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L'opposizione contro Kaswalder: ''Non è super partes''. Ghezzi: "Longa manus della maggioranza''

Il presidente del Consiglio è intervenuto sulla nomina di un componente del cda della Fondazione Bruno Kessler. Tonini: "Ha assunto comportamenti che esulano dal suo ruolo istituzionale". Rossi: "Serve una registrata"

Di Donatello Baldo - 16 gennaio 2019 - 05:01

TRENTO. "Credevamo che al presidente del Consiglio spettasse il dovere dell’imparzialità nell’applicare le norme anziché quello della difesa di una componente rispetto all’altra del Consiglio provinciale". L'opposizione se la prende con Walter Kaswalder, colpevole - secondo la minoranza - di aver agito in difesa della maggioranza, allontanandosi dal suo ruolo super partes.

 

L'entrata a gamba tesa è avvenuta durante l'ultima riunione dei capigruppo che doveva affrontare la calendarizzazione delle prossime sedute del Consiglio provinciale. In una di queste sarà discussa e votata la nomina di un componente nel consiglio di amministrazione della Fondazione Bruno Kessler che spetterebbe alle minoranze, dopo le dimissioni di Vanessa Cattoi, ora deputata della Lega.

 

E' a questo punto che il presidente del Consiglio ha 'invaso' il campo della politica, indossando i panni del difensore della maggioranza e abbandonando la sua terzietà istituzionale. Ha osservato che tutti gli altri componenti sono stati nominati dall'ex maggioranza e ora che è diventata minoranza ne nominerebbe un altro.

 

"Questa considerazione la può fare Fugatti, la può fare la capogruppo della Lega - osserva Giorgio Tonini del Pd - e nel fair play della politica si potrebbe anche discutere e trovare anche un'intesa. Ma che sia il presidente del Consiglio ad intromettersi, diciamo che è del tutto fuori squadra".

 

Tonini prova pure a capire le ragioni di questo comportamento: "Non credo sia malizia, forse è solo ingenuità - spiega il consigliere - ma si tratta di un'ingenuità un po' sempliciotta. E' il presidente del Consiglio provinciale, il suo ruolo è istituzionale e di garanzia per tutti".

 

Sulla possibilità di trovare un accordo con la Lega, Tonini mette le mani avanti. "In quel board ci sono Francesco Profumo, Ilaria Vescovi, personalità con una spiccata autonomia dalla politica. La Lega aveva indicato Vanessa Cattoi, una militante", lasciando intendere che se l'intenzione è quella di posizionare l'ennesima bandierina non ci sarà nessuna intesa.

 

Ma tornando allo 'scivolone' di Kaswalder, il capogruppo del Pd esprime la sua preoccupazione anche per le future nomine che dovranno essere votate dal Consiglio provinciale. "C'è il Difensore civico, il Garante dei detenuti e dell'infanzia, nomine che necessitano di una maggioranza qualificata e per forza di cose la maggioranza dovrà trattare con la minoranza. Iniziare in questo modo non è certo la mossa giusta".

 

Anche Ugo Rossi solleva la questione: "Serve una registrata, quel ruolo è istituzionale e non politico". Il Patt aveva già avuto occasione di stigmatizzare il comportamento del presidente del Consiglio, che durante la visita ufficiale del vicepresidente della Camera dei Deputati Roberto Calderoli" aveva convocato alla presidenza un gruppo di amici", consiglieri della Lega che avevano trasformato le stanze di palazzo Trentini - sede ufficiale della Presidenza del Consiglio - "in una reunion di partito".

 

"Sarebbe stato più elegante che fosse stato Fugatti a porre questa questione - spiega Rossi riferendosi alla nomina nel cda della Fondazione Bruno Kessler - non certo Walter Kaswalder. Non è suo compito farsi portavoce della maggioranza. Forse gli serve rodaggio ma forse è malconsigliato", conclude l'ex governatore.

 

"Non è stato molto super partes" nemmeno per Paolo Ghezzi di Futura. "Kaswalder non è nuovo a interferenze di tipo politico, dai consiglieri leghisti a palazzo Trentini per Calderoli alla difesa delle politiche della giunta sul tema dell'immigrazione". E il riferimento è a quando disse che l'accoglienza dei richiedenti asilo dovrebbe essere gestita da volontari e non da operatori".

 

"Nonostante al momento della sue elezione abbia voluto rassicurare tutti che sarà un presidente super partes - conclude Ghezzi - a volte sembra più la longa manus della maggioranza e il suo zelo nel difenderla è ormai evidente".

 

Con una nota ufficiale interviene anche il Partito democratico: "Duole dover registrare che a poche settimane dal suo insediamento, l’attuale presidente del Consiglio provinciale smentisce platealmente la promessa fatta in Aula di essere 'super partes', per schierarsi a favore della Maggioranza di governo, piuttosto che spendersi, come dovrebbe, nella tutela dei diritti delle Minoranze. Se il buon giorno si vede dal mattino, c’è di che essere preoccupati".

 

 

 

 

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