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Trentino sviluppo, nuovo conflitto d’interessi? Degasperi: “Controllato e controllore si confondono nella stessa persona”

Dopo il bando indetto dalla Pat, in cerca di un dirigente anche senza laurea, e il possibile caso di “pantouflage” che coinvolgerebbe l’ex presidente del Consiglio d’amministrazione, per Trentino Sviluppo Spa potrebbe profilarsi un’altra grana circa un possibile conflitto d’interessi

Di Tiziano Grottolo - 17 febbraio 2020 - 11:25

TRENTO. Pare proprio che a Trentino Sviluppo non ci sia pace, infatti secondo quanto riportato dal consigliere provinciale Filippo Degasperi all’orizzonte questa volta potrebbe profilarsi un caso di conflitto d’interessi.

 

Nei mesi scorsi era stato proprio Il Dolomiti a scoprire l’originale bando di gara indetto dalla Pat per individuare una figura di dirigente (con stipendio che poteva arrivare fino a 100mila euro) senza che fosse richiesta una laurea, mentre alla segretaria sì. Bando che dopo la segnalazione de Il Dolomiti verrà sospeso. Poi ci fu il caso che coinvolse l’ormai ex l’ormai ex presidente del Consiglio d’amministrazione di Trentino Sviluppo Spa, Sergio Anzelini, per un suo eventuale passaggio alla società Fucine Film Solutions (Articoli QUI e QUI).

 

“Ennesimo caso di conflitto di interessi?” si domanda il consigliere provinciale che poi spiega: “Lo scorso mese di giugno 2019 l’Assemblea dei soci di Trentino Sviluppo spa ha indicato nella persona di Pietro Mattioli uno dei componenti dell’Organismo di Vigilanza”. Ovvero l’organismo che si occupa delle verifiche sull’applicazione del modello di organizzazione e controllo per la prevenzione dei reati. L’Organismo di vigilanza deve assicurare la massima indipendenza anche in considerazione del fatto che recenti interventi normativi hanno esteso l’applicabilità della responsabilità degli Enti a reati connessi a riciclaggio e ricettazione, alla salute e sicurezza sul lavoro, alla criminalità informatica, alla violazione del diritto d’autore, alla criminalità organizzata e altri.

 

Compiti di tale importanza richiedono che i componenti dell’Organismo siano liberi da qualsiasi ipotesi di conflitto di interesse, anche potenziale. “Salvo un caso di omonimia il professionista Pietro Mattioli citato sarebbe il direttore generale di QSA srl, società impegnata nella sicurezza, salute e qualità sui luoghi di lavoro”, afferma Degasperi. Il problema nasce nel momento in cui Trentino Sviluppo avrebbe nominato lo stesso Mattioli quale responsabile del servizio di prevenzione e protezione (Rspp), ovvero sarebbe incaricato di coordinare il servizio di prevenzione e protezione dei rischi.

 

“È evidente – continua il consigliere – che se ciò fosse confermato saremmo di fronte a un caso da manuale in cui controllato e controllore si confondono nella stessa persona”. In più sempre all’interno dell’organigramma di commessa di Progetto Manifattura, uno dei più rilevanti ambiti di impegno per Trentino Sviluppo, risulta un altro soggetto quale Assistente Gestione QSA. “Il potenziale conflitto di interesse e l’ipotetica confusione di ruoli si estenderebbe quindi anche alla società di cui Piero Mattioli è direttore generale”, conclude Degasperi.

 

Pertanto, su questi fatti, è stata depositata un’interrogazione per avere delle conferme: “La Provincia ritiene corretto che un membro dell’Organismo di Vigilanza sia coinvolto direttamente, come RSPP di Trentino Sviluppo e come direttore generale di QSA srl nel Progetto Manifattura, nelle attività della stessa Trentino Sviluppo?”, la domanda lasciata in sospeso dal consigliere.

 

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