#inMovimento pensa alla terza via. Sulle elezioni in Umbria: ''I 5Stelle prima alleati con l'estrema destra e poi con l'estrema sinistra: chapeu''
Il presidente della ''cosa'' di centro nata in Comune a Trento da alcuni consiglieri analizza l'esito del voto di domenica e lancia la linea: ''Un partito moderato, seppur piccolo, non può pensare di voler “moderare la destra” o “moderare la sinistra”: tali partiti faranno sempre il ruolo delle comparse e non saranno mai vincenti''

TRENTO. Continua a far discutere l'esito delle elezioni in Umbria e anche in Trentino c'è chi cerca di analizzare la situazione locale con quanto è emerso tra Perugia e Terni. Situazioni, in realtà, molto lontane (in Umbria si andava a votare per gli scandali che avevano travolto la presidente di regione Marini e il Pd dopo, anche, le denunce del Movimento 5 Stelle che da anni combatteva il sistema di potere instauratosi in decenni di governo di centrosinistra. E nonostante questo i due partiti, Pd e M5S si sono proposti uniti per battere la Lega e il centrodestra) ma che forniscono comunque spunti interessanti.
Lo pensa anche Lorenzo Rizzoli, presidente di #inMovimento, la ''cosa'' di centro nata in Comune a Trento per iniziativa di cinque consiglieri ''delusi'' (QUI ARTICOLO) che ora si propone come ''catalizzatore'' di fantomatici moderati. Un centro che, da quanto emerge dal discorso di Rizzoli deve essere in grado di restare tale senza apparentarsi con i due poli.
Dalle elezioni in Umbria, spiega, emerge ''in primis la riflessione va sui “pentastellati”, che hanno raggiunto un “misero” 7,4%. Un partito che, alle ultime politiche arrivò al 32,7%, si trova ad affrontare una grande crisi. La crisi è stata causata , ovviamente, dei suoi rappresentanti politici nazionali, capaci dapprima di allearsi con una forze di estrema destra e poi con una forza che tende all’estrema sinistra. Un partito che nasce come “partito libero”, partito che non fa alleanze con nessuno, è stato capace di fare tutto ciò: chapeu. La seconda riflessione va sulla coalizione vincente: anche in Umbria la destra ha vinto. Non ha senso chiamarla “coalizione di centrodestra”, se i partiti di estrema destra, da soli, hanno raggiunto il 47,4%. Un risultato eccellente, grazie alla forte unione che Lega e Fratelli d’Italia hanno: complimenti''.
''La terza riflessione - completa Rizzoli - va sul ruolo di “comparsa” sia degli altri candidati al governo della regione Umbria (il terzo classificato ha raggiunto il risultato del 2,6%, mentre gli altri solamente uno “zero virgola”) sia delle forze moderate. Queste ultime hanno preferito, anche in Umbria, rimanere in coalizione con le forze più estreme, solo perché credevano di essere più forti. In realtà si sono maggiormente indebolite a vantaggio dei partiti più forti (che sono collocati agli estremi), a livello numerico. Un partito moderato, seppur piccolo, non può pensare di voler “moderare la destra” o “moderare la sinistra”: tali partiti faranno sempre il ruolo delle comparse e non saranno mai vincenti''.



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