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Lettera della Provincia alle scuole: ''Avete fatto il presepe?''. Ancora un'entrata a gamba tesa della politica nel mondo dell'istruzione

Cia aveva presentato un'interrogazione dopo l'invito di Fugatti ad allestirli in ogni edificio pubblico e gli uffici del dipartimento all'istruzione hanno inviato oggi la richiesta ai dirigenti degli istituti chiedendo ''sollecito riscontro''. E' l'ennesima intromissione con l'autonomia scolastica?

Di Luca Pianesi - 11 gennaio 2019 - 18:54

TRENTO. Scuola buona, scuola cattiva; dirigente amico, dirigente nemico; preside da tenere in considerazione o da bollare hostis publicus. Proseguono i controlli della politica negli istituti trentini e da oggi il tiro viene alzato con una mail arrivata in tutte le istituzioni scolastiche provinciali e paritarie del primo e secondo ciclo d'istruzione per sapere chi ha fatto il presepe, come chiesto dal presidente della Provincia Fugatti, e chi invece non lo ha fatto.

 

Obiettivo: stilare una lista che tanto ricorda quelle di ''proscrizione''. A chiederla? Il consigliere Claudio Cia che, con un'interrogazione depositata in consiglio il 12 dicembre, ha messo in moto la macchina provinciale e così, oggi, negli istituti trentini, ai dirigenti scolastici, è arrivata la richiesta firmata dal dirigente Roberto Ceccato che così recita: ''In allegato alla presente si invia l'interrogazione 110 presentata dal consigliere Claudio Cia concernente 'presepe nelle scuole trentine, un simbolo universale che fa parte della nostra storia', chiedendo di dare cortese sollecito riscontro a questo ufficio (con nota scritta) nella parte in cui si chiede se l'istituto scolastico abbia scelto di allestire il presepe''.

 

L'assessore Bisesti, questa volta, non c'entra perché la richiesta è stata fatta esplicitamente dal leader di Agire: ''Quanti - ha chiesto Cia - e quali sono gli istituti scolastici trentini che hanno scelto di allestire il presepe? A norma di regolamento, si chiede risposta scritta''. Ed in questo modo ha ''costretto'' gli uffici ad attivarsi per ottenere le risposte chieste dal consigliere. Ma certo, in questo modo, il messaggio dato al mondo della scuola è davvero di quelli destabilizzanti.

 

 

 

 

Negli ultimi 20 giorni si è, infatti, cominciato con la richiesta di ''approfondimenti'' dell'assessore all'istruzione rispetto alla bellissima canzone l'Altalena e all'Istituto comprensivo Trento 6 che l'aveva realizzata per Natale; a fine anno si è passati alla circolare dell'assessora alle politiche sociali Segnana di sospensione dei corsi sull'educazione di genere ''perché si ritiene necessario verificare la piena coerenza dei contenuti educativi dei percorsi con le aspettative delle famiglie rispetto ai valori che la nuova giunta intende perseguire"; poi lo stesso Cia ha scatenato una ''caccia alle streghe'' sui social invitando a visionare i profili Facebook delle sei formatrici che gestiscono questi percorsi nelle scuole medie e superiori (alla ricerca di prove di un loro sostegno a fantomatiche ''teorie del gender'') e che hanno chiesto all'assessora un incontro per spiegarle di cosa si occupano (e quindi, per esempio, di prevenzione alla violenza di genere e al bullismo o delle disparità tra uomo e donna nel mercato del lavoro QUI APPROFONDIMENTO); e oggi questo.

 

 

Una serie di ingerenze della politica assolutamente non in linea con il principio di autonomia del mondo della scuola (tra l'altro garantito dalla legge italiana prima ancora che da quella provinciale) ingerenze, per altro, tutte centrate su questioni etiche e ''di principio'' e su vere e proprie strumentalizzazioni dei simboli. L'escalation, infatti, è cominciata con il presidente Fugatti che nel suo discorso programmatico di legislatura ha auspicato che in ogni edificio pubblico comparissero crocefissi e presepi. Da lì in poi è iniziato il Natale peggiore di sempre per i presepi trentini (che tra l'altro sono sempre stati fatti nelle scuole e negli istituti provinciali senza tante polemiche o obblighi di segnalarne l'esistenza a solerti consiglieri provinciali).

 

Tra presepi antiabortisti, con piccoli feti che portavano alla mangiatoia, manichini da centro commerciale usati come Santa Famiglia, incendi e vandalismi, bambinelli rubati e statuette distrutte, le rappresentazioni della Natività sono state straziate e distorte fino a far perdere loro ogni tipo di significato. Ed è paradossale che l'unico in linea con quello che è il messaggio tradizionale cristiano che si basa sull'amore e l'inclusione, il cosiddetto presepe dei migranti, comparso a Trento davanti alla chiesa del Santissimo, sia stato l'unico sgradito ai consiglieri di maggioranza quando proprio in quei giorni lo stesso Papa Francesco spiegava che "la Santa Famiglia di Nazaret visse l'angoscia della persecuzione e, guidata da Dio, si rifugiò in Egitto. Il piccolo Gesù ci ricorda così che la metà dei profughi di oggi, nel mondo, sono bambini, incolpevoli vittime delle ingiustizie umane".

 

Ora il presepe con Cia, diventa anche strumento per censire le scuole trentine: scuola buona, scuola cattiva; dirigente amico, dirigente nemico con buona pace di chi nel presepe e in quel che rappresenta la storia della Natività ci crede davvero. 

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