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Presepi negli edifici pubblici, Fugatti scrive ai dirigenti: ''Vi rivolgo questo invito che spero possa essere accolto''

''E' una scelta che spetta a voi'' scrive il presidente della Provincia, non imponendolo, quindi, ma di fatto scaricando la responsabilità  sui dirigenti. E chi non lo farà sarà 'quello contro il nuovo governo?'. ''E' simbolo di amore, credo nessuno possa sentirsi offeso o a disagio per la rappresentazione della Natività''. E nessuno si sentiva a disagio a farlo o non farlo, prima di oggi

Di Luca Pianesi - 05 dicembre 2018 - 16:06

TRENTO. E' il simbolo di chi, da escluso, trova comunque un riparo, viene accolto e omaggiato dagli ultimi (i pastori) e poi dai magi, appartenenti alla casta sacerdotale persiana (provenienti, quindi, da quei luoghi da dove oggi arrivano molti dei migranti via terra i quali per ''mandare un segnale'' lasciamo senza cibo e poi li respingiamo mandandoli in un'altra città italiana). Per il presidente Fugatti proprio questo simbolo ''della nostra millenaria storia cristiana'' andrebbe ricreato nelle nostre scuole e in qualsiasi edificio pubblico.

 

Ora, infatti, è ufficiale: il presidente della Provincia, quest'oggi, ha mandato una lettera ai dirigenti per ''invitarli, come già fatto nella mia relazione programmatica in consiglio provinciale, a considerare la possibilità di allestire negli edifici pubblici della Provincia e in ogni scuola del Trentino, il presepe''. Un invito non richiesto che trasforma una cosa bellissima come il presepe in una questione politica. Fosse stata un'imposizione, a questo punto, forse sarebbe stato meglio perché sarebbe stata una scelta, discutibile, ma chiara e netta. In questo modo, invece, si lascia una pesante responsabilità ai dirigenti mettendoli in una posizione molto scomoda. Chi farà il presepe sarà quello che sta con il nuovo governo e chi non lo farà sarà quello contro? Si chiede questo ai dirigenti pubblici? Di esporsi pubblicamente per verificarne fedeltà o infedeltà? 

 

L'errore istituzionale è chiarissimo. Non si capisce per quale ragione il presidente della Provincia debba spendersi direttamente in questo senso. Chi vuol fare il presepe già lo faceva anche prima (in praticamente tutte le scuole trentine il presepe veniva allestito senza il suo invito, senza che si trasformasse in una questione politica di cui discutere e in molti istituti c'erano anche i concorsi organizzati dalle stesse scuole) e chi non vuol farlo ora dovrà decidere se scontentare Fugatti, che gli ha scritto direttamente, o farlo contento.

 

''Il presepe è emblema spirituale che nella sua semplicità esprime valori universali di pace e di amore - scrive Fugatti - in cui tutti possono ritrovarsi. Valori cristiani che sono indubbiamente alla base della cultura europea. Credo, pertanto che nessuno possa sentirsi offeso o a disagio per la rappresentazione della Natività, anche se professa altre religioni''. E infatti nessuno ha mai provato sensazioni di disagio, prima di oggi, a fare il presepe o a guardare un presepe. Una raffigurazione della nascita di Cristo apprezzata da tutti (anche le comunità islamiche hanno sempre detto che non crea loro nessun problema visto che Gesù è un profeta e sia lui che la Vergine Maria si ritrovano in un centinaio di versetti del Corano) che si vuole cominci con San Francesco, l'ultimo dei frati, quello che nella Regola non bollata, composta intorno al 1221, predicava: ''E con fiducia l’uno manifesti all’altro la propria necessità, perché l’altro gli trovi le cose che gli sono necessarie e gliele dia. E ciascuno ami e nutra il suo fratello, come la madre ama e nutre il proprio figlio, in quelle cose in cui Dio gli darà grazia''.

 

 

Parole leggermente diverse da quelle pronunciate da Fugatti qualche giorno fa che, riferendosi ai richiedenti asilo poi, per metà, mandati a Settimo Torinese ha detto: ''Prima di dargli da mangiare capiamo se ne hanno il diritto a stare qui perché non è automatico. Se continuiamo così il rischio è che ne arrivino degli altri''. Chissà se San Francesco l'avrebbe apprezzato uno che dice queste cose e agisce di conseguenza. Quel che è certo è che il leader della Lega apprezza di San Francesco la sua vena per il ''modellismo'' e quindi avanti tutta con muschio, pecorelle di plastica e Re magi che la Natività è ''simbolo della nostra millenaria storia cristiana'' e l'autorità provinciale è contenta se la ricreiamo in tutti gli edifici pubblici: ''Vi rivolgo questo invito - conclude nella lettera - che spero possa essere accolto''.     

 

 

 

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