Mozione di Moranduzzo per l'educazione civica nelle scuole ma la proposta (di Degasperi) era già stata approvata due anni fa
Il primo atto politico da consigliere provinciale del leghista sarebbe un doppione di quello presentato nel 2016 dal consigliere del Movimento 5 Stelle che ricorda: ''La questione è già stata trattata e approvata al tempo della discussione sulla riforma della scuola trentina. Visto che siamo tutti d’accordo non rimane che dare seguito agli impegni''

TRENTO. Anche ilGiornale.it ha voluto dare spazio alla mozione del consigliere della Lega Devid Moranduzzo per reintrodurre l'educazione civica in Trentino. Un titolo dedicato, applausi a scena aperta, la proposta che ''partirà da Trento'' nella speranza che poi venga ripresa da altre amministrazioni regionali. La cosa curiosa, però, è che il tutto era già stato promosso ed approvato nella scorsa legislatura.
''Non si possono non apprezzare lo zelo e l’attenzione del consigliere Moranduzzo per il mondo della scuola - spiega il consigliere provinciale del Movimento 5 Stelle Filippo Degasperi - e in particolare per la proposta di mozione attinente il ritorno dell’educazione civica. Faccio presente però che, trattandosi di un tema fondamentale, la questione è già stata trattata e approvata al tempo della discussione sulla riforma della scuola trentina, nel 2016''.
La mozione di Degasperi era chiara e completa e prevedeva di ''intervenire a favore della reintroduzione di strumenti specifici per l’apprendimento permanente dell’educazione civica e politica che comprenda gli elementi necessari alla comprensione delle complesse dinamiche civiche, economiche, sociali''.
Insomma il primo atto politico da consigliere provinciale di Moranduzzo pare essere un doppione rispetto a quello presentato dai 5 Stelle due anni fa e già approvato. Tra l'altro Moranduzzo, nell'articolo pubblicato da ilGiornale.it continua a ribadire che la ''sua'' educazione civica nulla ha a che vedere con ''l'ideologia gender'' come se qualcuno, potesse sospettare il contrario o che volesse introdurla proprio lui nel sistema provinciale trentino quando non è mai esista. Una sorta di excusatio non petita che comunque non cambia la sostanza della proposta. Una proposta apprezzata da tutti anche nella passata legislatura ma che rischia di allungare i tempi rispetto al dare semplicemente seguito a quanto era già stato votato in aula.
''Ora - conclude Degasperi - visto che siamo tutti d’accordo non rimane che dare seguito agli impegni già assunti anziché tornare a discutere''.












