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Il presidente della regione perora la causa dei cacciatori e poi pubblicizza la sua azienda per i porto d'armi. Degasperi: ''Conflitto d'interesse?''

Il legame tra la giunta leghista e il mondo dei cacciatori risulta ogni giorno più ingombrante. Il consigliere M5S interroga proprio Paccher per capire se ricopra ancora ruoli di vertice nelle associazioni dei cacciatori (presidente dei capannisti). Intanto ad aprile proprio a fianco a Paccher compariva anche l'assessore all'Istruzione Bisesti nella sala del Casteller in un'assemblea dei capannisti

Di Luca Pianesi - 02 maggio 2019 - 18:31

TRENTO. L'ipotesi di conflitto d'interesse entra in consiglio regionale e diventa un'interrogazione firmata dal consigliere del Movimento 5 Stelle Filippo Degasperi. I fatti ve li ha raccontati noi de il Dolomiti due giorni fa (QUI ARTICOLO): il presidente del consiglio regionale, Roberto Paccher, già presidente dei cacciatori ''capannisti trentini'' e amministratore della pagina Facebook della medesima associazione da un lato promuove (sue quella pagina Fb) la sua azienda mettendo in bella vista la possibilità di fare ''visite per il rinnovo di porto d'armi di qualsiasi tipo'' e dall'altro si reca in sedi istituzionaliin veste di presidente del consiglio regionale, per perorare la causa dei cacciatori ''condannati a una pena detentiva per delitti non colposi'' affinché possano proprio rinnovare, dopo riabilitazione, il porto d'armi.

 

In questo senso Degasperi interroga lo stesso presidente Paccher specificando che ''né tra le competenze del Presidente del Consiglio regionale né tra quelle della Regione autonoma Trentino Alto Adige rientrano materie concernenti la pubblica sicurezza, la protezione della fauna selvatica, la caccia'' mentre il 5 febbraio, con apposito comunicato del consiglio regionale si spiegava che ''Il Presidente Paccher incontra il Questore Garramone'' per discutere “la normativa inerente la licenza per il porto d’armi ad uso venatorio”.

 

Inoltre Paccher, a quell'incontro, portava con sé un'altra figura istituzionale, un consigliere provinciale della Lega, Ivano Job, noto appassionato cacciatore. Perché? Al riguardo Degasperi chiede a Paccher ''se l’incontro con il questore, considerato il tema trattato, possa rubricarsi tra quelli istituzionali rientranti nelle prerogative del presidente ai sensi del regolamento citato in premessa; in caso affermativo come mai il presidente è stato accompagnato da un consigliere che non fa parte dell’Ufficio di presidenza?''. Forse, aggiungiamo noi, serviva un altro cacciatore a dar man forte a Paccher sull'argomento? Non è dato saperlo, quel che è certo è il rapporto a doppio filo tra questa maggioranza e il mondo venatorio (ve ne avevamo già parlato QUI ARTICOLO). Un rapporto che rischia di svilire qualsiasi provvedimento preso in materia di ambiente e natura da questa amministrazione proprio per il rischio di sembrare di parte (magari anche quando di parte non è).

 

E proprio in questo senso stupisce vedere l'assessore provinciale all'Istruzione e alla Cultura Mirko Bisesti parlare nella Sala della Federazione Cacciatori del Trentino al Casteller (sala data in gestione dalla Provincia e che, quindi, a questo punto potrebbe essere usata anche da altri rappresentanti politici per fare incontri?) non si sa bene in quale veste, affiancato proprio dal presidente del consiglio regionale Paccher a una riunione dei ''capannisti trentini''. Una riunione avvenuta poche settimane fa e documentata il 12 aprile proprio dallo stesso Paccher che ha condiviso questa foto sui suoi social. Insomma un grosso miscuglio che, sicuramente, non accresce il senso di terzietà che dovrebbero ricoprire le istituzioni.

 

 

Degasperi nella sua interrogazione aggiunge che ''dalla lettura del comunicato stampa (quello sull'incontro con il questore ndr) sembrerebbe di capire che la massima rappresentanza istituzionale dell’Autonomia regionale abbia speso il nome del Consiglio regionale in difesa e a sostegno di soggetti “condannati a una pena detentiva per delitti non colposi”. Se fosse confermato quanto forse superficialmente inteso sarebbe la prima volta nella storia della nostra Autonomia che l’Istituzione regionale si schiera e si attiva per tutelare interessi e pretese di soggetti pregiudicati''.

 

Il consigliere dell'M5S conclude chiedendo a Paccher ''se il presidente del consiglio regionale rivesta ancora oggi cariche all’interno di associazioni venatorie ed eventualmente quali e se ciò non possa configurare ipotesi di conflitto di interessi tenuto conto del ruolo super partes che dovrebbe caratterizzare la figura istituzionale di guida dell’assemblea legislativa. E se il presidente del consiglio regionale effettivamente promuova ancora oggi la sua attività imprenditoriale facendo specifico riferimento al tema del rinnovo del porto d’armi e se ciò non possa configurare ipotesi di conflitto di interessi tenuto conto del ruolo super partes che dovrebbe caratterizzare la figura istituzionale di guida dell’assemblea legislativa''.

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