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Addio di Bordon all'Apss, Rossi: ''Orgoglioso di aver scelto'', Ghezzi: ''Costretto a lasciare perché ha detto la verità?'', Ferrari: ''Stupisce disinteresse della Giunta''

La fase più acuta dell'emergenza coronavirus è alle spalle, mesi complicati e difficili di continua rimodulazione del sistema ospedaliero trentino per fronteggiare l'epidemia. Un momento che resta delicato e ora si cambia la guida all'Apss. Le reazioni di Patt, Partito democratico e Futura

Di Luca Andreazza - 27 giugno 2020 - 19:59

TRENTO. "Il sollievo delle dimissioni anticipate di Bordon dall'Azienda provinciale per i servizi sanitari sembra motivato dal fatto che il direttore generale aveva osato dire la verità", questo il commento di Paolo Ghezzi, consigliere provinciale in quota Futura, che aggiunge: "Aver tenuto gli impianti aperti a oltranza ha agevolato la diffusione dell'epidemia coronavirus, soprattutto nelle aree a vocazione turistica". 

 

"Orgoglioso e contento della scelta operata nel selezionare Bordon - dice l'ex governatore Ugo Rossi - assunto senza guardare con chi aveva governato oppure con chi andava più o meno d'accordo, ma esclusivamente sulla qualità professionale. Una decisione presa nell'interesse dei cittadini. Un professionista che, infatti, è stato assunto a Bologna. Il direttore generale è arrivato con il sistema sanitario trentino ai primi posti in Italia e ha confermato la strutture a livelli altissimi: merito suo e dell'Apss, che è composta da persone preparate e capaci".

 

Nel mirino anche il metodo. "Governano da 2 anni ma a ogni inciampo cercano di scaricare le responsabilità sulla legislatura precedente. Una decisione - continua Rossi - maturata dal direttore generale probabilmente per il trattamento ricevuto e per l'assenza di idee chiare e progettuali di questa Giunta. L'attuale momento è delicato, l'Apss è una struttura solida ma speriamo che non ci siano rallentamenti o incertezze".

 

Anche il Partito democratico prende posizione sull'addio di Bordon per andare a dirigere l'Usl di Bologna (Qui articolo): "Colpisce - dice l'ex assessora Sara Ferrari - il disinteresse palese della Giunta provinciale per una scelta che non trova apparente ragione d’essere, se fino a ieri il lavoro del direttore generale veniva indicato come faro guida anche nella gestione dell’emergenza Covid-19".

 

Dalla Provincia a trazione Lega non è arrivato, infatti, alcun segnale, nemmeno la possibilità di un incontro e così l'ormai ex direttore generale ha deciso di lasciare l'incarico in Trentino. "Era finito nel mirino della maggioranza provinciale - prosegue Ghezzi - un malumore per certe dichiarazioni che avevano messo in correlazione l'aumento dei contagi con l'apertura delle piste da sci di sabato 7 e domenica 8 marzo (Qui articolo). Ora si avverte un certo sollievo di Fugatti e Segnana per questa scelta in largo anticipo rispetto alla conclusione del contratto".

 

La fase più acuta dell'emergenza coronavirus è alle spalle, mesi complicati e difficili di continua rimodulazione del sistema ospedaliero trentino per fronteggiare l'epidemia. Un momento che resta delicato e ora si cambia la guida all'Apss. "Stupisce - evidenzia il consigliere provinciale di Futura - che il presidente e l'assessora on abbiano trovato mezz'ora per confrontarsi con Bordon, il quale li ha affiancati quotidianamente durante i tre mesi della pandemia. Colpisce che Segnana, smentita da Fugatti, abbia fatto riferimenti a scelte della precedente amministrazione, così come a 'differenti visioni', senza spiegare quale sia la 'visione' dell'attuale Giunta provinciale. Nel frattempo l'Ordine dei medici e il mondo delle Rsa sono preoccupate per quanto avviene".

 

Sono due i sentimenti che emergono all'interno del Pd. "Da un lato va sottolineato il sincero ringraziamento a Bordon - sottolinea Ferrari - per il suo lungo e proficuo lavoro che ha consentito, negli anni, alla Sanità trentina di essere più volte indicata dal sistema sanitario nazionale quale modello di sviluppo qualitativo dei servizi sanitari su di un territorio complesso come il nostro".

 

C'è poi il tema di come si è arrivati a questo addio. "Un disinteresse palese. La Giunta provinciale sicuramente decide secondo proprie responsabilità, ma ciò non toglie che sia possibile dissentire da atteggiamenti che, a nostro parere, non fanno onore alla comunità trentina. A Bordon l'augurio migliore per un futuro ricco di quelle soddisfazioni che il suo impegno professionale ed umano merita", conclude Ferrari.

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