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Valdastico, il ministero: ''Azzerato il progetto dal consiglio di Stato. I territori esprimano una proposta unitaria'', Spinelli: ''Già deciso Rovereto Sud''

Un tavolo tecnico a Roma per valutare l'impatto della clamorosa sentenza del Consiglio di Stato. Andrea Maschio: "Il Movimento 5 stelle resta contrario all'opera". Valdastico verso l'analisi costi-benefici

Di Luca Pianesi e Luca Andreazza - 23 gennaio 2019 - 21:00

ROMA. Valdastico anno zero, lo scrivevamo ieri (QUI ARTICOLO) a commento della sentenza del Consiglio di Stato e oggi il Mit ha certificato la cosa. "Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti - si legge in un comunicato - ha preso atto e sta approfondendo le conseguenze della decisione del Consiglio di Stato che ha annullato la delibera Cipe del 2013 e sostanzialmente azzerato il progetto della autostrada Valdastico Nord".

 

A Roma si è tenuto un tavolo tecnico (il capo di gabinetto, l'assessore Achille Spinelli per la Provincia, l'assessora Elisa De Berti e il dirigente del servizio trasporti per la Regione Veneto, quindi la truppa pentastellata: la deputata Sara Cunial, Andrea Maschio per il Trentino e Luca Canale per il Veneto) per approfondire la questione.

 

E se l'assessore Spinelli rilancia e dice che il Trentino ha già deciso che l'A31 esce a Rovereto Sud e in 4 anni si posa la prima pietra del cantiere, Andrea Maschio frena. "La sentenza del Consiglio di Stato parla chiaro - avverte il consigliere comunale - non si possono fare collage tra i tracciati, ma serve un progetto unitario. Si deve rifare tutto, un piano serio e completo che prenda in considerazione tutti i fattori. Ad oggi poi non esiste uno studio sul tracciato trentino".

 

I fatti li abbiamo descritti qualche giorno fa (QUI ARTICOLO). In sostanza il massimo organo di giustizia amministrativa ha annullato la delibera del Cipe del 2013, che dava l'ok al primo lotto dell'opera quello Piovene Rocchette – Valle dell’Astico, spiegando che ''risulta privo di autonomo significato se non incluso nel complessivo ed unitario asse di collegamento oggetto dell’originario progetto''  quindi il Consiglio di Stato ha aggiunto che ''non può che constatare l’illogicità della scelta amministrativa''. A questo punto, quindi, l'unico atto ufficiale che dava sostanza al progetto è stato smontato e si dovrà ripartire da zero.

 

"L'incontro di natura tecnica tenuto oggi al dicastero tra rappresentanti del Mit e degli enti locali interessati - comunica ancora il ministero - è servito ad approfondire l'ipotesi di un progetto rispondente al dettato della sentenza, nonché a valutare una concessione che è già da tempo in regime di proroga. In particolare, il ministero ha chiesto alla Regione Veneto e alla Provincia autonoma di Trento di formalizzare e di trasmettere la nuova ipotesi progettuale su cui gli enti territoriali hanno dichiarato di aver trovato un sostanziale accordo". 

 

Il riferimento è a una linea unica con sbocco a Rovereto Sud, quell'asse che collegherebbe l'A31 all'A22, che Fugatti più volte ha detto di voler sostenere. Per conto suo Zaia ha sempre ribadito che il suo compito è portare l'infrastruttura fino al confine con il Trentino e che da lì in poi toccherà a Trento decidere dove far passare l'autostrada. Sfumata completamente, anche con il ricorso, l'ipotesi di uscita a Besenello a questo punto resta quella a sud di Rovereto ma, con un ma: a Roma il ministero alle infrastrutture è retto dal Movimento 5 Stelle contrario in tutto e per tutto all'opera, da sempre e ovunque (dal Trentino al Veneto passando per gli scranni romani). La partita è quindi molto più complicata di quanto possa sembrare.

 

Il ruolo dell'Autostrada diventa un nodo fondamentale. Le istanze, ribadite più volte dai pentastellati trentini al ministro Danilo Toninelli, sono chiare e nette. "Restiamo fortemente contrari - aggiunge il consigliere - in quanto gli studi indicano che la Valsugana non verrebbe decongestionata e in caso di realizzazione della Valdastico ci sarebbe un aumento del traffico in Trentino. Questo senza dimenticare gli impatti devastanti a livello ambientale. L'uscita a Rovereto Sud interessa un territorio fragile dal punto di vista idrogeologico, ma anche lavori per chilometri in galleria: un incubo in tutti i sensi".

 

Un altro punto è la deroga alla concessione di Autostrada: fondamentale è la conclusione della Valdastico Nord, ma "decadono i presupposti. E' necessario - continua Maschio - slegare concessione e A31 per andare a gara, anche perché la holding dell'autostrada è diventata nel frattempo privata".

 

E slegare deroga alla concessione e Valdastico significa solo una cosa: le sabbie mobili dell'analisi costi-benefici di marca Movimento 5 stelle. "Un passaggio fondamentale - conclude Maschio - per riuscire ad avere un quadro realmente veritiero e trasparente. L'opera non solo è inutile, ma dannosa. L'analisi sarebbe la definitiva pietra tombale sul progetto".

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