Il Pd di Elly Schlein cresce subito del 2,6% ma a danno di M5S, Sinistra/Verdi e +Europa. La destra ora è più forte? Intanto Azione/Italia Viva salgono all'8%
La svolta a sinistra e il linguaggio più populista del nuovo Pd al momento sfondano solo tra gli elettori di chi già c'era e occupava quella stessa posizione e non intercetta nemmeno tutte le intenzioni di voto in uscita (se si pensa che ha anche riassorbito Articolo1). Meloni resta ben salda sopra il 30%

TRENTO. L’inaspettata vittoria alle Primarie di Elly Schlein ha suscitato una reazione positiva della base del Partito Democratico. Lo certifica il Radar Swg che mostra questa settimana un Pd in crescita di oltre il 2,5% spinto dall'effetto delle primarie. Il rovescio della medaglia, per quello che qualcuno vorrebbe fosse l'asse di centrosinistra, è che di voti nuovi se ne vedono pochi: di fatto ad oggi, infatti, se cresce il Pd si sgonfiano Sinistra Italiana/Verdi, +Europa e Movimento 5 Stelle e questo è proprio il ''rischio'' di avere un Pd a guida Schlein: che diventi un partito populista di sinistra (il linguaggio della nuova segretaria sembra andare in quella direzione e all'atto pratico c'è quell'abbraccio con Conte e Landini di pochi giorni fa a Firenze che pare tratteggiare questo orizzonte) come ne esistono già andando, di fatto a cannibalizzarsi gli uni con gli altri.
Insomma dalle prime battute pare delinearsi quel che potrebbe succedere nei mesi a venire: un Pd che torna forte a sinistra e che si arrocca in quella posizione che in Italia ha sempre voluto dire opposizione rappresentando, in questo senso, l'avversario ideale di Meloni e soci che non potevano chiedere niente di meglio per polarizzare lo scontro e assicurarsi, così, anni di successi. Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia, infatti, nelle intenzioni di voto non perdono mezzo punto (anzi i due partner di minoranza, Salvini e Berlusconi guadagnano rispettivamente lo 0,1% e lo 0,2%) e Meloni è stabile sopra il 30% (al 30,7%).

Fa un bel passo in avanti anche l'alleanza Azione/Italia Viva che cresce dello 0,8% e sale così all'8% staccando decisamente Forza Italia e candidandosi come forza di centrosinistra potenzialmente molto interessante visti i campi aperti lasciati dal Pd a guida Schlein. A sinistra, come detto, il Movimento 5 Stelle cala dell'1,3% e passa al 15,7%, Sinistra Italiana/Verdi calano dello 0,8% e arrivano al 3% e +Europa cala al 2,1% perdendo lo 0,8%. Il Pd, come detto, cesce del 2,6% e sale al 19% di fatto andando a intercettare alcuni dei voti persi dai tre partiti precedenti.
Va sottolineato che non li intercetta nemmeno tutti perché l'emorragia di voti a sinistra sommando i tre blocchi arriva al 2,9%. Se a questi si aggiungono quelli che erano i voti di Articolo1 Bersani-Dalema-Speranza rientrati nel Pd organicamente dopo queste primarie il risultato di +2,6% che fa segnare il Pd non è poi così entusiasmante. Se a questo si aggiunge che quasi 1 elettore su 3 dell'attuale Pd (il 29%) a precisa domanda risponde che non assicura di rimanere tale ma attende di capire quale direzione si deciderà di prendere al Nazareno si comprende quanto la situazione attuale sia fluida e in divenire.



















