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Fugatti sulla Valdastico a Rovereto Sud: ''Abbiamo convinto il ministero''. Fraccaro: ''Propaganda, il Governo non ha dato nessun avallo''

Ieri il presidente della provincia di Trento ha incontrato a Roma i rappresentanti del Mit ed ha attaccato la vecchia giunta: ''Ci è stato fatto capire che negli ultimi quattro anni mancava la volontà politica di una parte, quella trentina''. Pronta la smentita del ministro per i rapporti con il parlamento. L'uscita a Rovereto Sud piace in Veneto ma molto meno in Trentino

Di Luca Pianesi - 28 marzo 2019 - 16:23

ROMA. Verrebbe da dire ''niente di nuovo sul fronte Orientale (parafrasando il noto libro di Erich Maria Remarque)''. Da un lato il presidente Fugatti torna gaudente da Roma spiegando che ''ora il Mit è convinto di procedere con l'opera (ha dichiarato all'Adige ndr). Non era scontato. Perché ci è stato fatto capire che negli ultimi quattro anni mancava la volontà politica di una parte, quella trentina'' e rilancia con il progetto della Valdastico con uscita a Rovereto Sud. Dall'altra, però, arriva, pronta, la smentita del ministro per i rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro che, come risaputo, è collega di partito del ministro dei trasporti, Toninelli.

 

''Il tema della Valdastico continua a essere utilizzato strumentalmente per mera propaganda politica - comunica il ministro Fraccaro -. Ad oggi non esiste ancora un progetto esecutivo concreto, né il Governo e né il Mit hanno espresso alcun tipo di avallo. La nostra linea è quella di dare priorità alle opere che migliorano la qualità della vita dei cittadini. Le risorse devono essere impiegate soprattutto per potenziare la rete ferroviaria e collegare le valli. Confidiamo nella collaborazione del governatore Fugatti per cantierare i lavori realmente utili al nostro territorio, a cominciare dagli investimenti in infrastrutture che servono ai trentini''.

 

Insomma la questione pare ancora in alto mare e, come spiegato da Fraccaro, le dichiarazioni di Fugatti rischiano di avere davvero il sapore della pura propaganda con grandi applausi soprattutto dal vicino Veneto e tante nuove perplessità per il sistema trentino. L'uscita a Rovereto Sud, infatti, con tratto autostradale da Piovene Rocchette all'A22, di fatto non andrebbe a realizzare uno degli scopi principali per il quale in Trentino si vorrebbe quest'opera: decongestionare l'attuale Ss47.

 

La Valsugana, infatti, non sarebbe alleggerita dal traffico e non godrebbe nemmeno di una bretella di collegamento. Anzi il rischio che anche camion e mezzi pesanti finiscano per non usare l'A31 (a pagamento) ma continuino a servirsi della vecchia statale, con questa soluzione, è altissimo. E tra l'altro l'esistenza di un collegamento diretto potrebbe convogliare ancora più traffico sull'asse Valdastico-Valsugana rispetto a quello attuale (che si divide con chi sceglie l'A4 e poi all'A22). Per questo la giunta Rossi era arrivata a pensare più che a un tratto autostradale a una strada di alleggerimento proprio dell'Ss47. Un asse viario che convogliasse il trasporto merci su gomma con uscita a Rovereto Sud così da avvicinare il Veneto prima di tutto agli assi strategici del territorio (l'Interporto del capoluogo e l'A22).

 

Il progetto con uscita a Rovereto Sud, di un tratto interamente autostradale, invece, cambia completamente le carte in gioco. Al momento, quindi, il Veneto esulta anche per un discorso di concessioni autostradali. Ora non resta che attendere metà aprile, quando dovrebbe essere presentato un primo progetto da Trentino e Veneto congiuntamente.

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