Autobrennero, Fugatti frena: ''Atteggiamento centralista del Governo, vogliamo l'accordo ma alle nostre condizioni''
Il presidente della Provincia ha riferito in aula sulla concessione dell'A22 spiegando che si sta trattando con il ministero dei trasporti e che l'accordo è auspicabile ma al momento non ci sono le condizioni per accettare (soprattutto per una questione di tariffe). Ghezzi e Rossi: ''Bene che Fugatti si affranchi da Roma ma servono risposte''. Zeni: ''C'è anche un problema di governance, alla fine deciderà lo Stato''

TRENTO. L'atteggiamento centralistico del Governo Lega-5Stelle mette a rischio l'accordo per la concessione dell'A22 tra Trento, Bolzano e Roma. Ad affermarlo non buonisti bolscevichi o rosiconi piddidioti ma il presidente della Provincia Maurizio Fugatti che oggi in consiglio provinciale ha relazionato l'assise proprio sulla questione Autobrennero. Il governatore del Trentino ha spiegato che stante le attuali condizioni proposte dal ministero dei trasporti retto da Danilo Toninelli Pat e Regione non firmerebbero e sarebbero pronte ad andare a gara.
''Lavoriamo per un accordo - ha spiegato Fugatti - ma Roma deve accogliere le nostre condizioni''. Dal punto di vista politico Fugatti, al termine della sua comunicazione, molto tecnica con la quale ha ricostruito la complessa storia del rinnovo della concessione dell'Autobrennero, ha affermato che l'accordo, seppur auspicabile, con il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti (Mit) non deve essere raggiunto a tutti i costi. La firma dei soci pubblici di A22, Regione e Pat in testa, ci sarà solo se le condizioni saranno favorevoli, a partire dagli investimenti e dal sistema tariffario.
Infatti è proprio questo uno degli elementi che più creano attriti: le condizioni tariffarie previste dall’Art, l’Autorità di regolazione dei trasporti, e recepite dal Cipe (era il 28 novembre) che per l'A22 ha fissato tariffe meno remunerative rispetto all'A4 e alle altre autostrade venete e friulane (A23 Palmanova-Udine, A28 Portogruaro-Conegliano, A57 Tangenziale di Mestre per la quota parte e A34 raccordo Villesse-Gorizia). "Questo significa – ha aggiunto Fugatti – un minor contenimento dei costi per la manutenzione a differenza di quanto è stato definito per la A22".
Tariffe, ha ricordato, che inciderebbero sulla redditività della società, renderebbero difficili gli investimenti di miglioramento dell'A22 per i quali sono previsti 800 milioni e peserebbero su quelli previsti dal Piano economico finanziario (Pef) (4,15 miliardi). Il Cipe, ha aggiunto il Presidente della Giunta in termini positivi, nella riunione tecnica che si è tenuta del 21 dicembre, nella quale sono stati evidenziati i problemi segnalati dai soci pubblici, ha peraltro dato la disponibilità a prenderli in considerazione. Nodi che sono stati già messi in evidenza nella nota mandata, a nome dei soci territoriali, dalla Regione al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti il 20 dicembre e che comprendono, ha ricordato Fugatti, la "non redditività del sistema tariffario dell'Art, con conseguente incerta bancabilità dell'affidamento, la mancata considerazione di una parte consistente degli investimenti, l'adeguamento dell'accordo di cooperazione tra ente concedente, autonomie territoriali e gestore in senso maggiormente paritetico e la richiesta di riconsiderazione dei benefici del concessionario uscente dopo il 30 aprile 2014 anche alla luce del valore di riscatto".
Le opposizioni hanno visto di buon grado la presa di posizione di Fugatti che, come ha spiegato l'ex presidente Rossi, sta cercando di seguire quanto fatto in passato dai governi provinciali ''con l’unico obiettivo di portare a casa un risultato che consenta al Trentino di continuare ad essere attraversato da un importantissimo flusso di traffico secondo una logica di rispetto dell’ambiente e delle persone, ma anche di ritorno economico. Conforta - ha aggiunto Rossi - scorgere nelle parole di Fugatti il proseguimento di questa logica e la garanzia di un approccio autonomista''.
Anche Ghezzi ha ribadito l'importanza che il presidente della Provincia Fugatti, abbia preso atto dell'atteggiamento centralista del Governo e ha riconosciuto che in questo modo avrebbe dimostrato una certa indipendenza di azione e giudizio rispetto al governo. ''Il tema è sicuramente strategico - ha aggiunto - e dovrebbe assorbire tutta l’attenzione, facendo desistere il governo da annunci propagandistici come ad esempio quello di queste ore, dei tagli a Cinformi''. Tornando all’Autobrennero, Ghezzi ha chiesto a Fugatti se la strategia Rossi-Kompatscher coinciderà con la sua e se il presidente pensa di essere in grado di fronteggiare la linea dei ministri Toninelli-Fraccaro, ''una linea - l'ha definita Ghezzi - centralista e antiferroviaria''.
Il 5 Stelle Degasperi, dal canto suo, ha difeso l'operato del Governo centrale. I soldi che entrerebbero nelle casse del Governo, ha spiegato, con questa concessione sarebbero 4 o 5 miliardi di euro, che avrebbero ricadute su tutta l’Italia. Non stupisce dunque la cautela nel trattare questo passaggio e sarebbe interessante capire davvero dove vogliamo andare. ''Qual è il beneficio positivo per i trentini se non quello di essere vittime dell’inquinamento? E che destino seguiranno i dipendenti di A22? Anche di questo - ha detto Degasperi - non si è mai parlato''. Degasperi ha auspicato che non si voglia fare una sorta di rivoluzione solo per tornare al punto di partenza, con vertici etichettati politicamente che rispondono non certo al territorio, ma i partiti di turno.
Il Pd con Zeni ha aggiunto che la partita Autobrennero è emblematica anche del rapporto che esiste tra uno Stato centralista e la Regione, tra uno Stato poco attento ai territori e l’autonomia. Nel merito, Zeni ha toccato alcuni nodi preoccupanti contenuti nella delibera del Cipe: la riduzione degli investimenti, la previsione di una riduzione delle tariffe, la restituzione di una parte degli utili, il tema della governance. Un tema, quest’ultimo, ha aggiunto, che il presidente non ha richiamato minimamente nella sua relazione, mentre qui si prevede un comitato ministeriale dove alla fine decide lo Stato, sfavorevole dunque alla nostra autonomia speciale: una proposta politicamente non accettabile, anche dal punto di vista della sostenibilità. Se davvero questo governo fosse così amico, questa Giunta potrebbe avviare un percorso di norma di attuazione, ma Zeni ha espresso dei dubbi sul fatto che l'attuale governo provinciale avrà una tale forza.












