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| 27 nov 2018 | 20:47

Show di Savoi in Consiglio provinciale. A Ghezzi: ''Stai zitto giornalaio''. Tonini: ''Nella Lega c'è anche questo tipo di fauna, problema loro''

Durante i lavori per l'elezione del presidente il consigliere leghista ha preso di mira i due colleghi. Ghezzi: "Si qualifica da solo". Attacco anche al leader del Pd: "E' un estraneo, è di Roma. Mi son da Cembra''

di Donatello Baldo

TRENTO. E' arrivato anche l'intervento che ha fatto divertire il pubblico, oggi affollato nella piccionaia del Consiglio provinciale. I composti interventi istituzionali stufano, sono senza brio le dichiarazioni di voto per l'elezione del presidente. Ci voleva Alessandro Savoi per trasformare l'Assemblea legislativa nel trivio dove ognuno dice un po' quel che gli pare. 

 

Il leghista se l'è presa con il consigliere Paolo Ghezzi, che poco prima aveva auspicato che il nuovo presidente - stava per essere eletto Walter Kaswalder - fosse di garanzia per tutti, ricordando che 73 trentini su 100 non hanno votato per la Lega e che sarà giusto considerare anche l'altra parte di cittadini e la loro rappresentanza.

 

Parole che a Savoi non sono piaciute affatto. "Vorrei ricordare al collega Ghezzi che un trentino su due ha votato Fugatti, non Futura. Uno su due", ha ribadito. Ghezzi ha sussurrato che si riferiva alla percentuale della Lega ma Savoi lo ha subito fermato: "Stai zitto, stai zitto quando parla Savoi". Aggiungendo anche l'insulto: "Stai zitto giornalaio"

 

La presidente provvisoria Lucia Coppola ha cercato di intervenire: mancava poco che non dicesse "stai zitta" pure a lei. "Non mi sembra un linguaggio adeguato", ha stigmatizzato la presidente. "Presidente, per cortesia, per cortesia", ha insistito Savoi. "Per cortesia lo dico io", ha risposto Lucia Coppola. Ma niente, Savoi ha continuato nel suo dire.

 

"Se non sai, stai zitto, dice il proverbio. E lei Ghezzi è incompetente per sua stessa ammissione. Lo ha dichiarato quando si voleva candidare a presidente che non sapeva niente. Lo ha dichiarato lui", ha sottolineato Savoi rivolgendosi ai colleghi come per spiegare che ha ragione.

 

Ma non solo Ghezzi, anche il consigliere del Pd Giorgio Tonini è stato colpito dagli strali di Savoi. Ha bofonchiato qualcosa sul Pd che deve pensare alle sue piccole cose, poi si è ricordato di una dichiarazione dell'ex senatore in campagna elettorale. "Non consegneremo la provincia all'estraneo, alla Lega, così aveva detto Tonini. Ma l'estraneo è lui - ha spiegato al microfono Savoi - perché con il Trentino non c'entra niente visto che è di Roma. Invece mi son da Cembra".

 

"Non intendo commentare le parole del consigliere Savoi, questo comportamento si qualifica da solo. Quella del giornalaio - precisa Ghezzi - è un'importante professione per la diffusione dell'informazione nelle democrazie e quindi 'giornalaio' non lo considero un insulto".

 

"Conosco Savoi e quindi non prendo sul serio le sue parole - afferma invece Giorgio Tonini - e penso che noi della minoranza abbiamo dato prova di stile. Sarebbe stato un errore cadere in questa sciocca provocazione. Nella Lega c'è anche questo tipo di fauna, evidentemente è un problema loro". 

 

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