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''Le energie vengono a mancare ma ci sono i nostri figli. Una fortuna anche per Kompatscher perché i passi dolomitici continueranno ad essere abitati''

L'albergatore del Pordoi Osvaldo Finazzer scrive a un altro operatore dopo che il presidente della Provincia di Bolzano ha rilanciato l'idea della chiusura dei passi: ''Per noi che teniamo l’albergo aperto tutto l’anno sono vitali i mesi di luglio ed agosto per coprire le spese nei mesi di poco lavoro come a maggio, metà giugno, metà settembre ed ottobre''

Di Luca Pianesi - 28 giugno 2019 - 19:34

PASSO PORDOI. Chiusi, aperti, chiusi, aperti. E' un balletto ormai quasi stucchevole quello al quale si assiste da anni sui passi dolomitici. Misure a spot, come quelle delle chiusure al traffico per un giorno alla settimana, hanno fatto più male che bene (poco per aiutare l'ambiente, molto per creare confusione provocando danni al turismo e a chi sui passi vive). In questi giorni il presidente della Provincia di Bolzano Kompatscher è tornato alla carica, dopo che per questa estate è stato eliminato il provvedimento di chiusura, dichiarando che lavorerà per creare le basi di una normativa solida per la chiusura dei principali passi delle Dolomiti per fasce orarie, nelle ore centrali della giornata, durante la stagione turistica estiva.  

 

La proposta è stata lanciata da Cortina d'Ampezzo durante le celebrazioni per i dieci anni delle Dolomiti Unesco ed è stata subito smorzata dal presidente della provincia di Belluno Roberto Pedrin che ha spiegato come al contrario si dovrà fare un ragionamento critico con le categorie economiche, gli albergatori e chi vive sui valichi. Piuttosto che mettere vincoli, ha spiegato Pedrin, meglio toglierne. Sulla questione uno dei più fieri oppositori al provvedimento è stato Osvaldo Finazzer presidente del Comitato salvaguardia dei passi dolomitici, realtà che rappresenta circa 80 operatori e 650 lavoratori.

 

Questa la lettera che ha condiviso con altri operatori rispondendo a quanto gli veniva chiesto da un altro albergatore sull'argomento.

 

Caro Francesco, i commenti ormai sono sempre gli stessi

Gli esempi sono il passo Rolle che chiude e gli operatori che scappano. O il Pordoi dove il ristorante alla funivia ha chiuso ed è stato smantellato, la Casa Alpina ormai è chiusa da anni così come il bellissimo Centro Crepaz chiuso da un anno e mezzo.

 

Per noi resta poco e le energie vengono a mancare perché gli anni sembra che ora galoppino e siamo fortunati se i nostri figli si appassionano al lavoro “sui passi” che lasciamo loro in eredità. Fortunati, però, siamo non solo noi ma anche il caro presidente Kompatscher perché vorrà dire che i passi dolomitici potranno continuare ad essere abitati e potranno continuare ad essere vissuti.

 

Un Presidente non può parlare a vanvera e le scelte coraggiose le facciamo noi ogni giorno ed i nostri figli d’ora in avanti. Ho tre figlie femmine che con ammirevole coraggio porteranno avanti gli alberghi al passo Pordoi ma sembra quasi che vogliano distruggere la loro grande passione che per noi, i nostri genitori, i nostri nonni e bisnonni è costata tanta fatica ed impegno. Noi, per esempio, abbiamo conosciuto la fatica e l’impegno di portare i figli a scuola, lontano dai passi. Questo chi ha la vita comoda non lo percepisce.

 

Allora smettiamola di parlare a vanvera e cerchiamo di salvare il futuro della nostra montagna. Noi chiediamo come sempre di essere ascoltati e di partecipare alle decisioni che ci coinvolgono. Per noi dei passi che teniamo l’albergo aperto tutto l’anno sono vitali i mesi di luglio ed agosto per coprire le spese nei mesi di poco lavoro come a maggio, metà giugno, metà settembre ed ottobre. Qui se i passi chiudono nel periodo di turismo più importante chiudono anche i negozi e gli alberghi. Sui passi il flusso turistico va governato nelle valli e ci vogliono regole e Uomini con la U maiuscola che non si riempiono la bocca per fare propaganda politica o elettorale ed agiscono pensando al bene i tutti e non solo per alcuni.

 

 

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