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Valdastico, Zaia: "La porto fino al confine e Fugatti faccia come vuole'', il governatore: ''Resta l'ipotesi Rovereto Sud''

Un'opera che riprende quota dopo il maxi incidente in Valsugana e le elezioni che hanno consegnato il palazzo in piazza Dante al centrodestra. Fugatti: "A breve un vertice, un tavolo tecnico, con la Regione Veneto"

Di Luca Andreazza - 17 gennaio 2019 - 05:01

TRENTO. "La Valdastico è necessaria e il tracciato trentino è prerogativa della Provincia di Trento", queste le parole di Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, che aggiunge: "E' importante che non venga modifica la tratta veneta, altrimenti si rischia di mettere in discussione l'intero progetto".

 

Un'opera che riprende quota dopo il maxi incidente in Valsugana (Qui articolo) e le elezioni che hanno consegnato il palazzo in piazza Dante al centrodestra. "L'aria è cambiata - commenta il presidente Maurizio Fugatti - il Trentino e il Veneto sono due territori che vogliono questa infrastruttura. Nelle prossime settimane è previsto un vertice, un tavolo tecnico, per capire come procedere".

 

Insomma, Zaia predispone la sua parte di A31 attraverso il vicentino fino al confine e quindi Fugatti completa tutto in Trentino, ma la trattativa è aperta. Il Veneto vorrebbe l'uscita a Besenello, ritenuta più commerciale, mentre l'idea di Trento è quella di sbucare a Rovereto Sud, un tracciato più turistico. Si parla di un percorso di circa 40 chilometri da Piovene alla città della Quercia con numerosi tratti in galleria. 

 

"La volontà - evidenzia il governatore - è quella di uscire a Rovereto. E accogliamo in modo molto favorevole l'intenzione di andare avanti e valutare le opzioni migliori per arrivare allo studio di fattibilità". Sembra definitivamente tramontata l'ipotesi del tracciato T5 dopo la levata di scudi dei Comuni sul Pasubio, ma anche le relazioni tecniche che mettevano in luce un possibile "incubo ambientale" (Qui articolo). 

 

Il completamento della Valdastico Nord gioca un ruolo importante anche per Serenissima. La società è alle prese con la proroga della concessione e tanto dipende dalla nuova infrastruttura, che potrebbe portare a escludere una fase di VIA nazionale per limitarsi a quelle regionale per eliminare la possibilità di incorrere nella trappola dell'analisi costi-benefici e interferenze del governo.

 

In Valdastico non si frena e entro primavera ci potrebbero essere le prime novità. "Dobbiamo analizzare le potenzialità e la portata dell'opera - conclude Fugatti - dobbiamo ragionare insieme ai tecnici. Serve un progetto aggiornato e quindi predisporre uno studio di fattibilità".

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