Pd, Dal Ri: ''Schlein? Nel centrosinistra ora scenario incerto''. Al lavoro per le provinciali "Avanti uniti". Il Patt? "Non si può andare con Fugatti e il giorno dopo con noi''
Alessandro Dal Ri è il nuovo segretario del Partito Democratico in Trentino. Ha ottenuto 5507 voti pari al 64,96% mentre lo sfidante, Alessandro Betta ha ricevuto 2971 voti pari al 35,04%. Per le nazionali ha sostenuto Bonaccini e su Elly Schlein spiega: "E' una ragazza molto preparata. Ora però è molto incerto quello che succederà nel centrosinistra. Vediamo come lei si comporterà, Bonaccini rimarrà a dare una mano ma vediamo se tutto il partito farà lo stesso"

TRENTO. Uno dei primi obiettivi è quello di dare una “accelerata” alla coalizione del centro sinistra in vista delle provinciali. Alessandro Dal Ri dovrà confrontarsi immediatamente con gli altri partiti per cercare il nuovo candidato presidente che sfiderà la destra.
Dal Ri ha 35 anni, coordinatore del Pd cittadino oltre che consigliere comunale di Trento. Prende il testimone da Lucia Maestri che ha portato avanti il partito negli ultimi non facili anni. Alle primarie nazionali il neo segretario trentino ha sostenuto Stefano Bonaccini che però ha dovuto lasciare il passo a Elly Schlein.
Segretario Dal Ri, subito un impegno per nulla semplice. Ritrovare la coalizione di centro sinistra perché le elezioni provinciali si avvicinano.
Io sono fiducioso. Il punto di partenza è l'Alleanza democratica per l'Autonomia che ha fatto un percorso molto importante in questi anni durante la gestione Maestri. Da qui bisogna partire considerando anche il fatto che alle ultime politiche sul Senato non eravamo così tanto distanti dalla destra che oggi sta litigando. Dobbiamo fare tutte le cose per bene.
E il candidato presidente? Come dovrà essere?
Dovrà essere capace a tenere assieme tutti i vari pezzi della coalizione mettendo tutti partiti nelle condizioni di lavorare bene. Dovrà essere un profilo che spazia dai centri urbani ma non solo, dovrà essere sul territorio. Di tutto questo parleremo al primo tavolo di coalizione.
Una candidata donna per il centro sinistra?
Sarebbe un bel segnale. Dopodiché non per forza, vedremo.
C'è la questione autonomisti. Con il Patt le porte sono ormai chiuse?
Non è un segreto che noi la porta l'abbiamo sempre tenuta aperta. Mi sembra invece che sia stata chiusa proprio da loro nell'intraprendere queste trattative, che sembrano ormai finite, con Fugatti. Adesso da parte nostra ci sarà una accelerazione. Se loro stanno cercando di capire se c'è Fratelli d'Italia oppure no e a parlare con la Lega, noi guardiamo ad un progetto per il Trentino. Non discutiamo solo di alleanze, non ci interessano personalismi o questioni di piccolo cabotaggio. Di certo non siamo la stessa cosa del centrodestra. Non è possibile pensare di andare con Fugatti e il giorno dopo venire con noi. Sono due modelli di Trentino completamente diversi. Quello di Fugatti è obsoleto. L'altro, invece, guarda al futuro che vuole essere innovativo, moderno, inclusivo e sostenibile.
Il Partito Democratico negli scorsi mesi si è dimostrato diviso.
In queste primarie il nostro motto è stato “Insieme possiamo”. L'obiettivo è superare ile correnti, ricostruire, unire avendo tutti una visione comune di Trentino. Dobbiamo valorizzare le persone che ci sono, superare le divisioni.
Alessandro Betta l'ha sentito?
Ci siamo messaggiati dopo lo spoglio. Mi ha fatto le congratulazioni. Adesso appena ho un attimo di tempo lo richiamo. Da parte mia c'è la massima apertura
Molti dicono che dietro la sua candidatura c'è il vecchio apparato del partito. E' vero?
Il tema della rottamazione non ha portato per nulla bene al Partito democratico. Quello che è successo sulla mia figura in questo congresso credo sia positivo. E' vero che ci sono stati alcuni personaggi storici che erano nelle mie liste ma però hanno mandato avanti me. In qualche modo è stata dimostrata la volontà di portare avanti un ricambio. E queste persone vanno ringraziate perché ci hanno messo la faccia.
Lei sosteneva Bonaccini ma però a livello nazionale è diventata segretaria del Pd, Elly Schlein. Crede che nel partito ci saranno delle fuoriuscite?
Bonaccini lo seguivo da molto tempo e lo avrei visto molto bene come candidato premier di una coalizione ampia perché è un ottimo amministratore. Poi, probabilmente, è scivolato troppo sulle correnti che sono sempre le stesse.
Con Elly ci ho avuto a che fare molte volte. E' una ragazza molto preparata e c'è molta fiducia riposta in lei. Ora però è molto incerto quello che succederà nel centrosinistra. Vediamo anche come lei si comporterà, sono certo che Bonaccini rimarrà a dare una mano ma vediamo se tutto il partito farà lo stesso.














