Terzo mandato, Fugatti e Lega "pregando per un sì". Bisesti: "Permetterlo è una questione di democrazia". Biada: "La coerenza prima di tutto. E dieci anni bastano e avanzano"
A Bisesti, e di conseguenza a Fugatti, il primo e il più interessato dalla votazione, manca un voto per ottenere l'approvazione dell'Aula e cambiare la "storia" delle elezioni provinciali in Trentino. Il presidente, il proponente del ddl e la Lega riusciranno a trovarlo in tempo? Il voto potrebbe essere segreto (verrà concesso se sarà richiesto da almeno 8 consiglieri) e questo potrebbe giocare a favore del fronte del "sì, anche se non siamo in Parlamento, i numeri sono risicati e, dunque, l'eventuale "franco tiratore" verrebbe individuato immediatamente con tutte le conseguenze politiche del caso

TRENTO. Nubi all'orizzonte su piazza Dante. Si preannuncia una settimana tempestosa nell'aula del Consiglio Provinciale visto che, da martedì 8 a venerdì 11 (si conoscono gli "estremi" e basta) si discuterà del ddl 52, già ribattezzato "Ddl Bisesti", dal nome del consigliere (ex segretario della Lega Trentino, nonché ex assessore provinciale) che lo ha proposto o "decreto salva Fugatti" dalle opposizioni.
I consiglieri saranno chiamati a votare sulla possibilità per l'attuale Governatore trentino di ripresentarsi alle urne per il terzo mandato: per far sì che questo avvenga serve la modifica dell'attuale legge elettorale. Da settimane è ormai in atto una polemica durissima, ma non solamente tra maggioranza e opposizione, bensì all'interno della stessa coalizione che governa il Trentino dal 2018.
Il tempo non sarà contingentato, ogni consigliere avrà a disposizione un'ora, l'ostruzionismo ci sarà (tutti aspetti che vi abbiamo raccontato in maniera approfondita in Questo articolo) e, dunque, da martedì si potrebbe addirittura arrivare a venerdì per la votazione che - forse - metterà la parola "fine" alla vicenda. Sì, perché comunque andrà a finire l'espressione dell'Aula avrà delle ripercussioni sulla maggioranza.
La coalizione di governo - non al completo - al momento non ha i numeri per far passare la legge. A favore voteranno certamente la Lega (Fugatti, Bisesti, Failoni, Paccher, Segnana, Zanotelli), Patt (Tonina, Kaswalder, Bosin), Lista Fugatti (Angeli, Brunet, Spinelli), La Civica (Gottardi, Masè), Cia (eletto con Fratelli d'Italia, ora nel Gruppo Misto) e Guglielmi (Fassa) e il presidente del Consiglio, Soini. Totale: 17 voti.
A dire "no saranno il Partito Democratico (Calzà, de Bertolini, Zanella, Franzoia, Manica, Maestri, Parolari), Campobase (Valduga, Stanchina, Maule, Malfer), Degasperi (Onda), Demagri (Casa Autonomia), Coppola (Alleanza Verdi Sinistra), a cui si sommeranno i voti dei quattro consiglieri di Fratelli d'Italia che, in questo caso, voteranno assieme all'opposizione. La vice presidente Gerosa, Biada e Girardi esprimeranno parere contrario, Daldoss si asterrà ma, dal punto di vista pratico, la sua decisione conterà quanto un "no". Totale: 18 voti.
Dunque a Bisesti, e di conseguenza a Fugatti, il primo e il più interessato dalla votazione, manca un voto per ottenere l'approvazione dell'Aula e cambiare la "storia" delle elezioni provinciali in Trentino. Il presidente, il proponente del ddl e la Lega riusciranno a trovarlo in tempo?
Il voto potrebbe essere segreto (verrà concesso se sarà richiesto da almeno 8 consiglieri) e questo potrebbe giocare a favore del fronte del "sì, anche se non siamo in Parlamento, i numeri sono risicati e, dunque, l'eventuale "franco tiratore" verrebbe individuato immediatamente con tutte le conseguenze politiche del caso.
Se il ddl Bisesti non dovesse passare, la maggioranza sarebbe ufficialmente "spaccata" e si aprirebbero scenari "pericolosi" per la tenuta della Giunta, in vista anche del 2027: se il Governatore, infatti, non potendo ricandidare in Trentino, deciderà di correre per le politiche, allora tra meno di due anni dovrà presentare le proprie dimissioni. Con l'attuale legge elettorale il ritorno alle urne dovrebbe essere immediato, con la certezza di dover tornare a votare anche l'anno successivo, nel momento della scadenza "naturale" della legislatura. Quello che è certo è che i due maggiori partiti della coalizione di Governo sono su posizioni completamente diverse. E le possibilità di una convergenza d'intenti sia pari a zero.
Mirko Bisesti, primo firmatario del ddl, ribadisce che che permettere a Fugatti di ripresentarsi è "una questione di democrazia: due mandati sono troppo pochi".
"Si tratta di una questione di democrazia - ribadisce il consigliere leghista Bisesti -: perché se un Presidente ha lavorato bene non può ripresentarsi all'esame degli elettori per una terza volta? Non stiamo mica chiedendo che vengano aboliti i limiti, tutt'altro. Deve esserci un tetto e, per noi, questo è fissato a tre mandati e non due. Che sono pochi. Poi, tra l'altro, chi l'ha detto che l'attuale Presidente sarebbe rieletto nel 2028? Prima dovrebbero mettersi d'accordo i partiti sulla sua candidatura e poi ci sarebbe il giudizio sovrano dei cittadini, l'aspetto più importante di tutta questa vicenda Quello che riteniamo ingiusto è che al Governatore venga impedito di ripresentarsi, avendo il supporto della maggioranza dei trentini, come già dimostrato ampiamente nel 2018 e nel 2023. Mi sembra tutto assolutamente anacronistico, considerando che, guardando ai massimi livelli della politica nazionale, non vi è un "tetto" al numero di mandati per il presidente del Consiglio, così come per la permanenza in Parlamento, con deputati e senatori che sono a Roma, magari, da tre - quattro, per non dire cinque, legislature".
Onestamente Bisesti, si sente di essere ottimista: i numeri attuali dicono che il "suo" ddl non passerà.
"Lo sono di natura - aggiunge l'ex assessore provinciale -, convinto che i ragionamenti e i confronti possano portare ad un risultato positivo, che sarebbe nell'interesse dei trentini. Che, in due circostanze, hanno dimostrato di apprezzare in maniera evidente il lavoro del Governatore. La Giunta sta lavorando bene? Sì e, allora, perché voler cambiare a tutti i costi in nome di non sa bene quale alternanza?".
Fratelli d'Italia è totalmente contrario al terzo mandato: massimo due, poi è giusto cambiare. E non perché lo "dice" Roma. Il capogruppo di Fratelli d'Italia Daniele Biada parla di "coerenza, visto che è stato anche abolito il terzo mandato nei comuni con più di 15mila abitanti e della necessità di garantire alternanza".
"Prima di tutto per coerenza - spiega Biada -: come possiamo stabilire che, nei comuni sopra i 15mila abitanti, i sindaci possano ricoprire al massimo due mandati e poi diamo "via libera" al terzo mandato per il Governatore. A dirla tutta, io sarei favorevole anche per stabilire un limite anche nei comuni più piccoli, quello sotto i 5mila abitanti: pure in quel caso non sono d'accordo che il primo cittadino possa candidarsi "ad libitum". La nostra linea è stata quella sin dall'inizio e l'abbiamo ribadito, anche recentemente, nell'ultima riunione del coordinamento trentino: due mandati e poi stop. C'è anche un aspetto legislativo: vogliamo approvare una legge, rischiando che venga bocciata dalla Corte Costituzionale, come accaduto in Sardegna? Ma che figura faremmo? Niente di personale contro il Maurizio Fugatti, che è e resta il nostro Presidente, sta lavorando bene e ha il nostro appoggio, così come non è una questione "partitica" tra Fratelli d'Italia e Lega, bensì è una questione di principio e coerenza. Abbiamo detto "basta" ai due mandati per i sindaci per evitare il concentramento di poteri e funzioni per un tempo eccessivo, come potremmo giustificare che questo avvenga per il Governatore della Provincia Autonoma di Trento, che è molto più di un Presidente?".
Il voto potrebbe essere segreto, non teme qualche "franco tiratore"?
"Non credo proprio - conclude il consigliere di Fdi - perché la linea è molto chiara ed è stata condivisa da tutti e sappiamo che l'astensione (così, probabilmente, si esprimerà il consigliere Daldoss, ndr) vale quanto un voto contrario. Non mi aspetto sorprese, c'è grande compattezza e, lo ribadisco, coerenza da parte di tutti noi. I lavori saranno certamente "lunghi", perché il tempo non contingentato porterà a tanti interventi e, dunque, ad oggi, non sappiamo esattamente quando si voterà, visto che sono convocati quattro giorni di Consiglio Provinciale".












