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Kaswalder nella ''sua'' Vattaro si siede al tavolo della giunta. Le opposizioni: ''Caduta di stile''. Tonini: ''Neanche fosse il pranzo di Natale''

Il presidente del Consiglio provinciale allo stesso tavolo con Fugatti durante l'incontro a Vigolo Vattaro. Ghezzi: "Intaccata la sua credibilità istituzionale". Rossi: "Dorigatti non lo avrebbe mai fatto". Marini: "Questa volta ha esagerato"

Di Donatello Baldo - 22 febbraio 2019 - 18:19

TRENTO. L'immagine è irrituale, c'è poco da dire. Il presidente del Consiglio provinciale che siede a fianco degli assessori, sullo stesso tavolo di Fugatti, durante la consueta conferenza stampa post-giunta. Ne dà conto la stessa Provincia pubblicando il video sia sulla pagina Facebook istituzionale che sul sito ufficiale.

 

Siamo a Vigolo Vattaro, dove Kaswalder è stato a lungo sindaco, ma questo non sembra essere sufficiente per giustificare la sua presenza, tant'è che l'opposizione ritiene la cosa quantomeno inopportuna.

 

"Ha forse l'attenuante che era a casa sua - afferma il capogruppo del Pd Giorgio Tonini - che alla conferenza sembra aleggiare un'atmosfera festaiola, ma proprio questo è il loro problema, non sanno distinguere il momento istituzionale da quello informale. Un presidente  del consiglio che si aggiunge al tavolo della giunta, come fosse il pranzo di Natale, non so, adesso va di moda così, ma è senza dubbio inopportuno".

 

"Non voglio calcare la mano, le intenzioni saranno state anche le più innocenti - osserva l'esponente del Pd - ma è un atto gravemente inopportuno. Le cose che ha detto poi, sono di circostanza, ma sono anche politiche, un elogio sperticato della giunta, al presidente Fugatti, cose che non deve fare, non in quella forma".

 

"I presidenti delle assemblea - continua Tonini - devono avere terzietà, altrimenti è un bar sport dove tutto si confonde e si mischia, dove la dimensione super partes assegnata a queste figure viene del tutto meno, con il conseguente impoverimento delle istituzioni".

 

Interviene anche Paolo Ghezzi di Futura: "Kaswalder è persona empatica, per la quale non si può non provare simpatia. Ma non è la prima volta che il presidente del consiglio provinciale dà prova, in una modalità informale e poco istituzionale, di affettuosa vicinanza alla maggioranza, quando dovrebbe brillare per terzietà super partes, come presidente dei consiglieri tutti, di maggioranza e di opposizione".

 

"Ma che oggi - scrive Ghezzi in una nota -  preso dalla nostalgia per i trent'anni trascorsi nel Comune di Vigolo Vattaro, abbia affiancato la giunta provinciale nella conferenza stampa del venerdì, elogiandola in diretta per la vicinanza ai Comuni e ai territori con le sue sedute itineranti, è un clamoroso gesto di affiancamento, che intacca la credibilità di imparzialità dello stesso presidente del consiglio, evidentemente dimentico del suo ruolo di garante istituzionale nell'intento di esprimere alla giunta amica tutto il proprio sostegno politico".

 

Ugo Rossi, per evidenziare lo 'scivolone' istituzionale, ricorda lo stile del predecessore di Kaswalder, Dorigatti, "a cui Kaswalder ha detto di ispirarsi ". E osserva: "Lui aveva un approccio formale e sostanziale molto diverso. Tutti notano la differenza - sottolinea - e speriamo che anche il presidente Kaswalder se ne renda conto. Un ruolo istituzionale così importante e di garanzia per tutti deve essere improntato alla massima prudenza".

 

Giustifica l'attuale presidente del consiglio affermando che "è forse ancora giovane", nel senso che non ha ancora ben capito come muoversi nel protocollo. "Ma davvero - aggiunge Rossi - non ricordo partecipazioni dei presidenti di Senato e Camere alle conferenze stampa del governo. Il mio intervento - conclude - non vuole essere un giudizio ma solo una constatazione di differenze". E coglie l'occasione per mandare "un saluto cordiale e riconoscente al presidente Dorigatti", forse con un po' di nostalgia.

 

Duro Alex Marini dei 5 Stelle: "Con buona pace del barone di Montesquieu in Trentino la democrazia pare avviarsi verso un mesto declino. Parafrasando le parole del filosofo francese: se andiamo di questo passo la Provincia autonoma di Trento perderà la sua libertà, perirà. D’altra parte tutte le cose umane hanno una fine".

 

"Personalmente apprezzo la genuinità e la schiettezza d’espressione di Kaswalder, ma questa volta trovo abbia davvero esagerato. Scelte dal significato politico di questo tipo, ancorché fatte con leggerezza, implicano conseguenze pesanti a livello di rapporti istituzionali. Sono la rappresentazione plastica - conclude Marini - del forte e per certi aspetti eccessivo vincolo tra potere legislativo e potere esecutivo".

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