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Infilato (suo malgrado) nel toto-nomi dei candidati sindaci Dalzocchio ne chiede le dimissioni per ''dovere morale''. Ma nella Lega qualcuno lascia la poltrona?

Da Fugatti a Segnana e Zanotelli che da parlamentari si erano candidati alle provinciali a Cattoi, Sutto e Loss che nonostante siano stati eletti a livello nazionale conservano anche la carica di consiglieri comunali. Nella Lega la doppia carica sembra un'abitudine eppure si chiedono le dimissioni dell'ad di Dolomiti Energia solo perché qualcuno ha fatto il suo nome

Di L.P. - 30 dicembre 2019 - 19:31

TRENTO. E' un po' come se Messi dovesse lasciare il Barcellona perché una mattina su un quotidiano, in piena trance da fantamercato, un giornalista scrivesse che il campione argentino piace all'Inter o alla Juventus o al Trento. Sembra assurdo, eppure per la capogruppo della Lega in consiglio provinciale Mara Dalzocchio l'amministratore delegato di Dolomiti Energia Marco Merler dovrebbe dimettersi dall'azienda proprio perché qualcuno su qualche quotidiano lo ha inserito tra i nomi papabili per il ruolo di candidato sindaco della coalizione del centrosinistra autonomista. Il tutto, mentre in questi giorni sui giornali impazza il toto-nomi tanto da aver ''gettato nella mischia'' decine di personlità più o meno credibili.

 

Tra l'altro è la stessa consigliera provinciale Dalzocchio ad ammettere, indirettamente, che non c'è stata ancora nessuna investitura reale per Merler: ''Chiaro il messaggio del centrosinistra che a Trento, dopo aver giocato sul discorso delle primarie, ha deciso di puntare sull'amministratore delegato di Dolomiti Energia Marco Merler o sul sindacalista Franco Ianeselli, entrambe figure molto discutibili''.

 

E quindi l'attacco: ''Per quanto riguarda il primo infatti si rende necessario da parte sua, vista l’assenza di smentite, il dovere morale di #dimettersi da ogni incarico che ricopre presso Dolomiti Energia: una scelta di coraggio, di serietà e di rispetto nei confronti del ruolo che attualmente sta ricoprendo. Per quanto invece riguarda Franco Ianeselli, sappiamo tutti noi che il sindacalista è già da un anno impegnato nella sua personale campagna elettorale, agendo in un modo che di sicuro non ha aiutato i lavoratori. Per fortuna c’è la Lega, che con le sue politiche finalmente a favore di chi lavora onestamente in provincia, lo sostituisce egregiamente''.

 

Uno straordinario doppiopesismo quello mostrato da Dalzocchio che esige dagli altri un comportamento che certo non è stato quello della Lega e dei suoi rappresentanti (oltre a non chiedere di dimettersi, per esempio dall'Università, al professor Aronne Armanini che da molti è indicato come possibile candidato sindaco del centrodestra). Il caso clamoroso è stato quello dello stesso Fugatti che non si era dimesso dalla carica da sottosegretario al ministero della salute quando si era candidato alla presidenza della Provincia (con tanto di ricorso, vinto dallo stesso presidente, sulla incompatibilità tra i ruoli ma qui, per usare le parole di Dalzocchio, si parla di ''dovere morale''). Poi c'erano state le parlamentari Zanotelli e Segnana anch'esse candidate per le provinciali alle quali nessuno nella Lega aveva chiesto di avere il coraggio di rinunciare allo scranno romano, tutti poi si sono dimessi dal ruolo di onorevoli a gennaio (Qui articolo).

 

E solo per restare alla politica ora ci sono i casi di Martina Loss, eletta alla Camera dei deputati e che ha conservato anche il suo ruolo di consigliera comunale, di Vanessa Cattoi anche lei parlamentare che resta pure consigliera comunale ad Ala e anche Mauro Sutto altro parlamentare che risulterebbe consigliere comunale ad Ospedaletto. Insomma in casa Lega il doppio ruolo è quasi un must e le dimissioni non si chiedono a nessuno tranne che a tutti gli altri. Messi e Ronaldo sono avvertiti: non sia mai che qualcuno li proponga per fare il candidato sindaco del centrosinistra autonomista a Trento.

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