Politiche, ecco le schede elettorali con i candidati e i partiti che si potranno votare in Trentino (con l'anomalia al Senato di Alleanza Democratica)
Ecco quello che troverete il 25 settembre scritto sulle due schede elettorali. Cosa può fare un sostenitore di Azione e Italia Viva che però non vuole dare il voto anche a Pd/Sinistra Italiana/Verdi/+Europa/Impegno Civico e viceversa? Esprimere il suo consenso alla Camera dove i blocchi nazionali sono rispettati. Sulla scheda del Senato non ci sarà il simbolo di Italexit

TRENTO. Come si vota? Ora diventa tutto più chiaro grazie ai fax-simile delle schede elettorali che mostrano chiaramente cosa e come si potrà votare. Due schede per cittadino una per la Camera (gialla) e l'altra per il Senato (rosa) con la prima che serve anche per il proporzionale.
Nonostante l'entrata in vigore del taglio dei parlamentari, infatti, nel 2022 si voterà ancora con il Rosatellum, la stessa legge utilizzata per le politiche del 2018, anche se verranno eletti in tutto 600 parlamentari (400 alla Camera e 200 al Senato) invece che 945. Il sistema di riferimento è misto: un terzo dei seggi all'incirca verranno assegnati in collegi uninominali e altri due terzi in collegi plurinominali.
Il Trentino Alto Adige però è, in questo caso, un'eccezione, visto che non elegge senatori al proporzionale. Dopo la riforma, il numero di parlamentari che verranno eletti dal Trentino Alto Adige è passato quindi da 17 a 13, dei quali 6 al Senato e 7 alla Camera (3 proporzionali e 4 maggioritari).

Il nostro territorio offre però un'altra 'anomalia' anche dal punto di vista politico: se a livello nazionale il Partito Democratico ha raccolto intorno a sé una coalizione composta da +Europa, Sinistra Italiana/Verdi e Impegno Civico, nei collegi uninominali del Senato in Trentino Alto Adige è nato infatti il gruppo Alleanza democratica per l'autonomia, che vede la partecipazione anche del terzo polo, formato da Azione e Italia Viva. Il simbolo al Senato è diverso da quelli che si troveranno nel resto d'Italia (e anche alla Camera).
Si crea, quindi, il paradossale effetto di avere al Senato il Terzo Polo che fa la campagna elettorale con il Pd/Sinistra Italiana-Verdi/+Europa per spingere tutti insieme i due nomi proposti mentre per i candidati alla Camera i primi sono contro i secondi con i blocchi che tornano a separarsi come in tutta Italia. Risultato? Gli elettori di Azione e Italia Viva che non vogliono votare per i partiti di Letta/Fratoianni/Bonelli/Bonino/Di Maio e viceversa quelli di Pd/Sinistra Italiana/Verdi/+Europa/Impegno Civico che non vogliono votare per i partiti di Renzi e Calenda saranno liberi di esprimere il loro voto alla Camera. Per il Senato dovranno invece o accettare l'accordo voluto sul territorio oppure astenersi.

Nessun problema per gli elettori degli altri partiti che hanno mantenuto una coerenza di proposta sia alla Camera che al Senato. La situazione rimane sostanzialmente quella già definita a livello nazionale, con l'alleanza di destra formata da Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia e, oltre al centro-sinistra e al terzo polo, il Movimento 5 Stelle. Ai 4 blocchi ''principali'' nazionali si aggiungono gli autonomisti con l'accordo tra Progetto Trentino, Svp e Patt , Italia Sovrana e Popolare, Unione Popolare e Italexit (quest'ultimi solo alla Camera).
Per il proporzionale alla Camera non vale il voto disgiunto. La scheda è una sola: barrando sul nome del candidato dell’uninominale automaticamente il voto andrà alla lista che lo sostiene; se si tratta di una coalizione di più liste (per esempio il blocco di centrosinistra o di destra) e l’elettore non ha barrato nessuna di queste, il suo voto verrà ripartito all’interno dell’alleanza in proporzione ai voti raccolti da ciascun partito.












