Pd, Alessandro Dal Ri lancia la candidatura alla segreteria provinciale, mano tesa al Patt: ''Non escluso un ragionamento con loro sul nome del futuro candidato presidente''
Il consigliere comunale e coordinatore cittadino del Pd fa anche autocritica: "Il partito deve smettere di 'guardarsi l'ombelico', deve smettere di farsi guerre interne e deve smettere di subire movimenti dettati soprattutto da ambizioni dei singoli". E sul Patt spiega: "Prima sia avviato il dialogo e poi si può discutere anche sul nome del candidato presidente"

TRENTO. “Puntiamo ad allargare la coalizione, ad essere competitivi per tornare a governare la Provincia”. Alessandro Dal Ri 35 anni il 23 febbraio, ha presentato ufficialmente la candidatura alla guida della segreteria provinciale del Partito Democratico. La scelta di chi sarà il nuovo segretario avverrà tra circa un mese ma intanto fra i democratici la sfida è stata lanciata.
Laureato in Ingegneria dell'informazione del comparto qualità, le sue esperienze in politica (oltre che in ambito amministrativo) di certo non mancano a partire dall'essere coordinatore cittadino del Pd da ormai circa 4 anni.
“In questa candidatura – spiega Dal Ri – non ci sono solamente io ma una squadra compatta e motivata di persone, un mix giusto tra esperienza e una carica capace di rinnovare che riteniamo sia fondamentale per questo partito. Il giorno dopo il congresso dobbiamo essere pronti e capaci a raccogliere tutte le energie che vorranno portare il proprio contributo”.
Tre gli obiettivi fissati dal candidato segretario: la necessità di irrobustire il Partito Democratico, allargare e consolidare la coalizione ed infine arrivare competitivi alle elezioni provinciali.
“Il Pd – spiega Dal Ri - deve smettere di guardarsi l'ombelico come continua a fare anche di recente, deve smettere di farsi guerre interne e deve smettere di subire movimenti interni dettati soprattutto da ambizioni dei singoli. Ci serve un partito che discuta ma che alla fine esca con una posizione unitaria per il bene trentino. In seconda battuta per il bene partito e solo alla fine si potrà eventualmente guardare alle ambizioni della classe dirigente”.
Uno degli obiettivo è quello di allargare la coalizione. Se da un lato si punta ad avere un Pd più robusto e credibile, dall'altro, però, è lo stesso Partito Democratico a sapere che non è autosufficiente. “Dobbiamo lavorare al servizio della colazione – spiega Dal Ri – che abbiamo cucito in questi ultimi 4 anni dopo la spaccatura del 2018. Dobbiamo far valore la nostra forza ma allo stesso tempo essere sarti pazienti”.
Ed in vista delle provinciali sul tavolo rimangono alleanze e il nome del candidato presidente. “Dobbiamo provare fino all'ultimo – spiega Dal Ri – ad agganciare il Patt. E' stato un elemento fondamentale nella nostra esperienza di governo e assieme lavoriamo nei maggiori comuni trentini. La nostra porta nei loro confronti è aperta, in tempi stringono e sappiamo benissimo che per fare un matrimonio occorre essere in due”.
Il futuro nome del candidato non sembra esserci nulla di certo. “E' un buon nome ma ce ne sono anche altri” ha affermato Alessandro Dal Ri riferendosi alla candidatura del sindaco di Rovereto Francesco Valduga.
“Io voglio credere che ci sia una alleanza consolidata e che da qui arrivi di conseguenza il nome e non all'incontrario. Non escludo, comunque, che ci possa essere un ragionamento con il Patt, se decide di entrare nell'alleanza, sul futuro candidato presidente”.


















