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Europee, il Pd del Trentino con il 25.2% guarda avanti. Dal Ri: "Lavoriamo per un'alternativa alla destra". Calenda e Renzi? "Pagano posizioni ambigue"

Preoccupazione da parte del segretario del Pd Trentino, Alessandro Dal Ri, per il dato sull'astensione che in provincia è aumentata di quasi il 13% rispetto alle scorse europee: "E' un tema che deve riguardare tutta la politica". Sul risultato ottenuto in Trentino spiega: "Stiamo lavorando  a spron battuto e i risultati si vedono. Continueremo a farlo"

TRENTO. Il Partito Democratico in queste elezioni europee in Trentino ha ottenuto il 25,21% di voti superando la Lega che è al governo e posizionandosi a circa un punto percentuale dal partito della premier Meloni. 

 

Siamo cresciuti e l'impegno di tutti messo nell'ultimo anno deve continuare anche in vista dei prossimi turni elettorali per costruire un'alternativa alla destra” è il commento a il Dolomiti del segretario trentino Alessandro Dal Ri

 

Il risultato ottenuto in Trentino è superiore a quello registrato in Veneto (18,88%) e Friuli Venezia Giulia (20,97%). 

 

Segretario Dal Ri, il Partito Democratico è cresciuto rispetto alle elezioni politiche sia a livello locale che nazionale. Cosa ha portato a questo balzo in avanti?  
Le motivazioni sono tante. Un pochino dobbiamo dire che il Pd è sempre stato premiato in questo tipo di elezioni. Abbiamo una segretaria, Elly Schlein, che è in crescita a livello nazionale e sicuramente siamo davanti ad un partito che in questo ultimo anno è stato finalmente unito e non litigioso. C'è la questione radicamento e le liste erano poi forti, nei collegi avevamo dei veri e propri campioni di preferenze. 

 

Il M5S ha avuto un risultato deludente. E' evidente che il  Partito Democratico è riuscito a 'mangiarsi' una parte di questi voti. 
Sicuramente abbiamo assistito ad un travaso di voti, soprattutto questo è avvento al sud dal M5S al Pd. E' spiegabile sempre per la presenza di candidati forti e dalla capacità che la segretaria è riuscita a mettere in campo per attrarre voti. 

 

In Trentino avete ottenuto il 25,2% di voti, siete subito dopo Fratelli d'Italia. Cosa ne pensa?

Siamo cresciuti e sono soddisfatto. Alle politiche, nel collegio di Trento avevamo il 23,5% e a Rovereto il 21,21%.  Oggi il nostro risultato è più alto di quello ottenuto dal Pd in Veneto e in Friuli. Sara Ferrari, la nostra candidata, ha totalizzato a livello di circoscrizione oltre 27 mila voti  e oltre 21900 in Trentino Alto Adige. Il risultato alle precedenti elezioni europee di Roberto Battiston in Trentino era stato simile ma qui ci troviamo con un 13% in meno di affluenza. Ferrari ha doppiato Paccher, triplicato Ambrosi. C'è però un problema che bisogna sottolineare.

 

Quale?
L'astensione è stata altissima in Trentino. Il problema si era visto anche dopo il primo turno delle elezioni di Rovereto. E' un tema che deve interessare tutta la politica che mi porta a dire che serve una legge per i partiti a livello nazionale perché in questi anni sono stati impoveriti e hanno perso la capacità di attrarre persone. 

 

Guardando al futuro da questo risultato si può partire per creare un'alternativa solida alla destra in Trentino. 
Certamente, noi nell'ultimo anno e mezzo abbiamo lavorato sul territorio senza mai fermarci e i risultati si vedono e bisogna continuare. 

 

Il risultato deludente di Azione e di Stati Uniti d'Europa può diventare un problema?
I rapporti a livello territoriale sono sempre stati positivi. Quindi confido di no. Credo che questo risultato sia frutto della poca disponibilità nel cercare a costruire un'alternativa alla destra.  Mi riferisco non al livello territoriale locale ma del nazionale. La loro posizione in questi mesi, in quest'ultimo anno, è stata molte volte ambigua. E stato premiato, invece, il Pd che in campo progressista ha lavorato per un'alternativa a questa destra. E' stato penalizzato chi non ha dato alcun segnale ma, anzi, ha cercato solo di aumentare i livelli di litigiosità.

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