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I numeri a Trento: il Pd vola quasi al 25%. Bozzarelli e Casonato volano verso quota 1.000 preferenze. Fratelli d'Italia elegge sei consiglieri con Demattè il più votato

Campobase è il secondo partito del centro sinistra con la civica del sindaco "a ruota". Bene anche Alleanza Verdi Sinistra, che avrà due consiglieri a Palazzo Thun. In minoranza "booster" di Fratelli d'Italia, mentre delude la Lega che si difende con il solo Moranduzzo. Giulia Bortolotti porta con sé una consigliera, Claudio Geat sarà affiancato da Martina Margoni, mentre la grande delusione è Prima Trento, che eleggerà solo il candidato sindaco

TRENTO. I numeri non mentono mai e, allora, se il primo partito "virtuale" è quello dell'astensione, che stavolta "becca" la maggioranza assoluta con il 50.07% dei "non voti", tra le forze effettivamente in campo non c'è gara.

 

Il Partito Democratico si conferma la prima forza cittadina con il 24,75% dei consensi, migliorando di oltre sei punti percentuali il risultato del 2020, quando raccolse il 18,16%. Saranno probabilmente 12 i consiglieri eletti in quota Pd con ben più di qualche esclusione eccellente e la vice sindaca uscente Elisabetta Bozzarelli che viaggia a vele spiegate verso le 1.000 preferenze personali. E, anzi, potrebbe arrivare anche a 1.500. Risultato strepitoso anche per l'assessora Giulia Casonato, anch'essa destinata a superare quota 1.000 voti personali.

 

Nella maggioranza la seconda forza di governo sarà Campobase, nato solamente un paio d'anni fa e capace di raccogliere quasi il 10% (9,7%) con Gianna Frizzera che vola nelle preferenze e pare destinata ad un posto in Giunta. Anche nel partito guidato da Chiara Maule salterà qualche "testa" importante.

 

La lista civica "Insieme per Trento", riconducibile direttamente al sindaco Franco Ianeselli, migliora il risultato del 2020, arrivano sino al 9,04% e, probabilmente, porterà in Consiglio Comunale qualche volto nuovo con l'assessora uscente Monica Baggia a guidare il gruppo con tante preferenze.

 

Risultato assolutamente considerevole è anche quello che si va delineando per Alleanza Verdi Sinistra (5,3%), che porterà due consiglieri con Andreas Fernandez - che ha già superato quota 200 preferenze - che, in questa legislatura, potrebbe trovare posto in Giunta.

 

Intesa per Ianeselli Sindaco (3,9%) ripete, più o meno, il risultato conseguito da "Si può fare" cinque anni fa quando, però, era avversaria del primo cittadino: in consiglio entrerà quasi sicuramente la capolista Silvia Zanetti anche se si prefigura un testa a testa con Andrea Robol.

 

Sì Trento (3,1%) è destinata ad avere un proprio rappresentante in consiglio comunale ed è sprint "all'ultimo voto" tra Massimiliano Mazzarella e Roberto Sani, al momento divisi da pochissime preferenze.

 

Nella minoranza Fratelli d'Italia eleggerà ben sei consiglieri, forte di un considerevole 14,27%: incetta di preferenze (già oltre 350) per il capogruppo Daniele Demattè, considerevole il risultato di Marco Sembenotti, tornato alla politica attiva dopo un decennio e dovrebbe entrare anche Alex Voyat, marito della vicepresidente della Provincia Francesca Gerosa.

 

Deludente il risultato della Lega (6,79%) che si conferma, sempre di più, un partito "da valli" piuttosto che da grandi centri: tiene il segretario cittadino Devid Moranduzzo, mentre la sorpresa - l'unica - è il giovane Loris Ioriatti con il Carroccio che cederà il terzo seggio alla candidata sindaco Ilaria Goio. Molto probabilmente resterà fuori l'ex deputata Martina Loss.

 

Forza Italia riparte dal 4,30% con Antonio De Leo che si "difende" e trova posto in consiglio, mentre non sfondano gli Autonomisti di Kaswalder.

 

Giulia Bortolotti si assesta ad un 7,46% che può essere considerato un risultato positivo: assieme alla candidata sindaca entrerà in consiglio un secondo rappresentante di Onda, con testa a testa tra Elena Adami e Alessia Tarter.

 

Chi, invece, può festeggiare è certamente Claudio Geat che, con la sua Generazione Trento, è riuscito a superare la soglia del 5% (5,30%): assieme al candidato sindaco in Consiglio ci sarà anche Martina Margoni, di gran lunga la più votata della lista.

 

Risultato che definire pessimo è puro eufemismo è quello conseguito da Prima Trento!: dopo una campagna verbalmente molto "spinta", la lista nata dall'unione di Patt, Lista Spinelli e La Civica si attesta attorno ad un misero 5%. Un risultato assolutamente deludente che permetterà l'ingresso in consiglio al solo candidato sindaco Andrea Demarchi. Il risultato certifica la crisi del Patt, che in città non esiste praticamente più.

 

Chiude Simonetta Gabrielli di Democrazia Sovrana Popolare che conquista l'1,8%: un risultato che non permetterà l'ingresso in consiglio comunale di nessun rappresentante del partito di Marco Rizzo.

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