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Pd, bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? La percentuale sale ma i voti sono meno di prima. Merlo e Donei: ''Segnali di ripresa''

Se su scala nazionale il Partito democratico è passato dal 18,78% delle nazionali di un anno fa al 22,6% delle europee i voti assoluti sono diminuiti di centomila unità. Ma uno zoccolo duro resiste nonostante l'assenza di Zingaretti in campagna elettorale e la mancanza di una proposta politica nuova. In Trentino la situazione sembra più positiva anche se il 25% preso su scala provinciale non è troppo diverso dal voto delle provinciali

Di Luca Pianesi - 27 maggio 2019 - 14:56

TRENTO. Mezzo pieno o mezzo vuoto. Il bicchiere del centrosinistra lo si può vedere in modi diversi a seconda di dove si punta lo sguardo. Lo zoccolo duro di elettori è lì, consolidato nel tempo. Il 22,6% di queste elezioni europee su scala nazionale ha un valore anche se al momento non si sa come metterlo a frutto e come indirizzarlo. C'è chi parla di rinascita e di successo. In realtà a livello di voti assoluti quelli di oggi sono meno di quelli di ieri (quando il Partito democratico aveva toccato il suo minimo storico con il 18,76%) e si è passati da 6.161.896 agli attuali 6.049.809. Zingaretti è scomparso in campagna elettorale e questo ha permesso di non perdere ulteriormente terreno (meglio tacere se non si ha molto da dire) mentre Lega e 5 Stelle facevano maggioranza e opposizione, contemporaneamente, e i voti dell'uno sono travasati nell'altro mantenendo intatto il dato finale del governo.

 

Ma, come dicevamo, la base del Partito democratico è solida e su questa si può contare. Ora ci vorrebbe anche un progetto politico vero, una proposta, un'idea, qualcosa. In Trentino il Pd ha preso il 25% che è sì un buon risultato (con Giulia Merlo che è riuscita a superare il 40% alle suppletive e quindi ha mostrato che l'alternativa esiste) ma che rispetto alle provinciali non rappresenta un gran passo in avanti (Futura aveva preso il quasi il 7%, l'Upt più del 3% e il Pd il 14 che sommati dava un 24% che resta il dato, grosso modo di oggi. In termini di voti a ottobre i tre partiti avevano raggiunto 63.315 voti e ieri la coalizione è arrivata a 63.580 voti). Insomma c'è davvero da progettare un futuro. Il Pd vince nelle città, da Trento a Torino, da Roma a Milano, ma perde nelle zone di provincia, nelle valli, in montagna. E l'Italia, in fondo, è un paese di provincia dove, evidentemente, non basta dire ''quello è cattivo'', ''quello è fascista'', ''quello è maleducato''. Agli italiani importa poco ''com'è quello'' se è ''uno come noi''.  

 

Le due candidate alle suppletive del centrosinistra, comunque, si dicono soddisfatte. Cristina Donei spiega che, per l’ennesima volta, ha prevalso il vento nazionale che ha omologato il Trentino al resto d’Italia e anche Giulia Merlo è della stessa opinione: ''Si può dire che rispetto al passato il Trentino si è omologato con il resto del Paese - spiega la candidata nel collegio di Trento sconfitta da Martina Loss - anche se rispetto alla nostra circoscrizione, la Lega prende il 37% contro il 41% in tutta la Nord Est. Per quanto riguarda la mia corsa elettorale credo di aver fatto quanto potevo. Abbiamo superato il 40% e vinto a Trento e penso che a fronte di un vento leghista nazionale fortissimo ci siamo fatti valere. Questo risultato deve essere un punto di partenza per il centrosinistra che ha dimostrato di essere vivo e vitale anche in vista delle elezioni comunali del prossimo anno''.

 

''Ho portato, in questa  campagna elettorale,  i nostri valori - aggiunge Cristina Donei candidata sul collegio della Valsugana battuta da Sutto - e posso con serenità dire che continuerò a svolgere l’attività politica con passione e per passione. Continuerò a lavorare al servizio della nostra comunità, della nostra speciale autonomia, affinché i trentini si possano sentire speciali soprattutto dopo questo voto che, ribadisco, ci ha omologato al resto d’Italia. Auguro buon lavoro a Mauro Sutto e mi auguro che si prodighi per il nostro territorio. Per quel che mi riguarda questa campagna elettorale mi ha dato la possibilità di incontrare molte persone e vivere esperienze inedite. Ringrazio i tanti che mi sono stati vicino e mi hanno supportato''.

''Il mio risultato - conclude - come quello della collega Giulia Merlo, ha evidenziato un segnale di ripresa che va coltivato puntando su idee e spirito nuovo. E’ necessario ricompattare le forze politiche che credono in un rilancio di una democrazia partecipata e soprattutto non si rassegnano a veder spegnersi le peculiarità della nostra Autonomia''.

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