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Alessandro Savoi fa il dito medio e Alessia Ambrosi cita Churchill. La Lega di governo all'attacco dell'opposizione

Nel suo primo intervento nell'aula del Consiglio provinciale la consigliera si scaglia contro il centrosinistra che ha perso le elezioni: "Vi siete occupati molto di clientele". Savoi: "Mafiosi e delinquenti". E alza il dito medio per mandare Alessio Manica a quel paese

Di Donatello Baldo - 11 December 2018 - 20:37

TRENTO. Una è elegante e interviene per la prima volta in consiglio provinciale scagliandosi contro i consiglieri della minranza, e l'altro come al solito provoca fino al limite per poi uscire dall'aula alzando il dito medio rivolto a un esponente del Pd.

 

Due differenti declinazioni del leghismo al potere: la new entry della Lega Alessia Ambrosi e il veterano Alessandro Savoi.

 

Partiamo da quest'ultimo, che è intervenuto nel dibattito sulle linee programmatiche alzando i toni, dicendo rivolto all'opposzione frasi che hanno provocato un certo malumore. Alessio Manica di questo malumore si è fatto interprete e ha chiesto al presidente di censurare i toni, ma anche l'atto che mentre parlava il consigliere del Pd si è concretizzato: un bel dito medio alzato al suo indirizzo.

 

Manica ha poi formalizzato il suo intervento scrivendo alla presidenza: "Le invio questa nota per richiedere formalmente un suo intervento rispetto a quanto accaduto oggi in aula. Oggi non solo abbiamo ricevuto offese verbali contenute evidentemente nei termini 'mafiosi' e 'delinquenti', ma al sottoscritto è stato riservato un gesto volgare dal consigliere Savoi, che ha alzato il dito medio indirizzandolo appunto al sottoscritto. Non credo serva aggiungere altro".

 

Ai sensi del regolamento ha chiesto una presa di posizione di Kaswalder. Presa di posizione che molto tenue è arrivata a fine seduta, che però non ha scalfito affatto il leghista: "Pdioti, quelli del Pd sono pidioti. Dice che ho fatto il dito medio? Ho solo messo a posto l'apparecchio acustico. Abitualmente lo faccio con il dito medio".

 

E così si è difeso, spiegando che gli ausili per sentire meglio li introduce nell'orecchio facendo pressione con il dito con cui si manda la gente a quel paese. Ma era intenzionale? "Non mi ricordo - ha riferito ridendo il consigliere - ma io odio i comunisti. Comunque ci sta - ha detto ammettendo il gesto - e siamo solo all'antipasto. Quando attaccherò Ghezzi dovranno chiamare la polizia". 

 

Più elegante, dicevamo, la consigliera Ambrosi, che ha citato addirittura lo statista inglese: "AWinston Churchill, dopo aver sconfitto in guerra i nazisti, perse rovinosamente le elezioni: ma che io ricordi non se ne lamentò mai con gli inglesi". Alessia Ambrosi, da oggi ufficialmente la pasionaria della Lega in Consiglio provinciale, si è rivolta direttamente all'opposizione nel suo primo intervento in aula.

 

"Siete quasi offesi e risentiti con la gente che non vi vota più. Nel migliore dei casi considerate la gente incapace di capire, nel peggiore considerate gli elettori come degli ingrati. Ma pur volendo concedere attenuanti alla vostra megalomania e al vostro Ego - ha detto sicura di sé tra i colleghi attoniti - converrete che di certo non siete Churchill, non avete battuto i nazisti, e se passerete alla storia sarà solo per aver spalancato le porte del Trentino ai clandestini di ogni colore e di ogni risma".

 

Papale papale, senza mezzi termini, come una pasdaran, ha sparato ad alzo zero per colpire direttamente l'opposizione. Ha citato Churchill ma la sua beniamina è la Thatcher degli anni Ottanta, la donna forte: lo ha confidato alla buvette ai giornalisti presenti. Ispirandosi alla Iron Lady, Alessia Ambrosi ha già fatto capire che sarà la Iron Lega della legislatura.

 

Ma a differenza della statista inglese, non sarà il liberismo il cavallo di battaglia di Alessia Ambrosi, ma il populismo. "Se parlare con la gente è populismo, noi siamo populisti. Se presenziare a un convegno in meno e risolvere un problema in più è populismo, allora siamo populisti. Se salutare, sorridere e ascoltare la gente è essere populisti, ebbene noi siamo populisti. Sempre meglio populisti che arroganti", sottolinea convinta.

 

Su questo intende segnare per bene la differenza tra maggioranza e opposizione: "Non potremo certamente fare come voi, consiglieri di sinistra, voi che per anni vi siete rinchiusi nella torre d'avorio del Palazzo alzando il ponte levatoio di fronte a ogni richiesta e a ogni dissenso della popolazione".

 

"Vi siete occupati molto di clientele e avete vissuto il potere per il potere, non il potere come servizio, come missione". E spiega che l'opposizione ha perso proprio per questo: "Lei, presidente Rossi, quando si rivolgeva a noi della Lega, ricorda? Era sprezzante, è sempre stato sprezzante. Diceva: noi non facciamo gazebo, noi risolviamo problemi". Per Ambrosi è chiaro: "Il centrosinistra ha perso proprio perché ha rifiutato il contatto con la gente".

 

A proposito di presepi e crocifissi, "un Paese senza tradizioni è un Paese morto, spento, finito". E rivolgendosi ancora all'opposizione: "Cari consiglieri del centrosinistra, noi trentini amiamo le nostre tradizioni e non abbiamo nulla di cui vergognarci. Non è razzismo difendere cultura, usi e confini. E’ buonsenso, rispetto per il proprio popolo, per la propria appartenenza".

 

E come non parlare a questo punto dell'immigrazione? "La migrazione - ammette - è nel Dna dell’uomo. Ma la clandestinità non ha nulla a che fare con l’immigrazione, è una vostra invenzione, la sua praticabilità è una vostra suggestione maligna". Ora le cose cambieranno: "Noi della lega, con a capo il governatore Fugatti e il nostro ministro dell’interno Salvini abbiamo questa causa davvero a cuore, ne faremo il nostro cavallo di battaglia".

 

"Ma torniamo a voi consiglieri dell’opposizione - ha detto concludendo l'intervento - voi qui, in quest’aula, per questi prossimi 5 anni, stimolateci con le vostre proposte, incalzateci con le vostre iniziativa, provate pure a metterci in difficoltà se lo ritenete utile e necessario: ma, se possibile, risparmiateci infantilismi, ripicche, dispettucci e permalosità".

 

Dall'opposizione è arrivato qualche mugugno, qualche risata per i toni e i modi, oltre che per il contenuto: "arroganti", "infantili", argomentazione che hanno generato più di una smorfia e a tratti un filo di imbarazzo anche tra i banchi della giunta. Dopo Alessia Ambrosi è intervenuto Alessio Manica del Pd: "Presidente Fugatti - ha esordito - sentendo oggi gli interventi le ricordiamo che può contare su di noi". Il governatore ha sorriso, forse per ringraziare della mano tesa. 

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