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Ancora caos in Provincia, Kaswalder va in confusione e votano solo in 19, intanto Savoi mostra (di nuovo) il dito medio

Tutto è avvenuto durante la discussione della mozione di Moranduzzo per introdurre educazione civica a scuola. Durissimo Filippo Degasperi (M5s): "Evidentemente Fugatti si diverte a mandare allo sbaraglio i suoi consiglieri e assessori". Dura anche Ferrari: "E' come dire che bisogna insegnare matematica, c'è già tutto"

Di Luca Andreazza - 14 marzo 2019 - 20:52

TRENTO. Più che un consiglio provinciale è sembrato il processo del lunedì. Si doveva parlare o quasi in due contemporaneamente, altrimenti si rischiava di perdere il filo. Una gestione particolarmente difficile dell'aula da parte del presidente Walter Kaswalder e l'apice è stato toccato nel corso della mozione proposta da Devid Moranduzzo per impegnare la giunta a valutare l'introduzione nelle scuole trentine dei corsi di educazione civica.

 

Sospensione dei lavori, anzi no, si dai pausa, ma no andiamo avanti e Kaswalder perde la bussola dell'aula. Il risultato è 19 ''" e un non partecipante al voto dichiarato, Michele Dallapiccola del Patt. Gli altri dodici? Una tale confusione da non lasciar capire che si è giunti a votare e quindi i consiglieri non si sono espressi. Una votazione arrivata dopo un dibattito articolato e la presentazione di diversi emendamenti, una seduta chiusa, ormai quasi da copione, con Alessandro Savoi della Lega a provocare le minoranze. Se Paganini non ripete, il consigliere leghista invece conferma: un altro dito medio e via come se nulla fosse.

 

Questa volta la reazione arriva di Alessio Manica, consigliere del Pd, a chiedere provvedimenti a Kaswalder. Non pervenuti. E non è la prima volta che il presidente del consiglio finisce nel mirino per la sua gestione, Paolo Ghezzi in primis (Qui articolo), ma il consigliere provinciale di Futura non è solo (Qui articolo).

 

Anche oggi si è toccato il fondo - commenta Manica - tanto che ormai non si sa più nemmeno dove sia il fondo. Un comportamento inqualificabile di un esponente di maggioranza e un’aula sempre più allo sbando. Durante la discussione dell’ultimo punto all’ordine del giorno, nella confusione più completa, il presidente Kaswalder prima annunciava una sospensione dei lavori per concordare la versione finale del dispositivo, fino a quel punto irritualmente modificato a voce in aula, e poi faceva invece procedere la votazione, così escludendo le minoranze dal voto".

 

Non solo. "Un gesto inqualificabile e degradante, ovunque e tanto più nell’aula che rappresenta tutti i trentini e le trentine. Un gesto - prosegue Manica - che ben testimonia l’atteggiamento padronale della maggioranza, il disprezzo nei confronti delle minoranze e del consiglio. Questa situazione, di fatto condivisa dalla maggioranza che liquida sempre questi episodi come eccessi caratteriali, non può più essere tollerata. Il presidente eserciti le proprie prerogative per la dignità dell’aula e delle istituzioni. Passi ad una gestione vera dell’aula, che vada oltre l’invito al buon senso, che evidentemente non basta, e porti rapidamente l’aula oltre quella che qualcuno questa mattina ha definito sconsolatamente autogestione. La Lega prima di proporre corsi di educazione civica nelle scuole dovrebbe insegnare ai propri consiglieri il minimo dell’educazione e del rispetto, cose che si imparano da bambini ma che evidentemente qualcuno ha smarrito con l’andare degli anni".

 

Nel corso dei lavori consiliari, la mozione di Moranduzzo, già "approvata" nei fatti due anni fa in un documento di Filippo Degasperi del Movimento 5 stelle (Qui articolo), si è "inasprita" per diventare un "ulteriore impegno" perché già la legge sui giovani e sulla scuola prevede iniziative in questo senso. 

 

Il consigliere Moranduzzo ha trovato la sponda dell'assessore e collega di partito Mirko Bisesti, fortemente favorevole alla mozione: "Oggi - dice l'assessore - c’è una larga condivisione da parte delle famiglie per avviare e potenziare corsi di educazione civica. La predisposizione di un ddl è stato confermato anche al ministro Bussetti". 

 

E se Giorgio Leonardi di Forza Italia e in parte Claudio Cia di Agire ("Sul fronte del bullismo la situazione è grave e quando si impegna ad agire ulteriormente l'esecutivo significa che c’è la consapevolezza di fare di più e meglio. Anche con ulteriori finanziamenti") hanno accolto favorevolmente il documento, le opposizioni però sono subito intervenute per diverse e precise puntualizzazioni sulle contraddizioni contenuto nella mozione.

 

Durissimo Filippo Degasperi del Movimento 5 Stelle: "Evidentemente Fugatti si diverte a mandare allo sbaraglio i suoi consiglieri e assessori. Questa mozione va esattamente nella direzione delle leggi in vigore. Si discute, insomma, di una questione normata a livello locale e nazionale e che comprende le materie giuridiche che vennero compresse dalla riforma Gelmini che faceva parte di un governo al quale partecipava anche la Lega. Meglio sarebbe stato chiedere se le cose che si fanno funzionano o servono modifiche delle norme sulla scuola. Anche in questo caso si dimentica la formazione professionale".

 

Dura anche Sara Ferrari del Pd: "Nella situazione normativa attuale chiedere di introdurre lezioni di educazione nella scuola è come chiedere di introdurre la matematica perché c’è un insegnamento che si chiama educazione alla cittadinanza e alla costituzione, affidata ai docenti di area storica geografica e sociale".

 

La Provincia, infatti, la chiama nei piani di studio come area storia con educazione alla cittadinanza e geografia. Nel secondo ciclo l’educazione alla cittadinanza è affidata a tutte le discipline con attenzione all’area storica geografica. "Ci sono poi progetti - prosegue la consigliera del Pd - sull’educazione di genere, dentro l’educazione alla cittadinanza. C’è inoltre un gruppo di esperti e di rappresentanti di istituto per l’educazione alla cittadinanza".

 

A questo si aggiunge che nel maggio 2018 si è votata all’unanimità la legge sui giovani che prevede l’obbligo di fare attività di contrasto al bullismo che sono in capo alla giunta. Sono previsti, sempre sul bullismo, bandi per associazioni e gruppi sportivi. La legge prevede una cabina di regia che tutti gli anni elabora e finanzia un bando. In settembre la giunta ha messo sul piatto 114 mila euro per queste attività in 50 scuole per un totale di 349 interventi.

 

"Se la mozione - continua Ferrari - ha l’obiettivo di dire: portiamo l’educazione civica nelle scuole, non c'è bisogno. Se invece è il mezzo per stimolare la giunta, va ricordato che questa è già obbligata a fare interventi perché ci sono le leggi. Si può invece sollecitare a il governo della Provincia a finanziare queste iniziative".

 

Sono altre le priorità per Ugo Rossi. "Le scuole devono fare piani - spiega l'ex governatore - per la promozione della cultura e della storia locale.  Ci sarebbero altri argomenti sui quali proporre mozioni, come l’integrazione e il pluralismo culturale, la specificità del Trentino, la storia le istituzioni autonomistiche, il rispetto dell’ambiente e la crescita sostenibile. E ancora la cittadinanza responsabile, la pace e la dimensione globale e la storia dell’Europa. Magari per favorire l’accoglienza degli immigrati o riconoscere la diversità e il rispetto di genere. Se Bisesti rimarrà assessoreporti in commissione un monitoraggio di come questa educazione viene fatta nelle scuole trentine".

 

A quel punto Bisesti si è detto disposto  a introdurre nel dispositivo l’impegno a promuovere e finanziare ulteriormente le iniziative previste per l’educazione alla cittadinanza. Si è trovata la quadra e poco prima della votazione Dallapiccola ha chiesto in due occasioni una sospensione perché, vista la condivisione unanime, era stata fatta la richiesta di Degasperi di far sottoscrivere la mozione emendata dai capigruppo (proposta accettata da Moranduzzo) e per avere chiarezza sul testo.

 

Qui Kaswalder ha nuovamente perso le redini del consiglio e la votazione è andata avanti, ma nella confusione generale in dodici non si sono accorti e non sono riusciti a votare.

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