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Pubblicizza la sua azienda che rilascia porto d'armi e spinge politicamente per farli estendere anche ai condannati riabilitati: è il presidente del consiglio regionale

Roberto Paccher è amministratore della pagina Facebook ''Capannisti trentini'' (oltre ad essere presidente dell'associazione) e su questa promuove la sua azienda che rilascia licenze e porto d'armi. A febbraio era dal questore Garramone per discutere dei rinnovi dei porto d'armi per i condannati per delitti non colposi

Di Luca Pianesi - 30 aprile 2019 - 06:01

TRENTO. ''Grande novità, da noi visite per il rinnovo porto d'arma di qualsiasi tipo''. Questo l'annuncio postato dal presidente del consiglio regionale Roberto Paccher nientemeno che sulla pagina Facebook dei cacciatori ''Capannisti trentini'' per promuovere la ditta UniService di Toller Deborah e Paccher Roberto & C. Uno strano post per un consigliere provinciale che ricopre anche un ruolo così importante a livello regionale e che, proprio in questa veste si sta battendo dall'inizio del suo mandato per favorire proprio i rinnovi dei porto d'armi

 

Il 5 febbraio, infatti, in un comunicato del consiglio regionale veniva spiegato proprio che il presidente del consiglio Roberto Paccher, accompagnato dal consigliere leghista (come Paccher) Ivano Job, ha incontrato a Trento il Questore Giuseppe Garramone. ''Un incontro - si leggeva nel comunicato - di reciproca conoscenza, nato anche dall'esigenza di portare le istanze nate da parte del mondo venatorio trentino, di cui sia il Presidente Paccher, sia il Consigliere Job sono espressione''.

 

E in particolare il tema chiave era proprio quello dei rinnovi dei porto d'armi. Il presidente Paccher, infatti, non ha mai fatto mistero di essere favorevolissimo alla nuova legge in materia di rilascio o rinnovo estesi anche a chi ''a uso caccia fosse stato condannato ad una pena detentiva per delitti non colposi''. Prima, infatti, a persone con condanne di questo tipo non veniva concessa la possibilità di imbracciare nuovamente un fucile anche se era scattata la riabilitazione. ''Con la nuova formulazione (delle legge sul tema ndr) - spiegava il comunicato del consiglio regionale - si chiarisce che se è intervenuta riabilitazione, oggi la concessione del porto d'armi deve essere soggetto alla valutazione della singola situazione personale del richiedente''. 

 

 

 

''Abbiamo voluto incontrare il Questore – spiegava il Presidente Paccher nel comunicato – perché abbiamo ricevuto, sia io, sia il consigliere Job, diverse sollecitazioni dal mondo venatorio, una pratica a cui si dedicano, in Trentino-Alto Adige più di tredicimila cittadini, per poter comprendere anche come sarà applicata la nuova normativa. Abbiamo trovato nel Questore Garramone una persona molto cordiale e preparata, che ci ha assicurato la massima disponibilità da parte della Questura nel valutare i singoli casi. Nel solo trentino, si parla di circa 6-700 licenze a rischio e - concludeva Paccher  - sicuramente occorre un esame caso per caso, ma l'esclusione automatica rappresentava un ostacolo per molti appassionati''.

 

E, verrebbe da dire, ciò comportava anche meno rinnovi di porto d'armi. Il post è stato fatto sulla pagina Facebook dei cacciatori ''Capannisti trentini'', il cui presidente è Roberto Paccher. L'amministratore della pagina in questione è sempre il presidente del consiglio regionale. Tanti ruoli in una sola persona tutti comunque contenti che la legge sia cambiata e che l'interpretazione apra a nuove licenze.

 

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