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''Kaswalder presidente del consiglio, dov'è l'imparzialità istituzionale?''. Gli Autonomisti popolari: ''Non sarà mai un notaio, non gli metterete il bavaglio''

Il suo movimento lo difende ma cominciano ad essere davvero tanti gli scivoloni del presidente del consiglio provinciale. Interrogazione di Ghezzi: ''Dobbiamo prendere atto che per lui esistono - come nella “Fattoria degli animali” di Orwell - alcuni consiglieri (quelli di maggioranza) che sono “più uguali” degli altri? Non crede che sta danneggiando la credibilità del consiglio così?''

Di Luca Pianesi - 24 febbraio 2019 - 18:06

TRENTO. ''Forse qualcuno ha travisato il significato dell'impegno del Presidente Kaswalder: lui non sarà mai un notaio che limita la sua attività politica all'aula, sarà sempre nel suo Trentino a girare nelle valli e ad incontrare persone. E nessuno gli metterà il bavaglio''. Questa la posizione ufficiale del movimento Autonomisti Popolari rispetto all'operato del loro leader che occupa la carica di presidente del consiglio provinciale. Un ruolo che dovrebbe essere super partes teso a ''garantire - si legge all'articolo 19 comma 2 del regolamento in terno del consiglio - e tutelare con imparzialità le prerogative ed i diritti dei Consiglieri e dei componenti la Giunta assicurando il rispetto dei diritti delle minoranze''.

 

Insomma se non proprio ''un notaio'' una figura, comunque, ''di garanzia'' che non passi il tempo a tirar acqua al suo mulino e a quello della sua parte politica ma garantisca, semmai, che ci sia un eguale trattamento tra maggioranza e minoranze e che vengano rispettate regole e regolamenti del consiglio. Kaswalder in questa primissima fase di mandato non si può dire abbia brillato né per imparzialità né per capacità di tenere l'aula (che da quando è in carica è spesso teatro di litigi e confronti dal sapore, quanto meno, poco istituzionale).

 

Le opposizioni da tempo lamentano lassismo e impreparazione e oggi il consigliere Ghezzi ha depositato un'interrogazione che si conclude con questo quesito: ''Ha riflettuto, infine, sul fatto innegabile che questa “non-imparzialità” va a danno dell’immagine e della credibilità dell’istituzione Consiglio provinciale, parlamento dell’autonomia, casa di tutti i trentini, sia di quelli che hanno votato per la maggioranza consiliare ottenuta grazie al premio di maggioranza alla coalizione Fugatti (il 47% degli elettori, la minoranza) sia di quelli che hanno votato per le liste che oggi siedono all’opposizione (il 53% degli elettori trentini, la maggioranza)''. 

 

Nell'interrogazione si ricostruiscono alcuni casi eclatanti: il 6 gennaio 2019 il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli è stato accolto a Palazzo Trentini dal presidente del Consiglio provinciale, oltre che dal presidente della Provincia e da altri esponenti della Lega Salvini Trentino, in un incontro definito “visita istituzionale” a cui però non è stato invitato alcun rappresentante delle minoranze consiliari; il 14 gennaio 2019 il presidente del Consiglio provinciale, all’assemblea dei capigruppo, a proposito del componente del cda di Fbk spettante alle minoranze, ha rivolto una inedita e singolare raccomandazione politica - “ad usum maioritatis” - ai capigruppo di minoranza, suggerendo che avrebbero ben potuto lasciare il posto a un nome indicato dalla maggioranza, visto che il resto del cda era stato indicato dalla ex maggioranza.

 

Il 14 febbraio 2019 un consigliere di maggioranza, presidente della giunta delle elezioni, ha attaccato in modo offensivo - in un comunicato stampa - il firmatario di questa mozione, su un’interpretazione dei lavori della giunta elezioni, senza alcuna reazione del presidente del Consiglio a tutela del consigliere di minoranza; il 19 febbraio 2019 chi scrive ha chiesto con lettera ufficiale l’intervento di garanzia del presidente del Consiglio provinciale, a tutt’oggi non pervenuto mentre un altro consigliere, attaccato da un personaggio esterno al consiglio, pochi giorni prima ha ricevuto solidarietà piena e immediata da parte dello stesso presidente del Consiglio provinciale; il 22 febbraio 2019 a Vigolo Vattaro il presidente del Consiglio provinciale ha partecipato alla conferenza stampa della giunta provinciale, seduto accanto agli assessori e al presidente della Provincia, con la motivazione che in quel Comune si sente a casa come ex sindaco, e non ha mancando di profondersi in lodi per l’attuale giunta provinciale, contrapposta a quella “di prima”, insomma esprimendo piena adesione politica alla linea della maggioranza di governo. 

 

Per queste ragioni Ghezzi interroga lo stesso Kaswalder sul perché ''il presidente del consiglio provinciale, nel giro di poche settimane, abbia sentito il bisogno di manifestare in più di un’occasione, uscendo così dal proprio ruolo istituzionale super partes, la propria vicinanza alla maggioranza politica che esprime la giunta provinciale''. E poi se ''dobbiamo prendere atto che, per il presidente del Consiglio provinciale che aveva assicurato la propria imparzialità istituzionale, esistono invece - come nella “Fattoria degli animali” di Orwell - alcuni consiglieri (quelli di maggioranza) che sono “più uguali” degli altri (quelli di minoranza)'' e se ''non ritiene che questi suoi frequenti sconfinamenti extra-istituzionali danneggino pesantemente la sua credibilità politica di presidente di tutti (maggioranza e minoranza), come esige il ruolo che riveste nell’istituzione provinciale''.

 

Per gli Autonomisti Popolari, però, non c'è nessun problema e così scrivono: ''Forse qualcuno ha travisato il significato dell'impegno del Presidente Kaswalder: lui non sarà mai un notaio che limita la sua attività politica all'aula, sarà sempre nel suo Trentino a girare nelle valli e ad incontrare persone. E nessuno gli metterà il bavaglio. Di sicuro non lo potrà imbavagliare chi non ha ancora capito che la sua epoca è finita, che il suo stile di gestione padronale del potere è finito. Non si accettano lezioni da chi ha governato a forza di aut aut, non si accettano lezioni da chi ha venduto la A22 a 48 ore dalla sua scadenza. Quanto ai saluti ai Presidenti noi Autonomisti Popolari salutiamo il Presidente Kaswalder a fianco del Presidente Fugatti che hanno cambiato la politica trentina portandola nelle valli e nei comuni montani, lontani dal palazzo dove qualcuno governava con i veti e le imposizioni''.

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