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Concessione A22, sempre più distanza tra Roma e Trento. Toninelli: ''Pronti ad andare a gara''. Fugatti: ''Continuiamo il dialogo''

Il ministero dei trasporti boccia su tutta la linea le ultime proposte arrivate dal Trentino Alto Adige: ''Con rammarico si rileva come sia da ultimo arrivato dai soci pubblici interessati un nuovo piano economico-finanziario ed il correlato piano finanziario regolatorio che smentiscono tutti i passi avanti fatti finora''

Di L.P. - 15 marzo 2019 - 20:26

TRENTO. Da un lato il ministro dei trasporti Toninelli che spiega come si siano avuti dei ''passi indietro dagli enti locali'' e che annuncia il possibile ricorso alle procedure di gara per trovare il concessionario dell'A22. Dall'altro il presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti che sottolinea ''la volontà e la serietà con cui il ministero si è mosso alla ricerca di una soluzione'' e ribadisce che ''siamo pronti a continuare a dialogare''. Sembra senza fine la querelle legata alla concessione dell'A22 (QUI ARTICOLO).  

 

Per il ministero dei trasporti sono stati, questi, "mesi di trattative e di incontri con le parti interessate, in cui il ministero ha messo in campo ogni sforzo per raggiungere un obiettivo oggettivamente preferibile per la collettività: affidare la gestione dell’Autostrada del Brennero agli enti locali, reinvestire gli utili sul territorio e garantire pedaggi più bassi. È dunque con rammarico che si rileva come sia da ultimo arrivato dai soci pubblici interessati un nuovo piano economico-finanziario ed il correlato piano finanziario regolatorio che smentiscono tutti i passi avanti fatti finora".

 

Un Pef e un Pfr che l’Autorità dei trasporti, in una nota trasmessa al ministero "sottolinea essere in contrasto con quanto affermato dalla Regione Trentino-Alto Adige nel documento dell’11 marzo 2019 e non conformi alle regole della stessa Autorità".

 

Peraltro, nell’ultimo Pef presentato, "il fabbisogno finanziario totale, come fa rilevare anche dall'Autorità dei trasporti, è stato calcolato anche includendo ulteriori, rilevanti ed inediti impegni finanziari, che hanno come impatto l’impossibilità di assicurare la bancabilità del Pef stesso e, come tale, esso è inaccettabile da parte del Mit. Inoltre il nuovo Piano finanziario inviato dagli enti pubblici territoriali prevede una drastica riduzione del futuro livello di traffico, che incide negativamente sulla tariffa di pedaggi, determinando un maggiore costo a carico degli utenti finali. Vanificando, dunque, una delle finalità prioritarie dell’accordo, teso a ridurre l’onere a carico della collettività".

 

In aggiunta, strumentalmente, rileva il ministero delle Infrastrutture, "la Regione Trentino Alto Adige, con lettera del 13 marzo scorso, ha riproposto modifiche all’articolato convenzionale, in merito al ruolo del Comitato di indirizzo e di coordinamento, incompatibili con le prescrizioni formulate in merito dalla Commissione europea". Insomma: bocciati su tutta la linea e posizioni mai così distanti. Fugatti, però, non si scompone ed è anzi ancora ottimista. 

"La nostra volontà - dichiara il presidente - è quella di continuare a dialogare per cercare di chiudere le partite rimaste aperte. Abbiamo preso atto della volontà e della serietà con cui il ministero si è mosso alla ricerca di una soluzione. Non dobbiamo interrompere questo percorso e per questo vogliamo ribadire la nostra disponibilità a proseguire le trattative, consapevoli delle esigenze rappresentate dal ministero dei trasporti, ma al tempo stesso avendo a cuore quelle altrettanto legittime espresse dai territori che siamo chiamati a rappresentare".

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