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Valdastico, comanda il Veneto. Fugatti a Coppola: ''Gli studi per il Trentino? Li fanno ministero e l'A4 Serenissima''

La consigliera provinciale di Futura interroga il presidente: "A chi è stato affidato lo studio e con quali costi?". La risposta del governatore lascia poche speranze sulla capacità della Provincia di gestire la propria tratta di competenza

Di Luca Andreazza - 27 febbraio 2019 - 05:01

TRENTO. "Gli studi collegati alla realizzazione del prolungamento della Valdastico verso il Trentino sono in carico a ministero delle infrastrutture e dei trasporti e alla proponente società A4 Serenissima", questa la risposta di Maurizio Fugatti, presidente della Provincia, all'interrogazione di Lucia Coppola, consigliera provinciale di Futura. Insomma, sembra che la Provincia ceda il passo, si decide tra Roma e Venezia, poi forse Trento potrà dire la sua.

 

La partita sulla Valdastico è sempre più ingarbugliata. Non basta la clamorosa sentenza del Consiglio di Stato (Qui articolo) e il relativo tavolo tecnico a Roma a portare indietro le lancette del progetto prossime all'anno zero (Qui articolo).

 

Nonostante la grande fiducia di Luca Zaia, governatore del Veneto: "La porto fino al confine e Fugatti faccia come vuole" e il presidente trentino a ribadire: "Resta l'ipotesi a Rovereto Sud. Dobbiamo analizzare le potenzialità e la portata dell'opera, dobbiamo ragionare insieme ai tecnici. Serve un progetto aggiornato e quindi predisporre uno studio di fattibilità" (Qui articolo), è arrivata la sentenza e la situazione è tutt'altro che chiara per una strada che rischia di restare sulla carta.

 

Dopo il duro colpo del Consiglio di Stato, Veneto e Trentino cercano di riannodare il filo e arrivare a presentare un progetto unitario per provare a ripartire. La sensazione è che comunque l'idea Valdastico vada avanti, ma anche che sia completamente, o quasi, in mano a Venezia. Questo quanto emerge dalla risposta di Fugatti all'interrogazione di Lucia Coppola

 

L'idea di piazza Dante era quella di analizzare la soluzione migliore e sembrava, infatti, che la Provincia di Trento fosse in fase di elaborazione dello studio di fattibilità che comprendesse anche la raccolta dati sui flussi di traffico.

 

E così si è accesa la spia e la consigliera provinciale ha interrogato il governatore per conoscere i dettagli: "A chi sia stato affidato lo studio e con quali costiQuali parametri si intende adottare per valutare i tempi di realizzazioni, percorsi previsti e le tariffe da applicare".

 

Effettivamente si lavora alla Valdastico, ma il controllo delle operazioni appare saldamente nelle mani venete. "Gli studi collegati alla realizzazione del prolungamento sono in carico a Ministero e società A4 Serenissima", scrive Maurizio Fugatti, che aggiunge: "La Provincia di Trento non ha affidato nessun incarico in tal senso e per la raccolta dei dati di flussi di traffico è dotata da tempo di strumenti interni finalizzati a controllare e monitorare l'origine e la destinazione dei veicoli sull'intero territorio provinciale".

 

E qui si innesta il nodo fondamentale dell'Autostrada A4. Le istanze, ribadite più volte dai pentastellati trentini al ministro Danilo Toninelli, sono chiare e nette. "Restiamo fortemente contrari - aveva detto Andrea Maschio a Il Dolomiti - in quanto gli studi indicano che la Valsugana non verrebbe decongestionata e in caso di realizzazione della Valdastico ci sarebbe un aumento del traffico in Trentino. Questo senza dimenticare gli impatti devastanti a livello ambientale. L'uscita a Rovereto Sud interessa un territorio fragile dal punto di vista idrogeologico, ma anche lavori per chilometri in galleria: un incubo in tutti i sensi".

 

Un altro punto è la deroga alla concessione di Autostrada: fondamentale è la conclusione della Valdastico Nord, ma "decadono i presupposti. E' necessario - continuava il consigliere comunale del Movimento 5 stelle - slegare concessione e A31 per andare a gara, anche perché la holding dell'autostrada è diventata nel frattempo privata".

 

E slegare deroga alla concessione e Valdastico significa solo una cosale sabbie mobili dell'analisi costi-benefici di marca Movimento 5 stelle. "Un passaggio decisivo - conclude Maschio - per riuscire ad avere un quadro realmente veritiero e trasparente. L'opera non solo è inutile, ma dannosa. L'analisi sarebbe la definitiva pietra tombale sul progetto".

 

Non si esclude comunque un intervento successivo della Provincia, ma nella risposta appare un'eventualità quantomeno lontana. "Pertanto - conclude Fugatti - certamente come ogni soggetto gestore di rete estesa la Provincia di Trento ha e continua a monitorare e valutare i flussi di traffico che ricadono o ricadranno sul territorio provinciale e non si esclude che all'interno dell'individuazione delle soluzioni infrastrutturali si proceda anche con il supporto di professionalità esterne alla Pat".

 

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