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| 19 gen 2019 | 18:58

Polemica A22, Rossi a Toninelli: ''Parole indegne di un ministro''. Kompatscher: ''Viviamo in uno stato di diritto e certe cose non si possono fare''

Il governatore altoatesino replica al ministro che, dopo l'incontro avuto al Cipe per dare il via alla nuova società pubblica di gestione dell'autostrada, ha detto: ''Qualche politico locale pensa di poter ancora sfruttare quella gallina dalle uova d'oro secondo logiche di potere meramente clientelari''

TRENTO. ''Ci deve essere stata un'incomprensione. Da parte nostra c'è massima apertura ma la legge è legge e la soluzione prospettata dal ministro non ha un'attinenza giuridica. Siamo già d'accordo che il 23 ci sarà un tavolo tecnico per risolvere la questione. Io resto fiducioso e non intendo aggiungere benzina sul fuoco''. Cerca di smorzare la polemica il presidente della provincia Arno Kompatscher. D'altronde ad appiccare l'incendio c'ha già pensato il ministro alle infrastrutture Danilo Toninelli che ieri, in merito alla questione legata alla concessione dell'A22 ha dichiarato: ''Abbiamo sbloccato la situazione però, non è accettabile che qualcuno ancora oggi non voglia apporre l'ultima firma e tagliare il traguardo solo perché, diciamocelo, ha l'obiettivo di tenersi il vecchio bottino, a scapito delle popolazioni e delle comunità interessate''. (QUI ARTICOLO)

 

"E' evidente - ha aggiunto il ministro - che da una parte il Governo e il mio ministero perseguono l'interesse pubblico (...)Dall'altra parte, invece, qualche politico locale pensa di poter ancora sfruttare quella gallina dalle uova d'oro secondo logiche di potere meramente clientelari. Ma i tempi sono cambiati e bisogna stare attenti a tirare troppo la corda, perché la corda poi si spezza…". Parole di fuoco, appunto, ancor più forti se si pensa che il giorno prima proprio Kompatscher si era detto molto soddisfatto dell'intesa trovata al Cipe con il ministro, il premier Conte, Giorgetti, Tria e Stefani. 'Abbiamo fatto un grande passo in avanti - aveva detto il governatore - in maniera particolare per quanto riguarda la nostra più grande preoccupazione, il rischio di dover restituire allo Stato gli utili accumulati e non investiti da Autobrennero negli ultimi 4 anni. La proposta è stata definitivamente accantonata''. 

 

A quanto pare, invece, il ministro non l'ha accantonata minimamente e anzi ha ribadito che ''ci sono circa 120 milioni di euro di extraprofitti della vecchia Autobrennero Spa  che dovrebbero tornare allo Stato perché realizzati negli anni in cui la concessione era già scaduta. I soci non li vogliono restituire? Era immaginabile, visto che nel solo 2017 la gallina dalle uova d'oro ha fruttato 33 milioni di euro in dividendi''. Sul tema è intervenuto anche l'ex presidente della provincia di Trento Rossi che ha così commentato su Twitter: ''Parole di Toninelli vergognose e indegne di un ministro. In Trentino Alto Adige non c’è nessun bottino e nessun politico che se lo spartisce, né quelli di prima né quelli di adesso''.

 

''Io credo che Toninelli non abbia capito bene - prosegue, invece, Kompatscher -. Deve esserci un equivoco, per forza. Il modello di gestione interamente pubblica della nuova società l'abbiamo voluto io e Ugo Rossi. Andavamo noi a Bruxelles ancor prima che qualcuno diventasse ministro, a proporre questa struttura. Siamo stati noi a firmare con Delrio per arrivare a questa soluzione. Siamo stati noi a volere che tutti gli introiti ricadessero solo ed esclusivamente sui cittadini che si finanziassero gli investimenti e non ci fosse una ridistribuzione degli utili. Questo per dire che abbiamo la stessa idea del ministro quindi da parte nostra c'è assoluta apertura per arrivare fino in fondo''.

 

''L'unica cosa che non si può fare - completa il governatore dell'Alto Adige - è il discorso del trasferire i 120 mila euro di utili della vecchia Autobrennero allo Stato senza incorrere in cause e ricorsi. Viviamo in uno stato di diritto e ci sono delle leggi da rispettare, anche al di là delle volontà politiche, ed è stato accertato che giuridicamente questa cosa non si può fare. Insomma la vicenda va risolta rispettando la legge. Sono sicuro che il 23 al tavolo tecnico si riusciranno a trovare le soluzioni migliori. Per questo rimango molto fiducioso''.  

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