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I 5 stelle sempre più in crisi a Trento? Ormai l'addio dei comunali è vicino. Maschio: ''Qualcosa si è rotto. Da Fraccaro e Di Maio solo silenzio''

Ormai la frattura sembra consumata e salvo ribaltoni l'ipotesi di un nuovo progetto sembra sempre più probabile. Un malessere che però sembra diffuso nei 5 stelle, tanto che questa soluzione sembra essere seguita con interesse anche in quel di Ala, sarebbero già diversi gli esponenti pronti a saltare a bordo di un soggetto politico diverso

Di Luca Andreazza - 05 gennaio 2020 - 16:08

TRENTO. Il Movimento 5 stelle sembra sempre più in crisi anche in Trentino (Qui articolo). A livello nazionale due deputati hanno gettato la spugna, ma all'orizzonte ci sarebbe l'espulsione di una trentina di parlamentari considerati "ribelli" dal capo politico Luigi Di Maio

 

Non sembra tirare un'aria serena nemmeno nel capoluogo, i pentastellati si preparano alle amministrative per il 2020 ma la corsa sembra già presentare diversi ostacoli. I consiglieri comunali uscenti, Andrea Maschio, Paolo Negroni e Marco Santini, sembrano al passo d'addio. In attesa di risposte dai vertici romani, l'ultimo Meet up potrebbe aver allargato la frattura.

 

Una decina di persone si sono presentate all'appuntamento, ma la tensione non è mancata. "Diversi gli attacchi ricevuti dal collaboratore di Riccardo Fraccaro. Ci abbiamo sempre messo la faccia - commenta Maschio - se segnaliamo alcune criticità veniamo tacciati come traditori, se non le segnaliamo il risultato è sempre quello. Qualcuno ci crede ancora, ma è evidente che qualcosa si è rotto in linea generale. Il Movimento 5 stelle ha rinnegato i principi, prima il compromesso con la Lega, poi con il Partito democratico: salgono tutte le quotazioni degli alleati di turno, tranne le nostre. Ma nessuno si ferma a pensare alle motivazioni".

 

La scadenza per presentare la candidatura a sindaco alle primarie dei 5 stelle scadono lunedì 6 gennaio. "Il week end successivo poi si incontra Di Maio per presentare un'ipotesi di programma e un'idea di squadra. Una procedura assurda - evidenzia il consigliere comunale - nulla viene definito e i vertici politici non rispondono alle richieste, ma la pretesa è quella di farsi trovare pronti".

 

L'assenza dei vertici è ormai una ferita aperta che dura da mesi. "Si deve presentare un programma - aggiunge Maschio - senza sapere le regole del gioco. E' evidente che se ci fosse un'apertura alle alleanze con altre forze territoriali i parametri e le necessità potrebbero cambiare. Non c'è mai stata una presa di posizione chiara: Fraccaro o Di Maio, più volte interpellati, non hanno mai risposto 'Sì' oppure 'No'. Non veniamo ascoltati".

 

Inevitabile il passo indietro, almeno quale candidato sindaco per Trento. "Non mi ricandido. Sono stato criticato - ricorda - perché un anno fa avevo chiesto di iniziare a parlare delle procedure, della selezione dei temi e lavorare sulla squadra. Adesso lasciano una settimana per definire e presentare tutto. Ma nessuno vuole affrontare i problemi per migliorare e crescere. Non hai mai sentito Di Maio fare autocritica e non si è mai messo in discussione, ma i risultati sono sotto gli occhi tutti".

 

Un Movimento 5 stelle al governo che però non riuscirebbe a compiere quel salto di qualità. "Il comportamento della Lega è stato evidente. Ora il Partito democratico e Italia Viva. Si cavalcano battaglie giuste e legittime - dice Maschio - ma che devono essere valutate bene. I vitalizi vanno tagliati, ma la retroattività non può essere la strada corretta. Tra ricorsi e spaccature nei partiti si rischia sempre di restare al punto di partenza".

 

Dubbi sul taglio dei parlamentari. "Mi sembra che il referendum di Renzi venga applicato a spot e pezzi. In questo modo non può uscire nulla di buono. Il problema in Italia non è ridurre i parlamentari - spiega Maschio - tanto entrerebbero sempre gli stessi, c'è solo una selezione diversa. Non è il dimezzamento dei parlamentari che aumenta la democrazia, senza dimenticare che il cammino in questo senso è lungo e pieno di incognite. Piuttosto bisognerebbe ridurre gli stipendi".

 

Ormai la frattura sembra consumata e salvo ribaltoni l'ipotesi un progetto diverso sembra sempre più probabile. La volontà di ricucire ci sarebbe, ma i rapporti sarebbero tesi. Un malessere che però sembra diffuso nei 5 stelle, tanto che questa soluzione sembra essere seguita con interesse anche in quel di Ala, sarebbero già diversi gli esponenti pronti a saltare a bordo di un soggetto politico diverso.

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