalisti hanno già sollevato alcuni dubbi circa la sua ammissibilità, ma Calderolli si dice comunque sicuro che la sua proposta supererà il vaglio della Consulta, e attacca: “C’è qualcuno che ha paura di perdere il seggio”.

 

Il padre del “porcellum” dunque ci riprova con una nuova legge che ha ribattezzato “Popolarellum” anche se più probabilmente sarebbe meglio chiamarlo “Maggioritellum” visto che abrogando la parte proporzionale della legge attualmente in vigore si andrebbe a votare con un sistema maggioritario puro.

 

“Così non potranno più nascere governi come l’attuale”, sottolinea Calderolli, ma nemmeno come il precedente formato da Movimento 5 Stelle e Lega, e neppure come la stragrande maggioranza dei governi italiani che si sono avvicendati nel tempo e che hanno visto quasi sempre coalizioni di partiti, con maggioranze variabili e rimpasti frequenti.

 

Questa mossa, fortemente voluta dal leader leghista Matteo Salvini accelera di molto i tempi, il referendum infatti potrebbe arrivare già nella primavera 2020, nel frattempo Pd e 5 stelle stanno elaborando la loro contromossa che prevede il taglio dei parlamentari e riforma elettorale in senso proporzionale.

 

Ad ogni modo, adesso il quesito sarà preso in esame dalla Corte Costituzionale, chiamata a valutarne l’ammissibilità, in caso di via libera la parola passerà agli italiani (a meno che non venga approvata una nuova legge elettorale) che saranno chiamati ad esprimersi attraverso il voto referendario.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 07 agosto | 21:25
L'uomo stava compiendo un'escursione assieme ad un amico e, mentre stava percorrendo in discesa il sentiero 370, che da Malga Termoncello rientra a [...]
Politica
| 07 agosto | 19:18
Gli hotel a 5 stelle in Trentino sono una dozzina, quasi un sesto rispetto a quelli presenti in Alto Adige. I punti di forza del territorio sono [...]
Cronaca
| 07 agosto | 18:59
Parte nelle Prealpi trevigiane la storia di Luca Parussolo, giovane allevatore che ha ereditato la passione e l’arte di fare formaggio dalla [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato