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Foto di gruppo a Levico, c'è anche Kaswalder. Ghezzi attacca: ''Non è super partes, dovrebbe lasciare la presidenza del consiglio e dedicarsi all'attività politica''

Nel mirino ancora una volta il ruolo che dovrebbe essere super partes. Questa volta l'occasione è l'inaugurazione della Fiera expo Valsugana Lagorai di sabato 4 maggio. Il consigliere provinciale di Futura presenta un'interrogazione: "Privilegia una forza politica in piena campagna elettorale, quando un atteggiamento di equidistanza dovrebbe contraddistinguere l’azione di un presidente del consiglio"

Di L.A. - 06 maggio 2019 - 17:45

TRENTO. E' ancora scontro tra Paolo Ghezzi, consigliere provinciale di Futura, e Walter Kaswalder (Autonomisti popolari) in qualità di presidente del consiglio in piazza Dante. Nel mirino ancora una volta il ruolo che dovrebbe essere super partes. Questa volta l'occasione è l'inaugurazione della Fiera expo Valsugana Lagorai di sabato 4 maggio. 

 

"In una foto pubblicata sui profili social di alcuni esponenti politici - attacca Ghezzi - spicca l’amichevole abbraccio tra Kaswalder, il presidente Fugatti, l’assessora Segnana, l’onorevole Diego Binelli e il candidato leghista per le suppletive Mauro Sutto. Sono note a tutti le simpatie del presidente del consiglio provinciale per la Lega, lecite, ma la cui ricorrente esternazione è incompatibile con il suo ruolo istituzionale, che richiede un comportamento pubblico super partes".

 

Sono ormai diversi i casi "incriminati" portati alla luce dalle opposizioni per manifestare il malumore rispetto a un atteggiamento che non viene considerato a garanzia delle parti politiche. "Il 6 gennaio - spiega il consigliere provinciale - il vicepresidente del senato, Roberto Calderoli, è stato accolto a palazzo Trentini dal presidente del Consiglio provinciale, oltre che da quello della Provincia e altri esponenti della Lega: un incontro definito quale 'visita istituzionale', ma non è stato invitato alcun rappresentante delle minoranze (Qui articolo)".

 

Ecco poi il 14 gennaio, "quando - ricorda Ghezzi - il presidente del consiglio provinciale, all’assemblea dei capigruppo, a proposito del componente del cda di Fbk spettante alle minoranze, ha rivolto una inedita e singolare raccomandazione politica ai capigruppo di minoranza, suggerendo che avrebbero ben potuto lasciare il posto a un nome indicato dalla maggioranza, visto che il resto del cda era stato indicato dalla ex maggioranza (Qui articolo)".

 

Un altro caso viene registrato il 14 febbraio. "Un consigliere di maggioranza, presidente della giunta delle elezioni, ha attaccato in modo offensivo il sottoscritto - spiega il rappresentante di Futura - su un’interpretazione dei lavori della giunta delle elezioni, il presidente del consiglio provinciale non è intervenuto a difesa del consigliere di minoranza e solo dopo ripetute insistenze si è degnato di rispondere (Qui articolo), mentre il 22 febbraio a Vigolo Vattaro Kaswalder ha partecipato alla conferenza stampa della giunta provinciale, seduto accanto agli assessori e Fugatti, con la motivazione che in quel Comune si sente a casa come ex sindaco, e non ha mancando di profondersi in lodi per l’attuale giunta provinciale, contrapposta a quella “di prima”, insomma esprimendo piena adesione politica alla linea della maggioranza di governo".

 

Sono solo alcuni dei tanti casi che hanno portato le minoranze a lamentarsi del comportamento filo-governativo del presidente del consiglio provinciale (Qui articolo). E così il consigliere di Futura ha deciso di presentare un'interrogazione proprio a Kaswalder.

 

"Vorrei sapere - conclude Ghezzi - se la sua comparsata a Levico non comprometta l’immagine del suo ruolo terzo e super partes, ma anche se questo atteggiamento non vada a privilegiare una forza politica in piena campagna elettorale, quando un atteggiamento di equidistanza dovrebbe contraddistinguere l’azione di un presidente del consiglio. Non solo, chiedo se non ritenga che questo perseverare nel mettere in atto frequenti sconfinamenti extra-istituzionali vada a danno dell’immagine e della credibilità dell’istituzione Consiglio provinciale, parlamento dell’autonomia e se non ritenga che il ruolo di presidente del Consiglio, che richiede una terzietà che i fatti dimostrano che non le appartiene, le stia stretto e che pertanto non sia più opportuno per la sua immagine e quella del consiglio intero dedicarsi solamente all’attività politica partitica".

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