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| 18 mar 2019 | 05:01

La giunta dà il via libera, in ritardo, ai premi per lo sfalcio e incrementa del 10% i contributi, ma i pagamenti potrebbero comunque tardare

Sembra una buona notizia per gli agricoltori: la giunta provinciale ha rimodulato la pianificazione finanziaria delle risorse per il Psr 2014/2020 sulla Misura 10. La Provincia, già in ritardo sui pagamenti, ha anticipato risorse dalla prossima annualità, ma potrebbe non bastare per rispettare i tempi: incombe la certificazione anti-mafia

TRENTO. Via libera della Provincia ai premi per lo sfalcio. "Riteniamo prioritario in questo momento il raggiungimento degli obiettivi di salvaguardia e ripristino della biodiversità e di prevenzione dell'erosione dei suoli, oltre che la salvaguardia del patrimonio genetico di alcune importanti razze locali e delle specie vegetali", commenta l'assessora Giulia Zanotelli, che aggiunge: "L'intenzione è quella di limitare il ricorso a tagli lineari che potrebbero disincentivare la pratica dell'alpeggio e lo sfalcio dei prati, indispensabili per fermare l'avanzata del bosco".

 

Sembra una buona notizia per gli agricoltori: la giunta provinciale ha rimodulato la pianificazione finanziaria delle risorse per il Psr 2014/2020 sulla Misura 10, quella relativa ai pagamenti agro-climatico-ambientali che riguarda i premi per lo sfalcio dei prati, per l'alpeggio, razze in via di estinzione, produzioni vegetali di pregio da tutelare come la farina da polenta spin di Caldonazzo e gialla di Storo.

 

Insomma sembra tutto perfetto, ma non è così. La giunta lavora soprattutto di tecnicismi per provare a ridare ossigeno al comparto, ma il fiato potrebbe essere già corto. Questo è un provvedimento che viene messo in campo di anno in anno per sostenere gli agricoltori e si articola in tre fasi. Si presenta la domanda dodici mesi prima, ipotizziamo il 2018, quindi arriva un anticipo entro fine anno, solitamente novembre, e il saldo nel 2019. 

 

La Provincia è però in ritardo per questa annualità, nonostante nella scorsa legislatura sia stata stanziata la somma di 1 milione di euro, aggiuntiva ai fondi già previsti, per un provvedimento di Mario Tonina in versione centrosinistra. Un milione che però poi è stato bloccato dalla coalizione di centrodestra, così come tante altre risorse, per far fronte all'emergenza maltempo. Un'operazione legittima, ma altrettanto legittimo che ora gli agricoltori chiedano che i rubinetti vengano riaperti.

 

Nel frattempo dalla capitale dovrebbero arrivare circa 200 milioni per la ricostruzione e allora l'assessora si è mossa per sbloccare i pagamenti dei contributi. Il milione è sempre congelato e la giunta ha addirittura anticipato le risorse del 2019 per circa 400 mila euro sulle domande del 2018 e la Misura 10 è così attuabile. Intanto per trovare le coperture per il prossimo anno ci si pensa più avanti. 

 

Non solo. Il provvedimento aumenta anche la percentuale di contribuzione a favore del settore. La delibera prevede in sostanza la liquidazione al 100% del contributo 2017 per il premio sfalcio (500 agricoltori interessati che due anni fa si erano visti assegnare "solo" il 90%) e l'incremento dall'80 al 90% delle domande presentate nel 2018 sulla Misura 10.

 

Forse una captatio benevolentiae, una specie di "scusate il ritardo". Ci sono però da liquidare due tranche contemporaneamente e qui arriva il nodo più grosso. Le cifre a questo punto sono per la gran parte superiori ai 25 mila euro: il risultato è che si deve passare attraverso il via libera della certificazione anti-mafia, i più "sfortunati" anche nei controlli a campione di Agea

 

Insomma, l'ingranaggio si sarebbe già un po' inceppato. In pratica, le domande e le assegnazioni passano da piazza Dante al commissariato del governo di Trento, dove gli uffici sono chiamati a dare il via libera definitivo dopo la certificazione anti-mafia e si possono distribuire i contributi. Il rischio è semplice da intuire: gli agricoltori potrebbero aspettare ancora diversi mesi per vedere i bonifici.   

 

Una situazione probabilmente già arrivata sulla scrivania dell'assessora. "Ci stiamo muovendo - dice Zanotelli - questa giunta provinciale ha chiesto sostanziali modifiche alla normativa anti-mafia. Sappiamo bene quanto i ritardi nella corresponsione degli aiuti creino problemi. Su questo fronte siamo impegnati con Coperfidi e altri soggetti per capire quali strumenti possono essere messi in campo per aiutare le nostre aziende agricole ed in particolare i giovani agricoltori".

 

Si spera che questa volta la Lega trentina possa essere ascoltata da quella romana per ricevere un aiuto nella gestione dei pagamenti, anche senza anti-mafia, ma i precedenti non inducono all'ottimismo e già si lavorerebbe al piano B per provare a liquidare i contributi nei tempi prestabiliti. 

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