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Coronavirus, Fugatti scrive a Roma e si allinea a Zaia, Fontana e Fedriga. Rossi: "Ma non abbiamo l'autonomia? Perché non agisce?"

L'ex governatore non entra nel merito della richiesta quanto della modalità: "Un'altra decisione davvero autonomista del presidente Maurizio Fugatti. A Roma prima o poi ci chiederanno se vogliamo veramente la specialità". La lettera non è stata firmata dal presidente dell'Alto Adige

Di Luca Andreazza - 04 febbraio 2020 - 05:01

TRENTO. "Un'altra decisione davvero autonomista del presidente Maurizio Fugatti", questo il commento ironico dell'ex governatore Ugo Rossi sulla scelta della Provincia di Trento di allinearsi a Veneto, Lombardia e Friuli Venezia Giulia di scrivere una lettera al Ministero della sanità per chiedere che il periodo di isolamento previsto per le persone che rientrano dalla Cina sia applicato anche ai bambini che frequentano le scuole. 

 

"Lascio la questione di merito alle autorità sanitarie e le preoccupazioni delle persone sono legittime - aggiunge Rossi - ma il tema è un altro e riguarda le prerogative dell'autonomia: abbiamo una delega da far valere. In questo modo invece siamo assimilati alle Regioni ordinarie". Una lettera che, infatti, non è stata firmata da Arno Kompatscher, presidente della Provincia di Bolzano.

 

"Su Coronavirus - ha spiegato il presidente della Provincia - ci facciamo carico delle preoccupazioni dei genitori che rivolgono alla scuola e alle istituzioni legittime domande. Non c'è nessuna volontà di contrapporci politicamente con l'azione del Governo. Non si tratta di procedure discriminanti che indistintamente colpiscono tutti, ma di proseguire un approccio prudenziale e non allarmistico che abbiamo adottato, con grande collaborazione anche da parte dell’Associazione cinesi in Trentino, fin dall’inizio del nostro coinvolgimento come enti territoriali nella gestione di questo difficile problema".

 

Tanti a livello politico criticano la decisione, ma in questo caso la questione etnica sembra centrare poco sull'opportunità di lasciare a casa bambini e ragazzi che rientrano dalla Cina per 14 giorni. Un provvedimento che evidentemente la popolazione pretende per la sicurezza, ma che non riguarderebbe, infatti, tutti i cinesi tout-court, come spiega bene anche Claudio Cia, assessore regionale e consigliere provinciale di Agire, su Facebook.

La richiesta è di estendere il provvedimento anche alle scuole e di applicare esattamente la stessa procedura utilizzata per le persone che si trovano all'ex hotel Panorama di Sardagna. Il nocciolo riguarda, eventualmente, il ricorso all'autonomia. "In materia vaccini - evidenzia Rossi - ci siamo assunti le responsabilità del caso. E' stata emessa una delibera per fissare le regole e decidere come gestire e ottemperare alle disposizioni da Roma. Un'indicazione nazionale che abbiamo adottato e adattato in chiave locale".

 

Insomma, si vuole dare risposta all'ansia dei tanti genitori in quanto la circolare non prevederebbe misure in questa direzione. A finire nel mirino però il percorso con Luca Zaia, Attilio Fontana e Massimiliano Fedriga. "Sono due i casi - continua l'ex presidente - il primo: se giustamente Fugatti si preoccupa avrebbe dovuto chiedere direttamente indicazione all'Istituto superiore di sanità per avere un parere scientifico e quindi avrebbe dovuto emettere una ordinanza. Altrimenti la seconda ipotesi è quella che non ci ha pensato per seguire gli ordini ricevuti da altri e sarebbe forse ancora più grave".

 

C'è preoccupazione per le sorti dell'autonomia trentina. "Siamo assimilati a una regione ordinaria. A forza di agire in questo modo - conclude Rossi - prima o poi a Roma qualcuno dirà che se non esercitiamo o non vogliamo le competenze, possiamo anche fare a meno della specialità. Evidentemente conta di più obbedire agli ordini di Salvini di cavalcare anche il virus e rincorrere la demagogia che governare. L'autonomia viene svenduta per l’ennesima volta". 

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