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Scuola, lettera per sapere chi ha fatto il presepe. M5S: ''Pietra tombale sulle promesse elettorali''. Leu: ''Ingerenza intollerabile''

La richiesta nata da un'interrogazione di Cia criticata dal consigliere Degasperi: ''La dimostrazione che di scuola i nuovi arrivati sanno gran poco''. Attolini: ''L’apparato di sistema è teso ad appiattire le coscienze ed esasperare i conflitti sociali''

Di L.P. - 12 gennaio 2019 - 19:08

TRENTO. La Lega alle Crociate e la ''guerra santa'' è quella del presepe nelle scuole, trasformato in strumento per censire dirigenti e istituti amici o nemici della nuova guardia leghista. Fugatti ha alzato la palla ''invitando'' le scuole a fare i presepi nel suo discorso programmatico di legislatura, Cia ha schiacciato a terra con un'interrogazione per sapere chi, alla fine, li ha allestiti e chi no trasformatasi in lettera da inviare a tutti gli istituti (come dimostrato ieri da ilDolomiti). Per Filippo Degasperi del Movimento 5 Stelle rappresenta, tutto ciò, ''da un lato la pietra tombale sulle promesse elettorali e dall’altro la dimostrazione che di scuola i nuovi arrivati sanno gran poco''.

 

Le intromissioni nell'autonomia scolastica della nuova giunta in poche settimane si sono moltiplicate (dal caso della canzone l'Altalena con Bisesti, alle lezioni sui percorsi di genere sospesi da Segnana, alla richiesta del Presidente di mettere crocefissi e presepi negli edifici pubblici) e per Degasperi rappresenterebbero già la fine di ogni speranza di riforma o cambiamento prospettata in campagna elettorale da Lega & co.

 

''Clamorosamente disattesa la promessa di evitare ingerenze partitiche nel sistema educativo - comunica il consigliere del Movimento 5 Stelle - platealmente smentito l’impegno di sostituire la dirigenza di estrazione dellaiana con figure tecniche indipendenti, adesso Lega & c. tolgono la maschera anche sull’autonomia. Per segnare la distanza dai predecessori non trovano altro di più utile che il simbolismo religioso: il presepe svilito a simbolo partitico e brandito come uno scudo crociato. Doveva essere un “invito” e invece oggi “serve un quadro indicativo di quale sia l’atteggiamento delle istituzioni scolastiche su questa tematica”: è il rintocco della campana a morto sulle aspettative che anche noi avevamo riposto verso i nuovi padroni della scuola, evidentemente dimentichi di quanto la scuola dovrebbe aver insegnato loro sulla sorte toccata alle crociate, fin dai tempi di Goffredo e Baldovino''.

 

Sul tema è intervenuta anche Renata Attolini di Liberi e Uguali. ''Già nel 1976 Louis Althusser sosteneva che, tra gli Apparati Ideologici Statali, tesi a perpetuare i rapporti di produzione voluti dallo Stato stesso, l’apparato che deteneva il ruolo dominante era la Scuola. La scuola - scrive - era ed è così potente, perché prende in consegna bambini molto piccoli e li accudisce per molte ore al giorno, per molti anni. Può scegliere se insegnare l’accondiscendenza o lo spirito critico, ma deve comunque cozzare contro il fatto che ogni sistema statale si configura la scuola che gli compete. Nella nostra Provincia, la Lega al potere sta configurando un modello di scuola che fa rabbrividire. Ieri mattina, in tutte le scuole di primo e secondo grado d’istruzione (scuole dell’infanzia, elementari e medie per capirci), una nota del dirigente del servizio infanzia e istruzione del primo grado, Roberto Ceccato, in cui si chiede di avere un “cortese sollecito riscontro (con nota scritta)” sulla presenza o meno del presepe nelle scuole di competenza''. 

 

''La cosa rasenta il ridicolo - comunica Attolini - perché il dato non è quantificabile: sicuramente non è stato raccolto prima e, a posteriori, è impossibile da verificare. Tutte le scuole potrebbero rispondere in modo affermativo per il quieto vivere o in modo negativo per protesta contro questa nuova inquisizione. Il fatto però è preoccupante perché dimostra lo spregio nei confronti delle leggi nazionali e provinciali da parte di questa nuova classe dirigente. Uno spregio che  si traduce in ingerenze intollerabili nelle scelte che gli istituti possono fare grazie all’autonomia di cui godono per legge. Uno spregio basato solo su questioni “di principio” che inficiano pesantemente il ruolo educativo assegnato alla scuola, ossia quello di formare cittadini responsabili''. 

 

''La scuola trentina - conclude Liberi e Uguali - rischia di perdere le importanti peculiarità che la hanno contraddistinta per diventare l’apparato di sistema teso ad appiattire le coscienze ed esasperare i conflitti sociali. Noi ci batteremo perché venga salvaguardato l’obiettivo primario della scuola, quello di ridurre le disuguaglianze di ogni genere e di formare il cittadino della ragione. Vogliamo che la scuola sia pubblica, gratuita e di qualità, libera di assolvere i compiti che le sono assegnati per legge, legge che vigileremo perché non sia cambiata''. 

 

 

 

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