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| 13 feb 2019 | 20:37

Olivi: ''Eviteremo scivoloni istituzionali, ma atteggiamento superficiale di Kaswalder'', ancora rimandata la nomina della segretaria generale dell'ufficio di presidenza

Una querelle che si trascina da tre mesi e ormai siamo agli sgoccioli dei 90 giorni stabiliti dal regolamento provinciale per nominare questo incarico, un'indicazione che spetta a Walter Kaswalder, il quale ha però tergiversato un po' troppo, fino a consumare il tempo prestabilito dalle normative

TRENTO. "La questione non riguarda il profilo, le competenze e la professionalità della figura scelta, ma il metodo e il percorso istituzionale che porta alla nomina", questo il commento di Alessandro Olivi (Partito democratico) sull'incarico della dottoressa Patrizia Gentile in qualità di segretaria generale dell'ufficio di presidenza del presidente del consiglio provinciale

 

Una querelle che si trascina da tre mesi e ormai siamo agli sgoccioli dei 90 giorni stabiliti dal regolamento provinciale per attribuire questo incarico, un'indicazione che spetta a Walter Kaswalder, il quale ha però tergiversato un po' troppo, fino a consumare quasi tutto il tempo prestabilito dalle normative.

 

"Il punto è la gestione rabberciata e superficiale - aggiunge il consigliere provinciale del Pd, oltre che vice presidente dell'Ufficio di presidenza - mostrata dall'esponente di Autonomisti popolari. Questi sono passaggi delicati e importanti, non si può improvvisare in questo modo. Eviteremo ulteriori scivoloni per rispetto e responsabilità delle istituzioni, ma si deve ripristinare la grammatica istituzionale".

 

Nel mirino non finisce la dirigente, ma il metodo utilizzato da Kaswalder, il quale dopo aver nominato Patrizia Gentile come segretaria generale pro tempore si è esibito in diverse proroghe, senza mai trattare in forma articolata questo argomento. Un percorso però che deve concludersi entro domenica 17 febbraio.

 

La nomina sarebbe dovuta arrivare oggi, ma a quel punto le minoranze hanno chiesto almeno 48 ore per un ultimo ragionamento. L'assegnazione del ruolo è scontato, ma si cerca di riportare forma e metodo al centro della discussione.

 

"Ci troviamo davanti all'aut-aut dopo tanto aspettare. Un comportamento - dice Michele Dallapiccola, consigliere provinciale del Patt e segretario questore - estremamente scorretto da parte del presidente del Consiglio provinciale, che dovrebbe avere un ruolo istituzionale di garanzia. Non è questo l'iter corretto e siamo estremamente preoccupati: se questi sono i procedimenti, figurarsi quando arriva il momento di prendere decisioni davvero importanti. Questa nostra richiesta di confronto e condivisione va anche a garanzia della segretaria generale in pectore che stimiamo molto".

 

L'Ufficio di presidenza, composto anche dalla leghista Mara Dalzocchio, è l'organo al quale compete la definizione degli indirizzi generali e delle linee strategiche per l'attività degli uffici, oltre alla predisposizione degli strumenti della programmazione di bilancio. E' compito di questo ufficio anche adottare gli atti normativi minori, tra i quali il regolamento che organizza le strutture del Consiglio.

 

"Un atteggiamento superficiale - conclude Filippo Degasperi, consigliere provinciale del Movimento 5 stelle e segretario questore - non si può lavorare in questo modo. Una decisione di questo tipo non può essere classifica nell'ordine del giorno come varie e eventuali per tre mesi. Si discute esclusivamente del metodo e non della persona individuata. Il presidente Kaswalder sbaglia nella conduzione della macchina e l'aver messo nell'angolo gli altri consiglieri, invece di coinvolgerli a garanzia anche del ruolo che ricopre".

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