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| 27 set 2022 | 06:01

Dal Pd ''soddisfatto'' nella sconfitta all''uniti si vince' garanzia di insuccesso, dal Patt contento per aver partecipato alla Lega che evapora: chi sorride è solo Fdi

Promossi e bocciati da questa tornata elettorale che mostra come alla fine il Trentino sia sempre più permeabile alle dinamiche nazionali che peseranno anche in chiave provinciali

TRENTO. Tutto, più o meno, come da programma. Giorgia Meloni vola dritta alla presidenza del consiglio con uno storico 26% che per un partito di destra-destra rappresenta il risultato migliore di sempre. Male, malissimo la Lega con Salvini che in tre anni passa dal 34%poco meno del 9% grosso modo come Berlusconi con Forza Italia che ha tenuto nonostante le gaffe e le uscite su Tik e Tok dell'ex Cavaliere. Bene il Terzo Polo che poteva fare male aggirandosi su un 6% e fare molto bene raggiungendo un 10%. Ha fatto un 8% che può rappresentare un punto di partenza per costruire qualcosa di nuovo nel centrosinistra che abbia una visione e che coinvolga l'elettorato.

 

Il Pd è riuscito, invece, a sbagliarle tutte finendo per toccare il suo minimo storico con gli ''occhi della tigre'' a rendere il tutto ancor più patetico. Sinistra Italiana e Verdi, come da tradizione, non esistono: tornano in Parlamento perché alleati e misteriosi compagni di viaggio di Letta & co ma nelle praterie elettorali che avrebbero a disposizione (soprattutto tra i giovani con temi ''caldi'' come l'ambiente e l'equità sociale) sono ancorati a vecchi schemi demagogici da ambientalismo anni '90 e, quindi, si tengono il loro elettorato da ancien regime. E i 5 Stelle festeggiano per aver dimezzato i loro consensi ma dimostrando di esserci ancora, alla faccia di chi sperava di essersi liberato di loro.

 

E in Trentino? Lo schema segue quello nazionale e le dinamiche, sono, ormai pienamente in linea con il resto del Paese (nonostante ci si arrabatti ad usare argomenti triti e ritriti e da sbadigli come quello dell'autonomia salvo, poi scoprire, che la gran parte dell'elettorato sceglie ''Dio, Patria e Famiglia'' e il partito storicamente e dichiaratamente più nazionalista che c'è). Nel Pd abbiamo sentito rappresentanti di primo piano dirsi soddisfatti, tutto sommato, per la vittoria di Patton e il quasi pareggio di Conzatti prendendo a modello l'alleanza da ''tutti dentro'' siglata sul territorio, che andava dal Terzo Polo a Sinistra Italia con Pd e Verdi e Di Maio. 

 

Un modello tanto bello da imbarazzare i vari Letta, Calenda e Renzi che, nonostante si sapesse che in Trentino Alto Adige c'erano praticamente gli unici due seggi del nord Italia contendibili (quelli che poi, come da previsioni, sono andati al centrosinistra) non sono nemmeno venuti a fare campagna elettorale forse impauriti dal dover sponsorizzare il candidato del blocco altrui che su scala nazionale era diventato il ''nemico numero 1'' (Letta in particolare ha fatto una campagna contro Calenda molto decisa). Un modello, poi, quello dell'accrocchio, che non esisteva in Alto Adige dove comunque il Pd ha vinto e, tra l'altro con un candidato del Pd, l'ex sindaco Spagnolli, mentre in Trentino a Roma il Partito democratico ci ha mandato una figura di Campobase (perché Patton, inutile nasconderselo, arrivava dritto dritto da Dellai e soci).

 

Insomma bene, ma non benissimo e non veniteci a dire che ''uniti si vince''. Si vince se c'è una proposta, un progetto, qualche idea e candidati credibili. Non si pensi per le provinciali che basterà riuscire a stare insieme per vincere. Non basta ricreare una formula vecchia di un decennio fa magari con le stesse persone di allora. Meglio pochi ma con un piano e una proposta che tanti giusto per fare.

 

E a proposito di fare tanto per fare ecco il Patt. In casa autonomista sembra ci sia stata una certa soddisfazione. Per cosa, non si sa bene. Sicuramente hanno avvantaggiato la destra (si pensi che a Rovereto Conzatti ha perso per poco più di 200 voti contro Biancofiore) e sicuramente hanno ottenuto il risultato di partecipare. Per il Patt, a quanto pare, vale lo spirito decoubertiniano: l'importante è partecipare. Anche se non c'è uno scopo, non c'è un fine. Contenti loro. In qualche caso sono finiti sotto a Movimento 5 Stelle e Italia Sovrana e Popolare e uno degli alfieri dell'alleanza con la destra (che anche in campagna elettorale era sempre spalla a spalla con Bisesti e Kaswalder tra una festa della birra e un festival) Ossanna ha chiuso con poco più del 5% di consensi, sotto anche al Terzo Polo (che ha dimostrato di esserci anche in chiave provinciali), e nonostante dentro avesse anche Progetto Trentino.

 

Ed è quello il risultato che conta, ovviamente. L'analisi va fatta sui voti alla Camera e non sul Senato perché era alla Camera che i partiti si misuravano fattivamente (basti pensare che al Senato c'era l'unione Terzo Polo/centrosinistra). Il Patt con Progetto trentino vale, grosso modo, quanto il Patt alle scorse elezioni. Insomma nulla di nuovo e nulla di utile soprattutto se continua a farsi guidare dalla politica de ''l'importante è partecipare'' e resta nel limbo dell'onanismo politico. A destra la Lega subisce un inevitabile ridimensionamento tutto a vantaggio di Cia e Fratelli d'Italia e ora cambieranno gli equilibri. Alle prossime provinciali i rappresentanti locali di Giorgia Meloni potranno legittimamente chiedere conto del grande consenso elettorale riscosso a queste politiche agli alleati leghisti, non sempre parsi ben disposti, in passato, nei loro confronti.

 

D'altronde anche Fugatti e soci sono finiti un po' per caso a governare la Provincia spinti dal grande consenso elettorale di Salvini a cavallo tra il 2018 e il 2019. Il vento, per loro, si è fermato e soffia forte sulle vele di Fratelli d'Italia. E' tempo di cedere il passo anche perché si è già visto a queste elezioni che quanto si è seminato, in termini politici e amministrativi sul territorio, in questi anni di governo provinciale non ha attecchito come sperato. Le provinciali saranno anche un'altra cosa ma i trentini, ormai, sono perfettamente allineati con il resto del Paese. Si ''prova'' un po' di tutto per vedere lo strano effetto che fa. 

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