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C'è Calderoli a Palazzo Trentini. Rossi: ''Incontro istituzionale? Perché c'era tutta la Lega e nessuno delle opposizioni?''

Il vicepresidente del Senato è stato a Trento e l'incontro è stato definito ''incontro con le istituzioni''. Replica di Kaswalder: ''Nulla di programmato, ho salutato una persona che conosco da diverso tempo''

Pubblicato il - 13 gennaio 2019 - 18:53

TRENTO. Il 6 gennaio scorso il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli è passato da Trento e ha incontrato il presidente della Provincia Maurizio Fugatti e il presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder oltre che tutta la Lega schierata a far bella mostra di sé. Una visita definita anche sul giornalino del consiglio provinciale una ''visita istituzionale'' contro la quale ora punta il dito l'opposizione.

 

La presa di posizione sull'incontro è dell'ex presidente della Provincia e ora consigliere del Patt Ugo Rossi che affida le sue parole a un'interrogazione indirizzata allo stesso presidente del Consiglio Kaswalder.

 

Uno scritto in cui si ricorda l'incontro avvenuto con Fugatti e il presidente di Palazzo Trentini e in cui si fa riferimento alla comunicazione che ne è stata successivamente data: "L'alta carica dello Stato - si legge - ha, come recita testualmente il comunicato diramato in pari data dall'Ufficio stampa del Consiglio e pubblicato sul sito Internet dello stesso, effettuato una visita "alle Istituzioni dell'Autonomia provinciale"".

 

Ancora, recita l'interrogazione: "Nei giorni successivi sono circolate fotografie che ritraggono il vicepresidente del Senato, il presidente del Consiglio, il presidente della Provincia, un assessore (Achille Spinelli, ndr) e alcuni consiglieri in posa all'interno dei locali della presidenza del Consiglio provinciale".

 

Rossi chiede dunque a Kaswalder "se in data 6 gennaio fosse previsto e se si sia tenuto un incontro del vicepresidente del Senato Calderoli con le "Istituzioni dell'Autonomia"" e "se, nel caso di risposta affermativa al quesito, siano stati diramati inviti ai consiglieri provinciali e con quali modalità".

 

Domande alle quali Kaswalder è chiamato a rispondere per iscritto, ma rispetto alle quali anticipa le sue considerazioni in maniera informale. "Non sapevo nemmeno io che sarebbe venuto Roberto Calderoli - afferma - Lo ho saputo mezz'ora prima. Cosa avrei dovuto fare? Chiamare i consiglieri cinque minuti prima? Ora prenderanno spunto da ogni cosa che faccio per fare opposizione".

 

Ancora, Kaswalder ricostruisce la cronologia di quel giorno: "Ero in consiglio provinciale, all'ultimo momento ho saputo che arrivava Calderoli e sono andato a trovarlo. Anche perché lo conosco da vecchia data. Lui passava da Trento per andare a Bolzano a firmare l'accordo Svp-Lega, sono andato a salutarlo". "Non è stata una "visita alle Istituzioni" sottolinea il presidente del Consiglio. "L'incontro - prosegue - non è passato dalle segreterie, né c'è stato un discorso ufficiale. Gli ho solo fatto vedere Palazzo Trentini".

 

Kaswalder minimizza anche le foto scattate nel palazzo settecentesco: "No podo far 'na foto?" chiede.

 

Sull'episodio interviene anche il consigliere Michele Dallapiccola. Affida le sue parole al suo sito Internet in un post intitolato "Il presidente pasticcione". 

 

"Due episodi - scrive Dallapiccola - hanno in questi giorni accomunato i nostri nuovi presidenti di Consiglio provinciale e regionale. In entrambi i casi infatti una caduta di stile e l'incapacità di comprendere e rispettare il proprio ruolo, hanno portato i due novizi politici a non rispettare il loro pur elevato compito istituzionale, un ruolo che deve saper rimanere equidistante e rappresentativo di tutte le posizioni politiche del parlamento trentino".

 

Prosegue: "Kaswalder: in occasione della visita di Calderoli a Trento ha trasformato ed utilizzato il suo gabinetto presidenziale in una reunion di partito, una Lega che evidentemente orfana di sede, non ha trovato miglior luogo da utilizzare che il più alto istituto di democrazia del Trentino. Il tutto con la compiacenza di un presidente che si è prestato al partito in questione senza aver nemmeno ed innanzitutto coinvolto, come protocollo prevederebbe, il suo ufficio di presidenza".

 

L'attacco si riferisce poi a Paccher: "Evidentemente percependo un senso di frustrazione dalla mancata nomina operativa in giunta ha ritenuto comunque di occuparsi in maniera molto imprecisa (ad essere eufemisti) di trasporto pubblico, il tutto avocandosi meriti e risultati che solo un tecnico esperto può essere autorizzato e sicuramente in grado di fare" (il riferimento è a quest'articolo).

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