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La pattuglia pentastellata in Comune a Trento pronta a lasciare: ''Fiducia nel Movimento 5 stelle ma in assenza di risposte dai vertici difficile andare avanti''

Il Movimento 5 stelle sembra ancora indietro nel delineare le proprie strategie, una forza politica che appare avvitata tra le vicende nazionali e meccanismi interni che prevedono il ricorso alla piattaforma Rousseau per trovare il proprio volto per palazzo Thun. Maschio: "Le prossime settimane sono decisive. In questo momento non intendo candidarmi"

Di Luca Andreazza - 02 gennaio 2020 - 05:01

TRENTO. "Sono nel Movimento 5 stelle convintamente ma le prossime settimane sono decisive per trovare una quadra. E' necessario un cambio di passo, altrimenti diventa difficile proseguire lungo un cammino condiviso". Così il consigliere comunale a Trento Andrea Maschio che cerca di chiarire l'avvicinamento dei pentastellati alle elezioni amministrative in agenda per il prossimo 3 maggio.

 

Il perimetro del centrodestra sembra delimitato e la coalizione lavora sul candidato sindaco, il centrosinistra è ancora in fermento per capire le mosse del Patt, il Movimento 5 stelle sembra ancora indietro nel delineare le proprie strategie, una forza politica che appare avvitata tra le vicende nazionali e meccanismi interni che prevedono il ricorso alla piattaforma Rousseau per trovare il proprio volto per palazzo Thun.

 

"Le prossime settimane sono decisive. Abbiamo un meet up dopo l'Epifania - dice Maschio -  mentre i vertici del Movimento 5 stelle ancora non ci rispondono: ammetto che è veramente difficile lavorare in questo modo. Tanto più se dopo cinque anni di esperienza, durante i quali mi sono speso in tutti i modi per la causa, devo ripetere le procedure come un neo-iscritto per eventualmente partecipare alle primarie. In questo momento non intendo candidarmi".

 

Insomma, il consigliere comunale sembra tradire più di qualche "mal di pancia". "Il Movimento è nato nei territori - aggiunge il consigliere comunale - ma fatica a confrontarsi con le realtà locali. Anzi, proprio non ci ascolta: abbiamo più volte chiesto ai vertici di poter aprire alle alleanze con le civiche, così come di confrontarci con altre forze politiche per prevedere o condividere un programma, capire le migliori procedure declinate per singoli territori per arrivare a definire un candidato sindaco. La risposta? Nessuna. Assenza di indicazioni, non veniamo considerati e per questo siamo tanto amareggiati quanto delusi".

 

Il candidato sindaco nel 2015, Paolo Negroni, ha già fatto sapere che non si ricandida, Maschio in fortissimo dubbio, così come Marco Santini appare distante dal ripresentarsi. Il malumore sembra, infatti, diffuso. I pentastellati rischiano di arrivare azzerati all'appuntamento elettorale, dovrebbero ricominciare da zero in vista delle prossime amministrative del capoluogo: solo volti "nuovi".

 

"Rimango vicino al Movimento 5 stelle e la mia speranza è quella che ci possa essere un cambiamento - evidenzia Maschio - una possibilità di confronto ma la forza politica mi sembra sempre più distante dai valori fondanti. Mi sembra un vero e proprio partito, verticistico ai massimi livelli, quasi un regime ormai. Se non si procede come viene indicato, non si può più far parte dei pentastellati, solo che ci sono meno espulsioni perché in questo momento non conviene".

 

Una situazione appesantita dall'ultimo anno, quello di governo, con la continua flessione di consensi. "Le vittorie alle elezioni in generale - prosegue il consigliere comunale - non possono essere un tappeto per nascondere le criticità e quando si perde non si può evitare ogni confronto. Noi in Comune non abbiamo mai guardato alla situazione nazionale, abbiamo cercato di portare avanti in modo coerente le nostre idee, quelle per le quali siamo stati votati. Abbiamo cercato di non tradire l'elettorato, ma ormai il Movimento dice tutto e il contrario di tutto. La linea del capo politico non è chiara e non viene data ai territori, il motore del movimento, la possibilità di esprimersi".

 

Ma se Maschio non dovesse correre per il Movimento 5 stelle, non sembra nemmeno sul mercato. "Potrei fornire un appoggio esterno. Non vedo forze politiche in grado di rappresentarmi - continua - sono piuttosto distante dal centrodestra, più vicino al centrosinistra ma comunque non vedo una tale possibilità di dialogo da potermi inserire, non mi riconoscerei nel Partito democratico. E' interessante la proposta di #InMovimento e la voglia di creare un polo territoriale al centro, ma avrei altre idee".

 

Una nuova forza politica? "Non escluderei questo passo - spiega il consigliere comunale - i tempi sono evidentemente stretti per creare qualcosa, ma abbiamo l'esperienza per strutturare un nostro partito. L'obiettivo sarebbe quello di arrivare pronti alle elezioni del 2020, però non necessariamente quell'appuntamento deve essere la scadenza tassativa, si può anche saltare un giro. Intanto si potrebbe iniziare a pianificare una proposta seria. Sono stato votato in quanto Movimento 5 stelle, quindi non ho un bacino mio, ma la sfida sarebbe interessante".

 

Una possibile nuova civica, magari collegata all'ex ministro Lorenzo Fioramonti? "Guardiamo con interesse a diverse situazioni. Il punto di partenza - conclude Maschio - sarebbe la Carta di Firenze, riprendere quei valori dei pentastellati e cercare di migliorare invece le criticità. A gennaio penso di incontrare Federico Pizzarotti (sindaco di Parma) e confrontarmi rispetto all'esperienza di Italia in Comune. L'idea potrebbe essere una civica con ramificazione nei territori e capacità di confronto con altre realtà. Ma è presto, la precedenza è per il Movimento 5 stelle, se rispondono: basta anche un'email". 

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